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Entra per essa, e nulla si spaventa
Di fiamme e laghi, di serpenti e mostri;
Ma di Lirina al palazzo s'avventa,
E sul cavallo va per tutti i chiostri
E per le stanze; ed ei non si sgomenta,
Ma va che par ch'egli abbia i piedi nostri;
E tanto gira, ch'entra dove stanno
I suoi cugini, e vede il loro affanno.