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Lirina allor per nome la saluta,

Dicendo: Iddio ti salvi, Serpellina.

A questa voce la giovin si muta,

E la sua bella guancia porporina

Si fa di neve; e in sè poi rinvenuta,

Guarda la donna, e cosa alma e divina

Le sembra; ed a' suoi piè gettar si vuole,

E come vera Dea l'adora e cole.