NOTE:
[1.] Histor., L. III, c. 8.
[2.] Rerum Gestarum, XXXI, 16.
[3.] Nat. Hist., III, 25 (28).
[4.] Cfr. G. Marinelli, Nomi propri orografici, Alpi Carniche e Giulie, «Annali dell'Ist. Tecnico di Udine», 1872; — Le Alpi Carniche, nome, limiti e divisioni nella storia e nella scienza, «Boll. d. Cl. A. It.», 1887.
[5.] Vedi su questo argomento, oltre gli scritti di G. Marinelli, citati alla nota precedente, Musoni (F.), Del nome «Alpi Giulie», «Pagine Friulane», 1903, pag. 1-3 e «Atti del Congresso internazionale di scienze storiche» (Roma, Aprile 1903), Vol. X, Roma, 1904, pag. 309-315; Bartoli (M. G.), Lettere Giuliane, Capodistria, 1903.
[6.] Diamo qui in nota gli elementi relativi alla posizione geografica di alcune delle località più notevoli del territorio da noi considerato, desumendoli, per i punti italiani, da: Istit. Geogr. Mil. Elementi geodetici dei punti contenuti nei fogli 13-14 della Carta d'Italia, Firenze, Barbera 1897 o da Elementi geodetici dei punti contenuti nei fogli 25-26 (Udine-Cividale) della Carta d'Italia, Firenze, 1899; e, per quelli austriaci, da: Militargeogr. Inst., Die Ergebnisse der Triangulierungen, IV Bd., Wien, 1906:
| Località | Latit. nord | Long. est da Roma | Long. est da Greenwich |
| Resiutta (campanile) | 46°23′27″ | 0°46′ 1″ | 13°13′13″ |
| Gemona (torre del Castello) | 46°16′33″ | 0°41′16″ | 13° 8′29″ |
| S. Daniele (campan. del duomo) | 46° 9′35″ | 0°33′33″ | 13° 0′46″ |
| Tarcento (camp. della chiesa) | 46°12′56″ | 0°46′13″ | 13°13′25″ |
| Cividale (campanile del duomo) | 46° 5′33″ | 0°58′46″ | 13°25′59″ |
| Gorizia (duomo) | 45°56′34″ | 1°10′21″ | 13°37′33″ |
| Tolmino (campan. della chiesa) | 46°11′ 5″ | 1°15′13″ | 13°42′25″ |
La differenza di latitudine fra i punti estremi qui considerati è appena di 27′ (cioè di 27 miglia = 50 km.), quella di longitudine di meno di 42′, cioè di meno di 3 minuti in tempo. Rispetto all'ora del meridiano dell'Europa Centrale (15° ad E di Greenwich) è una differenza da 5 a 7 minuti; per passare dal tempo locale (meridiane) a quello «civile» non basta però mandare innanzi gli orologi di quei 5, 6 o 7 minuti, ma conviene fare anche la correzione dipendente dalla circostanza che gli orologi sono regolati col tempo «medio», non con quello «vero» e il primo si discosta dal secondo fino a 14 minuti in più nel febbraio e 16 in meno nell'ottobre. Per passare dal tempo vero locale (meridiane) a quello medio dell'Europa centrale può essere utile la tabella pubblicata dal sen. Di Prampero nel suo op. L'ora esatta in Friuli, Udine, tip. Doretti, 1898. Dei fusi di 15′ (corr. a un minuto in tempo) in cui il Di Prampero ha suddiviso il Friuli, uno prende il nome da Cividale, esso racchiude le località poste nella parte media delle nostre prealpi, mentre quelle ad occidente fan parte del fuso di Udine; quelle ad oriente pertinenti ad un terzo fuso, non sono considerate, perchè fuori della provincia. I tre fusi portano i numeri 28, 29 e 30 nella serie dei 48 in cui ha diviso l'Italia il Rajna (L'ora esatta dappertutto, Milano, 1897).
In nessuna delle località comprese nel nostro territorio, vennero fatte determinazioni degli elementi del magnetismo terrestre, salvo che a Gorizia (Liznar, Eine neue magnetische Aufnahme Oesterreichs, «Sitzungsber. d. Ak. d. Wissensch. in Wien. Math. Naturw. Classe», 103, Wien 1894, pag. 48). Limitandoci qui alla declinazione magnetica, elemento la cui conoscenza può avere, anche praticamente, maggiore interesse, indicheremo come essa fosse a Gorizia 13° 58′, 5 nel 1850, 10° 25′, 3 nel 1890 e si può quindi calcolare attualmente di circa 8° 39′, sempre occidentale. Del resto possiamo aggiungere come, secondo quanto risulta da Tacchini, Sulle carte magnetiche d'Italia eseguite da C. Chistoni e L. Palazzo (estr d. «Ann. Uff. Centr. di Met. e Geodin.», vol. 14, parte I, 1892, Roma 1893), attualmente nel nostro territorio essa deva oscillare fra 8° 30′ (verso l'Isonzo) e 9° (verso il Tagliamento).
[7.] Storia Fisica del Friuli, S. Vito, 1841. Cfr. su questa opera e su quelle citate appresso: Marinelli (O.), La illustrazione geografica del Friuli ed una lettera inedita di Antonio Zanon, «In Alto» 1905.
[8.] Udine e sua provincia, Udine, 1862.
[9.] La parte delle Prealpi Giulie che s'estende oltre l'attuale confine politico si trova illustrata nelle opere concernenti il Goriziano, fra le quali ricorderemo qui: Antonini (P.), Il Friuli orientale, Milano 1865 — dove due capitoli sono dedicati alla descrizione della contea di Gorizia e Gradisca — e Czörnig (C.), Das Land Görz und Gradisca, Wien, 1873; Noè (H.), Landschaftliche Schilderung aus Görz und Gradiska, in «Die österreichisch-ungarische Monarchie in Wort und Bild. Das Küstenland.», Wien 1891; Czoernig e Schneider, Vorgeschichte, Geschichte und Culturentwicklung von Görz und Gradiska, nella stessa opera.
[10.] Per la storia delle rappresentazioni cartografiche del Friuli in genere e della nostra regione in particolare cfr. Marinelli (G.), Saggio di cartografia della Regione Veneta, Venezia, Dep. di St. Patria, 1881; Biasutti (G.), Cartografia Friulana. Appunti, «In Alto», 1900 e 1901; Marinelli (O.), Una antica carta geografica del Friuli, Firenze, (per nozze) 1902; — I monti del Friuli nelle più antiche carte geografiche stampate della regione, «In Alto», 1902; — I monti del Friuli nelle carte geografiche nel secolo XVII, «In Alto», 1903 e 1904; Costantini (G.), Una vecchia carta dei dintorni di Tricesimo, «In Alto», 1906.
[11.] Interessano le nostre prealpi i 4 fogli: G. 2, G. 3, H. 2, H. 3. Su questa carta cfr. Marinelli (G.), Saggio ecc., al n. 1649. Fra le carte precedenti si potrebbero tutto al più menzionare qui quella del Malvolti (Carta topografica della Provincia del Friuli ecc.) pubblicata intorno al 1818 ed alla scala di 1:160mila circa (cfr. Marinelli (G.), Saggio ecc. al n. 1516).
[12.] Interessano la nostra regione, per piccola parte, i quadranti II («Chiusaforte», ril. 1891, corr. 1902) e III («Tolmezzo», ril. 1891, corr. 1902) del foglio 14 della Carta dell'I. G. Mil.; e, per parte maggiore, le tavolette I, NE («Montemaggiore», ril. 1891, e di nuovo 1906), I, SE («Platischis», ril. 1891, corr. 1902), I, SO («Tarcento», ril. 1891, corr. 1906), I, NO («Lusevera», ril. 1891 e di nuovo 1906), II NE («Cividale», ril. 1891, corr. 1902), II SE, («Premariacco», ril. 1891, corr. 1902), II, NO («Tricesimo», ril. 1891, corr. 1906), III, NE («Fagagna», ril. 1891, corr. 1902); III, NO («S. Daniele», ril. 1891, corr. 1902), IV, NE («Gemona», ril. 1885, corr. 1906), IV, SE («Buia», ril. 1885, corr. 1902), IV, SO («Maiano», ril. 1885, corr. 1906), IV, NO («Trasaghis», ril. 1885, corr. 1902) del foglio 25; le tavolette III, NE («Stregna», ril. 1891, corr. 1902), III, SO («Prepotto», ril. 1891, corr. 1902), III, NO («S. Pietro al Natisone», ril. 1891, corr. 1902), IV, SE («Drenchia», ril. 1891, corr. 1902) e IV, SO («Rodda», ril. 1891, corr. 1902) del foglio 26 e la tavoletta I, NE («Manzano», ril. 1891, corr. 1902) del foglio 40. Per l'area oltre confine si deve ricorrere ai fogli col. IX, zona 20 («Flitsch», ed. 1906) col. IX. zona 21 («Tolmein», ed. 1903), e col. IX, zona 22 («Görz u. Gradisca», ed. 1901), della così detta Spezialkarte della Monarchia Austro-Ungarica, alla scala 1:75.000.
[13.] Marinelli (G.), Le Alpi carniche ecc., loc. cit., pag. 124 Guida del Canal del Ferro, Udine 1894, pag. 20.
[14.] Marinelli (O.), Descriz. geolog. dei dint. di Tarcento citat. alla nota seg. pag. 127. A. Böhm (Eintheilung der Ostalpen, «Geogr. Abhandl. herausg. v. A. Penck», I, fasc. 3, Wien 1887, pag. 471) sceglie un confine intermedio fra i due qui indicati, uno cioè che fra il torrente Resia e l'Uccea, passerebbe per Vplanieh (1661 m.) della carta austriaca «Flitsch» (ed. 1881). Lo stesso autore denomina assai impropriamente le prealpi fra Tagliamento ed Isonzo «Maggiore Gruppo» — nella carta che accompagna la memoria è scritto anzi «Maggiora Gruppe» — e questa designazione erronea ed impropria è usata poi anche dal Futterer, nella carta tectonica che accompagna la memoria Durchbruchsthäler in den Süd-Alpen («Zeitschr. d. Gesellsch. für Erdkunde zu Berlin», 1895, tav. I).
[15.] Vedi Marinelli (G.), La Terra, Vol. IV, Italia, pag. 150.
[16.] Assai ricca è la letteratura geologica della regione considerata in questo capitolo; fra i lavori vecchi si consulteranno sempre con profitto: Pirona, Lettere geologiche sul Friuli, estr. dall'«Annotatore Friulano», Udine 1856; Hauer, Ein geologischer Durchschnitt der Alpen von Passau bis Duino, «Sitzungsber. d. math.-nat. classe der k. Akad. der Wissensch.», Vol. XXV, 1857, pag. 78-94 dell'estr.; Stur, Das Isonzo Thal von Flitsch abwärts bis Görz, die Ungebungen von Wippach, Adelsberg Planina und Wochein, «Jahrb. d. k. k. geol. Reichsanst.», 1858; Pirona, Sulle antiche morene del Friuli, «Atti della Soc. Ital. di Sc. Nat.», II, 1860; — Cenni geologici sul Friuli, «Ann. dell'Ass. Agr. Fr.», IV, 1861; Taramelli, Sulla formazione eocenica del Friuli, «Atti Acc. Udine», I, 1870; — Dei terreni morenici ed alluvionali del Friuli, «Annali dell'Ist. tecn. di Udine», 1875; — Marinoni, Di un lembo eocenico alle falde settentrionali del Monte Plauris, «Atti Ist. Ven.», 1877; — Ulteriori osservazioni sull'eocene friulano, «Atti Soc. It. Sc. Nat.», 1879; Taramelli, Catalogo ragionato delle rocce del Friuli, «Mem. Acc. Lincei. Cl. Sc. Fis. Mat. e Nat.», I, 1877; — Spiegazione della Carta Geologica del Friuli, Pavia, 1881. In queste due ultime pubblicazioni del Taramelli e nell'altra: Geologia delle Provincie Venete, «Mem. d. Acc. di Lincei. Cl. Sc. Fis. Mat. e Nat.», 1882, sono riassunte tutte le cognizioni che si avevano 30 anni fa sulla geologia del Friuli e quindi della regione che ci interessa. Delle pubblicazioni uscite nell'ultimo trentennio le più importanti sono Gumprecht, Der mittlere Isonzo und sein Verhältnis zum Natisone, Leipzig, 1886; Tommasi, Sul lembo cretaceo di Vernasso nel Friuli, «Ann. Ist. Tecn. Udine», 1889; Marchesetti, Sull'antico corso del Fiume Isonzo, Trieste 1890; Clerici, I legni fossili quaternarî rinvenuti alle sorgenti del torrente Torre, «In Alto», 1891; Tellini, Da Tarcento a Resia, «In Alto», 1891; Tommasi, I fossili senoniani di Vernasso presso S. Pietro al Natisone, «Atti Ist. Ven.», 1891; Bozzi, La flora cretacea di Vernasso in Friuli, «Bollettino della Società Geologica», 1892; Mariani, Appunti sull'eocene e sulla creta nel Friuli Orientale, «Ann. Ist. Tecn. di Udine», 1892; Tellini, Descrizione geologica della tavoletta Maiano, «In Alto», 1892; Brückner, Eiszeit-Studien in den südöstlichen Alpen, X «Jahresbericht d. Geogr. Gesellsch. in Bern», 1890; Taramelli, Una brevissima ma interessante gita dal Ponte di Moggio a Portis, «In Alto», 1893; Boehm, Beitrag zur Gliederung der Kreide in den Venetianer Alpen, «Zeitschr. d. D. Geol. Gesellsch.», 1897; Tellini, Intorno alle tracce abbandonate da un ramo dell'antico ghiacciaio del fiume Isonzo nell'alta valle del fiume Natisone e sull'antica connessione fra il corso superiore dei due fiumi, «Ann. Ist. Tecn. di Udine», 1897; Sacco, Gli anfiteatri morenici del Veneto. Studio geologico, «Ann. Acc. Agr. Torino», 1899; Oppenheim, Ueber einige alttertiäre Faunen der Oesterreichisch-Ungarischen Monarchie, «Beitr. z. Pal. u. Geol. Oesterr. Ung. und d. Orients», XIII, 1901. Non sono qui citati alcuni miei scritti perchè i risultati degli studî geologici da me fatti nella regione, specialmente fra il 1893 ed il 1896, sono esposti poi nell'opera: Marinelli (O.), Descrizione geologica dei dintorni di Tarcento in Friuli, «Pubbl. dell'Ist di Studî Sup.». Firenze, 1902. Fra gli scritti posteriori vedi: Marinelli (O.), Il Senoniano di Vernasso, i klippen ed i conglomerati pseudo-cretacei del Friuli orientale, «Atti acc. Scient. Ven. Trent. Istr. Cl. Sc. Fis. Mat.», I, 1904; — Osservazioni varie fatte durante una escursione al Matajur, «In Alto», 1905; Kossmat (F.), Geologie des Wocheinertunnels und der Südlichen Anschlusslinie, «Denkschr. d. Math. Naturwiss. klasse d. k. Ak. d. Wissensch.», LXXXI, Wien 1907; Feruglio (D. e G.), Contributo allo studio delle carte agronomiche in Friuli preceduto dalla descrizione geologica della tavoletta Tricesimo, «Bollettino dell'Associazione Agr. Friulana», 1907-1908; Nievo (J.), L'anfiteatro morenico del Tagliamento e le successive fasi glaciali, «Boll. della Società Geol. Italiana», 1908; Kossmat (F.), Beobachtungen über den Gebirgsbau des mittleren Isonzogebietes, «Verhandl d. k. k. Geol. R. A.», 1908, n. 1-2, pag. 69-84; Penck e Brückner, Die Alpen in Eiszeitalter, Leipzig, 1909; Kossmat, Das küstenländische Hochkarst und seine Tektonische Stellung, «Verk. d. k. k. Geolog. R. Anst.». 1909; De Gasperi (G. B.), I dintorni di Cividale nel Friuli, studio geologico, «Bull. Ass. Agr. Fr.», 1909; Dainelli (G.), Nota preliminare sopra i lamellibranchiati eocenici del Friuli, Estr. d. «Mem. Soc. Tosc. Sc. Nat.», vol. XXV, Pisa, 1909.
L'unica carta geologica a scala abbastanza notevole che abbraccia l'intera regione è quella al 200 mila del Taramelli; uno schizzo al 75000, ove sono segnati i terreni diluviali e le morene della valle dell'Isonzo fra Saga e Sela accompagna la memoria del Gumprecht sopra citata, una carta geologica al 25 mila dei dintorni di Bergogna, Prosenicco e Starasella è annessa a quella del Tellini: Intorno alle tracce abbandonate ecc., alla mia Descr. geol. d. dint. di Tarcento va unita una carta geol. al 100 mila che rappresenta le prealpi dal Tagliamento fino un po' ad oriente di Oseacco, Carnizza, Monteaperta e Forame, comprendendo anche la parte di NE dell'anfiteatro morenico; al lavoro del Feruglio sopra citato è unita una riduzione al 50 mila della tav. «Tricesimo» colorita geologicamente e a quello del De Gasperi una della tav. «Premariacco» (con l'aggiunta della parte del comune di Cividale che non vi è compresa), il lavoro del Kossmat per primo citato è accompagnato da una carta geologica al 75000 che abbraccia anche un lembo delle nostre prealpi verso Tolmino e S. Lucia. Lo schizzo geologico che accompagna la presente guida ([fig. 1ª]) è basato in gran parte su osservazioni personali; per la sua costruzione si tenne però conto della letteratura e delle carte qui indicate ed inoltre, per il bacino di Plezzo, di: Diener, Ein Beitrag zur Geologie des Centralstockes der Julischen Alpen, «Jahrb. d. k. k. Geol. R. A.», 1884, con carta geologica.
[17.] Del modo con cui sono ricavati questi dati orometrici renderò conto altrove.
[18.] Cfr. sull'argomento: Marinelli (O.), Fenomeni carsici, grotte e sorgenti nei dintorni di Tarcento, «In Alto», 1897; — Fenomeni carsici, grotte e sorgenti nelle Prealpi Giulie Occidentali, «Riv. Geogr. Ital.». 1897; — Escursione nei dintorni di Faedis, «In Alto», nov. 1901; — Osservazioni fatte durante una escursione al Matajur, «In Alto», 1905; Lazzarini, L'altipiano carsico del M. Bernadia, «Mondo Sotterraneo», II, 1905; Musoni, Esplorazione di due voragini, Ivi, III, n. 5, 1907; — Fenomeni carsici sopra Iainich, Ivi, IV, n. 1-3, 1908; Bubba, Fenomeni carsici a Merso di sotto, Ivi, IV, n. 4-5, 1908; Musoni, Fenomeni carsici sopra Mersino, Ivi, V, n. 1-2, 1908; — Una voragine sul monte Hum, Ivi; De Gasperi (G. B.), Una gita al Juanes, «In Alto», 1909; vedi, del resto, per ciò che si riferisce più specialmente alle grotte, la nota bibliografica data al capitolo seguente.
[19.] Cfr. Lorenzi (A.), Fenomeni simili ai carsici nei conglomerati messiniani di Ragogna e Pinzano, «In Alto», 1902-03.
[20.] Di un particolare morfologico relativo ad un lembo di tali formazioni si tratta in Lorenzi, Lis Foranis, nicchie di disfacimento meteorico nella breccia di Portis, «Mondo Sotterraneo», II, n. 2-3, Udine, 1905.
[21.] Op. cit, pag. 49.
[22.] Op. cit., I, pag. 171. In Joppi, Notizie della Terra di Venzone in Friuli (Nozze Stringari-Marzona, Udine 1871, pag. 33) si legge: «Nel 1748 una frana di monte chiuse il corso della Venzonassa; formatosi un lago pensile, al sopraggiunger di nuove pioggie si ruppe la diga e seguì l'innondazione del borgo di sottomonte, la distruzione della chiesa di S. Giorgio con rilevante guasto di tutta la campagna».
[23.] La collina di Buttrio ecc. «In Alto», 1903, pag. 11.
[24.] Hoernes, Erdbeben-Studien, «Jahrb. d. k. k. Geol. R. A.», 1878, pag. 441 e seg., tav. XI.
[25.] Hoefer, Die Erdbeben Kärntens und deren Stosslinien, «Denkschr. d. Mat. Naturw. Classe der Ak. der Wissensch.», Bd. 42, Wien 1880, pag. 44-48.
[26.] Vedi: Tommasi, I terremoti nel Friuli dal 1116 al 1887, estr. d. «Annali dell'Ufficio Centrale di Meteorol. e geodinam.», vol. VIII, parte IV, 1886, Roma 1888; Taramelli, Pirona e Tommasi, Dei terremoti avvenuti in Tolmezzo ed in altre località del Friuli nell'anno 1898, estr. d. «Ann. dell'Uff. Centr. ecc.», vol. XII, parte I, 1890, Roma, 1893; Cabaletto, Terremoto a Tricesimo, «Pagine Friulane», VI, 1893, pag. 17; Tellini (A.), Alcuni documenti riguardanti terremoti del Friuli, «In Alto», 1895, pag. 13 e seg., 43 e seg., 55 e seg.; Baratta, I terremoti d'Italia, Torino, Bocca, 1901, specialm. pag. 707-709.
[27.] Su questi terremoti vedi specialmente, oltre allo scritto dell'Hoefer prima citato: Hoernes, Erdbeben und Stosslinien Steiermarks, «Mitt. d. Erdbeben Comm. d. k. Ak. d. Wissensch. in Wien», Neue Folge, n. VII Wien 1902; pag. 21 e seg., 24 e seg., 65-67, 71-73.
[28.] Oltre l'opera già citata del Baratta cfr. Mojsisovics (E.), Allgemeiner Bericht und Chronik der im Jahre 1898 innerhalb des Beobachtungsgebietes erfolgten Erdbeben, «Mitt. d. Erbeben ecc.», X, Wien, 1899, pag. 122 e seg.
[29.] Vedi Marinelli (O.), Studi orografici sulle Alpi orientali, (Serie 1900), «Boll. Soc. Geogr. It.», 1902 §§ 116-118.
[30.] Cfr. Musoni (F.), Le sedi umane nel bacino medio del Natisone, in «Scritti di Geografia e di Storia della geografia concernenti l'Italia pubbl. in onore di G. Dalla Vedova», Firenze, 1908, pag. 80 e seg.
[31.] Cfr. Lorenzi, La collina di Buttrio ecc. loc. cit. De Gasperi, I dintorni di Cividale, ecc.
[32.] Altri di questi nomi usati per indicare valli o parti di valli sono: Canale del Torre, Canale di Crosis, Canale del Pulfero, Canale di Roncina, Canale di Drenchia o Drenchiotto.
[33.] La letteratura relativa alle acque superficiali e sotterranee delle Prealpi Giulie è assai ricca, come risulta anche dalla nota bibliografica che segue, la quale non ha però in alcun modo la pretesa di essere completa, ma rappresenta l'elenco delle principali opere consultate dagli autori per compilare il presente capitolo. Si avverte però in proposito: anzitutto come qui si sia omessa la citazione dei precedenti tre volumi della Guida, ove sono pure importanti notizie anche sulle acque del nostro territorio; in secondo luogo che, non ostante la numerosa serie di studî relativi alla idrografia, all'idrologia ed all'idraulica della regione considerata, manca un recente studio monografico sulle acque della zona che ci interessa, come d'altronde su quelle del resto del Friuli; in terzo luogo che per un tale studio, e quindi per il saggio di esso da noi tentato nel presente scritto, assai scarsi sono gli elementi sicuri specialmente per ciò che riguarda il regime dei corsi d'acqua e delle sorgenti. Solo quando sarà completamente organizzato ed avrà funzionato per qualche anno il servizio idrometrico che sta piantando il Magistrato delle acque, si potrà avere qualche notizia sicura, ma per ora, relativamente ai corsi d'acqua che ci interessano, non sono pubblicati elementi se non per l'Isonzo dal servizio idrografico austriaco (Hydrographischer Dienst in Oesterreich. Jahrbuch d. k. k. hydrographisches Bureaux, I, 1893 ed annate seguenti). Per supplire alla deficienza di dati sicuri relativi alle portate dei nostri fiumi e poco fidandoci di quelli delle nostre pubblicazioni ufficiali abbiamo raccolto, per quanto ci fu possibile, anche dati di osservazioni fatte da privati o da consorzi idraulici e società industriali; per i materiali fornitici dobbiamo anzi ringraziare i signori L. Armellini fu Giacomo, P. D'Orlandi, A. Malignani e ing. A. Zanoletti.
Segue ora l'elenco bibliografico disposto per ordine cronologico: Bassi (G. B.), Memoria sull'antico divisamento di costruire un Canal Navigabile da Udine al mare, Udine, Mattiuzzi, 1829; Notizie statistiche intorno ai fiumi, canali, lagune e porti comprese nel governo di Venezia, Milano. 1834; — Bucchia (G.). Relazione informativa sui progetti intesi a derivare dal Fiume Ledra acque irrigue e potabili a benefizio di un vasto territorio inacquoso nella Provincia del Friuli, Udine, 1858; — Bertozzi (G. C.), Relazione al commissario del re Q. Sella sul divisamento di formare con le acque dei fiumi Tagliamento e Ledra una rete di canali d'irrigazione, Torino, 1866; — Moschini (L.) e Sporeni (A.), Determinazioni del grado idrotimetrico di alcune acque potabili del Friuli, «Ann. Istituto Tecn. Udine», I, 1867; III, 1869; — Bucchia, Sul progetto d'irrigazione dell'agro Monfalconese compilato dall'Ing. Dott. Raffaello Angelo Vicentini, Gorizia, 1868; — Tatti (L.), Progetto di un canale da ricavarsi dal Ledra e dal Tagliamento, Milano, 1869; — Rinaldi (G.), Relazione intorno alle condizioni attuali del torrente Tagliamento, sui gravi pericoli d'innondazione ecc., Udine, 1870; — Marinelli (G.), Territorio e Clima, in «Annuario statistico per la provincia di Udine», anno I, 1876; — Min. Dei Lav. P., Cenni intorno ai singoli servizî compilati in occasione dell'Espos. Univ. di Parigi del 1878, Roma, 1878; — Broili (G.), La nuova presa d'acqua del consorzio rojale di Udine, Udine, 1880; Sulle sorgenti del Torre, «La Patria del Friuli», 5 Agosto 1880; — Pestalozza (A.), Sullo stato attuale dei canali del consorzio Ledra-Tagliamento, Udine, 1881; — Min. Dei Lav. P., Cenni ecc. comp. in occ. dell'Espos. di Milano, 1881, Roma, 1881; — Nallino(G.), Saggio analitico dell'acqua delle sorgenti del Torre, «Cron. S. A. F.», 1881; — Vicentini (R. A.), Sulla irrigazione e bonifica dei terreni posti sulla sponda destra del fiume Isonzo, Trieste, 1882; — Broili, Compimento in muratura della Pescaja del consorzio Rojale di Udine, Udine, 1884; — Min. Dei Lav. P., Cenni ecc. compil. in occas. dell'Espos. di Torino 1884, Roma, 1884; — Valussi (P.), Riassunto descrittivo della provincia del Friuli sotto l'aspetto naturale ed economico, «Annali d'Agric.», 1885, Roma, 1885; — Markus (A.), Sul progetto d'irrigazione dell'Agro Monfalconese, Gorizia, 1886; — Mantica (N.), Controsservazioni sul progetto di un canale d'irrigazione dell'agro Monfalconese, Udine, 1887; — Puppati (G.), Rendiconto morale-tecnico economico del nuovo acquedotto della città di Udine derivato dalle sorgenti di Zompitta a tutto l'anno 1892, Udine, 1893; — Tellini (A.), I pesci e la pesca d'acqua dolce in Friuli, «Ann. Ist. Tecn. Udine», 1895; — Lorenzi (A.), Il lago di Ospedaletto nel Friuli, «In Alto», 1897; — Min. Di Agr. Ind. E Comm., Carta Idrografica d'Italia, Relazioni, Veneto, Roma, 1897; — Croci (A.), Il fiume Tagliamento e la sistemazione dei suoi tronchi inferiori, «Giornale del Genio Civile», 1899; — Rizzani (G. B.), Opere economiche di difesa lungo i torrenti, Ivi, 1900; — Tellini (A.), Le acque sotterranee del Friuli e la loro utilizzazione, «Ann. Ist. Tecn. Udine», 1898-1901; — Tonini (V.), Inventario delle forze idrauliche della provincia di Udine, Udine, 1903; — Musoni (F.), Il lago di S. Daniele del Friuli, «Mondo Sotterraneo», II-III, 1906-1907; Le sorgenti della valle media del Natisone, «Mondo Sotterraneo», IV, 1907-1908; — Fratini (F.), L'acqua della sorgente Mòntina in comune di Torreano da servire per l'acquedotto di Premariacco (Udine), «Mondo Sotterraneo», IV, 1908; — Musoni (F.), La regione sorgentifera del fiume-torrente Natisone, «Mondo Sotterraneo», V, 1908; — Frattini (F.), L'acqua della sorgente Fontanate in comune di Nimis (Udine), Ivi; — De Toni (L.), Progetto per l'acquedotto consorziale del Rio Gelato, Udine, 1908; — Tellini (A.), Relazione geologica sopra la sorgente Pojana, Cividale, Stagni, 1908; — Paoletti (G.), De Paciani (E.), Granzotto (U.), Intorno a nuovi studi sulla possibilità di toglier l'acqua dalla fonte Pojana in territorio italiano, Cividale, Fulvio, 1908; — Musoni (F.), La sorgente Naklanz e le altre due, l'Arpit e la Pojana, «Patria del Friuli», 24, X, 1908; — Fratini (F.), La dibattuta questione dell'acquedotto Naklanz, Ivi, 31, X, 1908; — Camurri (L.), L'acqua della sorgente Naklanz, «Il Paese», 20, XI, 1908; — Feruglio (G.), Una ultima parola sulla Naklanz e la Pojana, «Patria del Friuli», 19, XII, 1908; — Lorenzi (A.), Intorno alla caratteristica idrografica della pianura pedemorenica del Friuli, «Riv. Geogr. It.», 1909; — Fratini (F.), L'acqua della falda acquea sotterranea del Torre raccolta con speciale galleria filtrante per l'acquedotto di Povoletto. L'acqua ecc. per l'acquedotto di Segnacco, «Mondo Sotterraneo», 1909; — Marinelli (O.) Les conditions hydrologiques du Frioul, «La Géographie», XX. n. 2, 15 Agosto 1909.
[34.] Qui si prescinde dalle condizioni artificiali create dopo la costruzione del canale Ledra-Tagliamento di cui si dirà in seguito.
[35.] Che le condizioni idrologiche del campo di Osoppo sieno identiche, come già s'avvertì nel capitolo precedente (pag. 37), a quelle della pianura friulana, che esso riproduce in iscala minore, risulta anche dal fatto ricordato dal Tellini, che «dove esiste la presa del rio Gelato (vedi su di esso quanto si dirà in seguito), approfondendo di qualche metro tubi di ferro, si ebbe acqua saliente».
[36.] I dati di lunghezza dei fiumi sono quasi tutti tratti dallo scritto di G. Marinelli citato nella nota bibliografica, quelli di aree dei bacini da varie fonti; solo nei casi in cui non si trovarono siffatti elementi s'eseguirono misure col curvimetro e planimetro sulle tavolette dell'Istituto Geografico Militare e sulla carta austriaca al 75 mila. I dati risultano quindi poco omogenei e di diverso valore, ma non credemmo prezzo dell'opera rifare tutte le determinazioni, specialmente sapendo imminente un lavoro simile da parte del Magistrato delle acque e ritenendo sufficiente per lo scopo nostro l'approssimazione dei valori accettati.
[37.] Si badi che questi valori di portata rappresentano non solo l'acqua che naturalmente raccoglie il Ledra, ma anche quella (meno però di 1 mc.) che ad esso porta la roggia di Gemona, alla quale si accennerà in seguito.
[38.] Emissario del L. di S. Daniele è il così detto Repudio; degno di nota è il fatto che questo durante i periodi di siccità, anzichè uscire dal lago, v'affluisce, portandovi l'acqua del Toia.
[39.] Si badi che sebbene il Torre abbia alveo che prosegue fino all'Isonzo, non solo manca generalmente la continuità del corso superficiale, ma è probabile, come notò il Tellini «che una parte delle sue acque sotterranee prendano, come le rogge le quali ne furono derivate, una via diversa da quelle di piena, cioè più occidentale e vengano ad alimentare le sorgenti che nascono a mezzodì di Palmanuova e che formano poi il fiume Ausa-Corno». Si aggiunga che la continuità idrografica manca, non solo fra Torre ed Isonzo (per circa 35 km.), ma anche fra Malina e Torre (per circa 10 km.), fra Natisone e Torre (per circa 8), fra Corno di Dolegnano e Judri (per circa 7), fra Judri e Torre (per circa 10).
[40.] Il bacino del Torre a monte della sua confluenza col Natisone, secondo i dati ufficiali austriaci, ha una estensione di 441 kmq.; l'intero bacino del Torre è, secondo la medesima fonte, esteso 1105 kmq.
[41.] Da qualcuno si ritiene però che il Torre a Tarcento in siccità straordinarie sia sceso anche sotto 1 mc. per secondo.
[42.] Si stima che questa portata abbia raggiunto il Torre a Tarcento nella notte fra il 6 ed 7 ottobre 1909. La piena è stata causata da un vero nubifragio limitato alla zona prealpina.
[43.] Il bacino del Natisone a monte della confluenza col Torre, ha, secondo i dati ufficiali austriaci, un'area di 337 kmq.
[44.] Sulle piene più notevoli del Torre e del Natisone vedi: Ciconi (G. D.), Sulle principali inondazioni del Friuli, in «Strenna Friulana» per l'anno 1855; Antiche inondazioni in Cividale, «Foro giulio», numero unico a beneficio degli inondati, 11 nov. 1882, Cividale, 1882; Dal Torso (F.), Una inondazione del Torre nel 1724, «Pag. Friulane», VIII, 1895, pag. 97 e seg.
[45.] Secondo i computi di G. Marinelli la lunghezza del Torre fino alla confluenza del Natisone sarebbe di km. 49, anzichè 47 ed il corso totale di 68.
[46.] Secondo le misure di G. Marinelli la lunghezza complessiva del Natisone (compreso il ramo sorgentifero iniziale, cioè il R. Bianco) sarebbe di 60 km. Il R. Bianco è lungo effettivamente circa 5 km.
[47.] Col nome di Chiarò si designano due corsi d'acqua, cioè il Chiarò di Torreano e quello di Prestento o Sclesò; qui ci si riferisce al primo, come più importante.
[48.] Tuttavia fra Caporetto e Gorizia la pendenza del fiume non è maggiore in media del 4 per mille, inferiormente è di poco più dell'1 per mille.
[49.] Secondo i dati del Servizio Idrografico austriaco il bacino dell'Isonzo sarebbe esteso: a monte della confluenza con l'Idria kmq. 630, a monte della confluenza del Torre 2290 kmq., alla foce 3457 kmq. Il bacino complessivo del Tagliamento secondo i dati ufficiali italiani ha un'area di 2390 kmq.: quindi è molto meno esteso di quello dell'Isonzo.
[50.] Nel capitolo precedente ([pag. 29] e [pag. 33]) fu già data la bibliografia relativa ai fenomeni carsici nella regione considerata, e nella nota al principio di questo quella relativa a sorgenti ed acquedotti; per quanto riguarda le grotte, si rimanda da un lato agli scritti là citati e dall'altro alle indicazioni che relativamente ad ogni singola caverna saranno date nella parte speciale di questa guida. Fin d'ora però si ricordano, per l'importanza loro: Tellini (A.), Peregrinazioni speleologiche in Friuli, «In Alto», 1898-99; — Coppadoro (A.), Le due Maseriate, Ivi, 1899; — Musoni (F.), La Velika Jama, «Mondo Sotterraneo», 1905; — De Gasperi (G. B.), Visite ad alcune grotte, Ivi, 1908; — Gortani (M.), Avanzi di mammiferi rinvenuti in alcune grotte friulane, Ivi, 1908; — De Gasperi (G. B.), La grotta di Vedronza, Ivi, 1909; Cret dal Landri, Ivi, 1909; La base da l'Ors, Ivi, 1909.
[51.] Nelle eccezionali può scendere fino ad 8, mentre può salire forse a 50 ed oltre nelle piene.
[52.] Tuttavia da sorgenti che sgorgano nella cerchia morenica fu derivato il vecchio acquedotto di Udine e quello di Feletto-Umberto. Il primo, che ha la presa nei pressi di Lazzacco, ora è quasi abbandonato; il secondo, che s'inizia sulle colline di Leonacco superiore, funziona ancora; ma manca d'acqua nei periodi più caldi e meno piovosi dell'anno.
[53.] La prima proposta di incanalare le acque del Ledra e del Tagliamento per l'irrigazione delle aride pianure del Friuli fu fatta nel 1457 dal nobile Nicolò di Maniago al consiglio minore di Udine. Ma, come scrive G. Occioni Bonaffons, «quella volta il Consiglio maggiore vi si oppose. Nel 1487 due luogotenenti ripresero il progetto, e già erasi cominciata la escavazione, quando il Parlamento della Patria, cioè la rappresentanza provinciale, negò il suo voto all'opera benefica, e la Signoria, sconfessando l'operato dei suoi luogotenenti, diede ragione al Parlamento. Invece nel 1527, per la viva opposizione dei gemonesi, non ebbe seguito un più modesto progetto, sebbene lo approvasse la Signoria, presso la quale s'erano recati all'uopo il co. Gerolamo Savorgnano e il dott. Giacomo Florio. Così passarono parecchi lustri, finchè nel 1592 il famoso ingegnere militare e generale delle artiglierie, conte Giulio Savorgnano, ripropose da Venezia al consiglio della città di Udine la escavazione del canale, ma anche questa volta senza esito alcuno. «Prima del moderno definitivo trionfo della buona causa, il progetto, di cui è parola, era stato rimesso in piedi nel 1666 dall'ingegnere Giuseppe Benoni, e finalmente nel 1829 il professore Giambattista Bassi ne fece lettura e proposta concreta all'Accademia udinese. In proposito cfr. oltre gli scritti relativi ai moderni progetti sul canale Ledra-Tagliamento citati in precedente nota bibliografica: Girolamo Savorgnano, Scrittura sull'incanalamento del Ledra, per Nozze Occioni-Crisicopulo, Udine, Seitz, 1876; Rapporto alla signoria di Venezia nel 1488 per l'alveo del Ledra, per Nozze Di Colloredo-Manin, Sandaniele, Pallarini, 1877; Atto sulla condotta del Tagliamento in Udine, per Nozze De Chantal-Braida, Milano, Rechieidei, 1884; Marcotti, Il Ledra, in «Bull. Ass. Agr. Fr.», numero unico, nel 50º della fondazione, Udine, 1895.
[54.] Il canale principale del Ledra fino oltre la ferrovia a mezzodì di Udine (distacco del canale di Castions) è lungo km. 34.7; la portata del primo tronco del canale principale è di mc. 17-1⁄2 e diminuisce man mano per modo che ad Udine è ridotta a mc. 4. Le derivazioni principali sono quelle di Giavons, di S. Vito di Fagagna, di Martignacco, di Passons e di S. Gottardo. Quest'ultima alimenta le così dette rogge di Udine e di Palma con 1⁄2 mc. per ciascuna. A valle della ferrovia, dopo la derivazione di Castions, il canale continua, col nome di canale di Palma, che a circa 5 km. si divide nei due di Trevignano e di S. Maria.
[55.] Si sta ora provvedendo al trasporto dell'attuale presa ad Ospedaletto, con che lo sviluppo del canale sussidiario del Ledra sarà aumentato di km. 2.3.
[56.] «Annali del R. Istituto Tecnico di Udine», Serie II, anno VII, 1889; anno XXIV, 1905. Udine, Tip. Seitz e Del Bianco.
[57.] Tellini (A.), Sulle stazioni meteoriche nuove o riattivate in Friuli, «Bollettino Mensuale della Soc. meteorol. It.», nn. 11-12, anno 1903, Vol. XXIII, Torino, 1905.
[58.] Inverno si considera il periodo dicembre, gennaio, febbraio; Primavera marzo, aprile, maggio; Estate giugno, luglio, agosto; Autunno settembre, ottobre, novembre.
[59.] Tellini (A.), Carta delle pioggie nelle Alpi Orientali e nel Veneto, «Atti dell'Ist. Ven. di Scienze Lettere ed Arti», Anno accademico 1904-05, Tomo LXIV, parte II, pag. 149 e Carta delle nevi delle Alpi Orientali e del Veneto, Udine, 1905.
[60.] Trattano della flora delle Prealpi Giulie: P. Arduino, Animadversionum botanicarum specimen alterum, Venetiis, 1764; — N. T. Host, Synopsis plantarum in Austria provinciisque adiacentibus sponte crescentium, Vindobonae, 1797; — [P. de Suffren], Principes de botanique etc. Venise, 1802: — G. Mazzucato, Viaggio botanico alle Alpi Giulie, Udine, 1811; — N. T. Host, Flora austriaca, Viennae, 1827-31; — Koch, Synopsis florae Germanicae etc., Francofurti, 1836-39; — M. Tommasini, Ausflug auf den Berg Matajur, «Flora», XXV, 2, 1842; — G. A. Pirona, Florae forojuliensis Syllabus, Utini, 1855; — G. A. Pirona, Vocabolario botanico friulano, Udine, 1862; — F. Krašan, Beiträge zur flora der Umgebung von Görz, «Oesterr. botan. Zeitschr.», 1863-65; — R. de Visiani e P. A. Saccardo, Catalogo delle piante vascolari del Veneto, «Atti R. Istit. Veneto», (3) XIV, 1868-69; — F. Krašan, Anschlusse an die Flora von Görz, «Oesterr. bot. Zeitschr.», 1870; — C. Marchesetti, Una passeggiata alle Alpi Carniche, Trieste, 1877; — F. Krašan, Vergleichende Übersicht der Vegetationsverhältnisse der Grafschaften Görz und Gradisca, «Oesterr. bot. Zeitschr.», 1880; — A. Kerner de Marilaun, Schedae ad floram exsiccatam austro-hungaricam, I-VII, Vindobonae, 1881-96; — T. Caruel, Note di una corsa botanica nel Friuli, «N. Giorn. bot. ital.», 1886; — E. De Toni, Note sulla flora friulana, I-II, «Cron. S. A. F.», 1886-88; III, «Malpighia», 1889; IV, «Atti Acc. Udine», 1895; — F. Del Torre, Crittogame del Cividalese, Udine, 1890; — P. Bolzon, Contribuzioni alla flora veneta, I-XII, «Boll. Soc. botan. italiana», 1896-1905; — A. Fiori, G. Paoletti, A. Béguinot ecc., Flora analitica d'Italia, Padova, 1896-1908; — A. Lorenzi, Il lago di Ospedaletto, «In Alto», 1897; — P. Bolzon, Supplemento generale al Catalogo delle piante vascolari del Veneto, «Atti R. Ist. Ven.», (7) IX, 1897-99; — G. Crichiutti, Piante raccolte sul M. Quarnan, «In Alto», 1898-99; — E. Pospichal, Flora des Oesterreichischen Küstenlandes, Leipzig, 1897-99; — A. Lorenzi, Prime note geografiche sulla flora dell'anfiteatro morenico del Tagliamento e della pianura friulana, «Malpighia», 1901; — M. Gortani, Sopra alcune forme di vegetali raccolte in Friuli, «Bull. Soc. Bot. ital.», 1903; — A. Lorenzi, Schizzo fitogeografico della collina di Buttrio, «In Alto», 1904; — A. Lorenzi, La sorgente del Clapuçç presso Ruttars nel Coglio, «In Alto», 1905; — M. Minio, Erborazioni nel bacino medio del Natisone, «N. Giorn. bot. ital.», 1905; — A. Béguinot, L'area distributiva di Saxifraga petraea, «Atti Acc. Sc. Ven.-trent.-istr.», 1905; — L. E M. Gortani, Flora friulana con speciale riguardo alla Carnia, Udine, 1905-06; — A. Fiori, A. Béguinot, R. Pampanini, Schedae ad floram italicam exsiccatam, I-X, «N. Giorn. bot. ital.», 1905-08; — G. Paoletti, La flora del lago di San Daniele, «Mondo Sotterr.», Udine, 1907; — G. V. Beck, Vegetationsstudien in den Ostalpen. I. Die Verbreitung der mediterranen, illyrischen und mitteleuropäisch-alpinen flora im Isonzo-Tale, «Sitzb. k. Ak. Wiss. Wien», CXVI, 1, 1907; — G. v. Beck, Bemerkungen über Cerastium subtriflorum Reich. und C. sonticum n. sp. aus dem Isonzotale, «Oesterr. bot. Zeitschr.», 1908. — Bibliografia e testo si riferiscono alle solo piante vascolari, essendo le cellulari quasi del tutto ignote.
[61.] Le 1250 specie di piante vascolari spontanee delle Prealpi Giulie Occidentali sono i 71⁄100 di quelle viventi nell'intera regione friulana (1762); le 500 varietà e forme sono invece appena i 40⁄100 (in tutto il Friuli 1615). Tali cifre, che tolgo dall'ultimo censimento delle piante friulane, compilato da mio Padre e da me, non potrebbero oggi subire che modificazioni lievissime.
[62.] L'espressione non è esagerata, quando si rifletta che le 1250 specie segnalate con sicurezza in un territorio relativamente così ristretto sono i 3⁄10 delle specie italiane, quali risultano dalla Flora Analitica di A. Fiori, G. Paoletti, A. Béguinot.
[63.] Secondo il v. Beck, il Colle di Medea sarebbe occupato dalla flora illirica, mentre la flora mediterranea comparirebbe in massa sulle alture di Cormons, di Podgora e di Quisca (monte Sabotina), ove secondo me non si hanno invece che relitti più o meno numerosi. Non è qui il luogo di discutere tale questione; per ora noto soltanto, a scanso di equivoci, che per vegetali caratteristici della flora mediterranea intendo quelli propri di tutti i littorali circummediterranei epperò anche della penisola balcanica), mentre non posso considerare tali le piante che in Italia si trovano comunemente anche nell'ambito della flora submontana.
[64.] Interessano la fauna del nostro territorio i seguenti scritti: Laurenti (I. N.), Specimen medicum exhibens sinopsin reptilium emendutam. Vienna, 1768 (contiene forse le più antiche notizie su anfibi e rettili delle Prealpi Giulie); — Prada (T.), Catalogo dei gasteropodi terrestri della valle dell'Isonzo, «Giorn. dell'Istit. Lombardo», III, 1852; — Pirona (G. A.), Voci friulane significanti animali e piante, Udine, Tip. Trombetti e Murero, 1853; — De Betta (E.), Erpetologia delle provincie venete, Verona, 1857; — Pirona (G. A.), Animali [di Gemona e distretto] nel Cap. IV della pubblic. «Gemona e il suo distretto», Venezia, 1859; — Nardo, Prospetto sistematico degli animali delle provincie venete, «Atti Ist. Veneto», Venezia, 1860; — Pirona (G. A.), Prospetto dei molluschi terrestri e fluviali finora raccolti in Friuli, «Atti dell'Istituto Veneto», serie III, vol. X, 1865; — Ninni e Saccardo, Commentari della Fauna Flora e Gea del Veneto e del Trentino, Venezia, 1869; — De Betta (E.), Malacologia veneta, «Atti del R. Ist. Veneto», vol. V. ser. III, 1870; — Pirona (G. A.), Relazione intorno alla pesca di lago e di fiume nella prov. di Udine, «Annali del Min. di Agricolt.», vol. II, p. I, pag. 538-568, Genova, 1874; — La provincia di Udine sotto l'aspetto storico-naturale, «Cronaca del R. Liceo Stellini per l'anno 1875-76», Udine, 1877; — Erjavec, Molluschi della contea di Gorizia, 1877; op. riassunta dal Kobelt, Studien zur Zoogeographie, 1897, pag. 293; — De Betta (E.), Sulla Vipera ammodite nell'Italia, «Atti dell'Istit. Ven.», ser. V, Tomo V, 1879; — Sulla distribuzione geografica dei serpenti velenosi in Europa, «Atti Ist. Ven.», ser. IV, Tomo VI, 1880; — Camerano (L.), Monografie dei rettili ed anfibi italiani, pubbl. nelle «Mem. della R. Accademia delle Scienze di Torino», tomi 35, 36, 37, 39, 41; — De Betta, Terza serie di note erpetologiche, «Atti dell'Ist. Veneto», serie VI, tomo I, 1888; — Sulle diverse forme della Rana temporaria in Europa, «Atti d. Ist. Ven.», 1885; — Ninni (E. P.), Sopra le Ranae fuscae del Veneto, «Atti R. Ist. Ven.», serie VI, Tomo III, 1885; — Cenno critico sopra il recentissimo scritto del Comm. De Betta sulle diverse forme etc. «Atti Soc. Ital. di Scienze Natur.», vol. XXXIII, 1886; — Vallon (G.), Note sull'avifauna del Friuli, «Boll. Società Adriatica di Scienze naturali», IX, 2. 1886; — Pollonera (C.), Molluschi della valle del Natisone, «Boll. Soc. Malacol. Ital.», vol. XII, 1886; — De Betta, Sulla questione delle rane rosse in Europa, «Atti dell'Ist. Veneto», tomo V, serie VI, 1887; — Pirona, Nuove catture di Vipera ammodite in Friuli, «Atti Ist. Ven.», ser. IV, vol. VI, 1888; — Tacconi (G.), Le libellule del Friuli, «Boll. Assoc. Agr. friul.», Udine, 1888; — Pollonera (C.), Un nuovo Zospeum italiano, «Boll. d. Soc. Malacologica Ital.», vol. XVI, 1889; — Senna (A.), Escursione zoologica a due laghi friulani, «Boll. della Soc. Entomologica Italiana», 1890; — Leskovic (S.), La grotta di Villanova, «In Alto», 1892; — Mariani (F.), Contributo alla fauna del Friuli [Aracnidi], «In Alto», III, 1892; — Tacconi, La fauna [del Canal del Ferro]. Guida del Canal del Ferro, p. 73-99, 1893; — Lazzarini (A.), Catalogo di coleotteri friulani, «In Alto», V e VI, 1894-95; — Tellini, I pesci e la pesca d'acqua dolce in Friuli, «Annali Istituto Tecnico di Udine», XIII, 1895; — Lazzarini (A.), Catalogo di ortotteri e neurotteri del Friuli, «Pastorizia del Veneto», nn. 20-23, Udine, Doretti, 1886; — Lorenzi (A.), Una visita al laghetto di Cima Corso, «In Alto», Cronaca d. Società Alpina friulana, Udine, 1896; — Glowacki (Julius), Die Fischfauna der Save und des Isonzo. Eine Studie über die Süsswasserfische unserer Heimat, «I. Jahresbericht des kk. Staatsgymnasiums in Cilli», Cilli, 1896; — Lazzarini, Anfibi e rettili del Friuli, «Pagine friulane», 1897; — Lorenzi (A.), Esistenza di una fauna profonda nel lago di Cavazzo, «In Alto», Udine, 1897; — La fauna dei laghi del Friuli, «In Alto», Udine, 1897; — Il lago di Ospedaletto nel Friuli, «In Alto», Udine, 1897; — Tellini (A.), Il gabinetto di storia naturale del R. Istituto Tecnico «A. Zanon» in Udine, «Annali del R. Istituto Tecnico di Udine», serie II, anno XIV, 1896; — Lorenzi (A.), Prime osservazioni zoologiche sulle acque freatiche del Friuli, «In Alto», 1898; — De Toni (E.), Note sulla flora e fauna veneta e trentina, «Atti dell'Accademia di Udine», ser. II, anno V, 1898; — Scotti (L.), La distribuzione dei pesci d'acqua dolce in Italia, Roma, «Giornale italiano di pesca e acquicoltura», n. 1-6, 1898; — Pollonera (C.), Intorno ad alcune conchiglie del Friuli, «Bollettino dei Musei di Zoologia ed Anatomia comparata di Torino», n. 334, 1898; — Lazzarini, La fauna (della Carnia). Nella «Guida della Carnia», I ediz., 1898; — Tellini (A.), Peregrinazioni speleologiche nel Friuli, «In Alto», Cron. Soc. Alpina friulana X e XI, 1898-1899; — Lorenzi (A.), Note zoologiche sul pozzo di Pozzuolo nel Friuli, «In Alto», 1900; — Per la faunistica friulana: presenza in Udine dell'Orchestia gammarellus, «In Alto», 1900; — Vallon (G.), Intorno alla nuova specie di civetta scoperta nel Friuli, «Atti Accad. di Udine», ser. 3ª, vol. VIII, Udine, 1901; — Fauna ornitologica friulana, «Boll. Soc. Adriatica di Scienze Naturali», XXI, Trieste, 1902; — Lorenzi (A.), La collina di Buttrio nel Friuli, «In Alto», annate 1902, 1903, 1904 e particolarmente l'ultima; — Alcune notizie biologiche sul laghetto di Cornino, «In Alto», 1904; — Feruglio (G.), Spelaeosphaeroma julium. Nuovo crostaceo isopodo cavernicolo, «Mondo sotterraneo», I, 1904; — Pollonera (C.), I Zospeum italiani, «Proteus», Rivista di Biologia sotterranea, Bologna, 1905; — Mei (Lea), Ortotteri del Friuli, «Bollett. dei Musei di zoologia ed anatomia comparata della Univ. di Torino», n. 510, vol. XX, 1905; — Gortani (M.), Saggio sulla distribuzione geografica dei coleotteri in Friuli, «In Alto». ann. XVI e XVII (1905-1906); — Gozo (A.), Gli aracnidi di caverne italiane, «Boll. Soc. Entomol. Italiana», XXXVIII (1906), 1908.
[65.] Per ragioni di spazio, ometto i nomi degli autori: per comodo degli studiosi, particolarmente dei principianti e dei dilettanti, avvertiamo che per i mammiferi ci riferiamo al Compendio della fauna italiana dei prof. Camerano e Lessona; per gli uccelli alla seconda Avifauna italica del Giglioli (1907), per i rettili e gli anfibi al De Betta e al Camerano e particolarmente al citato Compendio, per i pesci alla fauna del Canestrini. Nella bibliografia, che non è tutta quella consultata, per economia di spazio, si evitarono inutili sfoggi di erudizione: un ricco elenco bibliografico per i vertebrati del Veneto si troverà nella memoria dell'Arrigoni sulla fauna padovana («Atti della Soc. Veneto-Trentina di Scienze Naturali», serie II, vol. II, fasc. I, 1895, pag. 44-81). Le specie di invertebrati sono seguite dal nome dell'autore se per il Friuli sono inedite; negli altri casi, mi riferisco ai lavori speciali sul Friuli citati nell'elenco, che in ogni caso fu, di proposito, ristretto ai soli lavori puramente regionali.
[66.] Questo fatto è complicato nelle Prealpi nostre col generale abbassamento dei limiti altimetrici delle specie animali e vegetali componenti le attuali associazioni biologiche e provenienti da centri dispersivi ben diversi, e con la presenza di specie (piante, entomostraci, coleotteri e molluschi) propri del versante alpino settentrionale. Che una specie animale o vegetale sia un relitto glaciale non può stabilirsi se non con l'attento esame delle affinità sistematiche delle aree di distribuzione e dei centri di origine, dei documenti paleontologici. Le difficoltà di distinguere tra i fenomeni di cui si parla non sono nè piccole nè poche; ma non sarebbe questa una buona ragione per confonderli insieme, classificando tra i relitti glaciali delle specie schiettamente pontiche o orientali solo perchè trovate in luoghi poco elevati sul mare.
[67.] Non ripetiamo qui le considerazioni svolte al cap. V, § 5 («In Alto», 1904), della Collina di Buttrio. Un esempio di minuta indagine entomogeografica, condotta con rigore di metodo, è il citato saggio del prof. M. Gortani.
[68.] Intendonsi qui col nome di edafiche, per analogia con la nomenclatura fitogeografica, le particolari condizioni locali determinanti le stazioni delle specie, quali le qualità fisico-chimiche del suolo, il nutrimento disponibile, l'esposizione ecc.
[69.] Studi orografici nelle Alpi Orientali, § 45 e 55. «Boll. Soc. geografica Ital.», 1900.
[70.] Vedi A. Virè, «Bulletin du Muséum d'histoire naturelle», Paris, 1902, n. 2.
[71.] Come si è già altrove avvertito qui si considerano specialmente i cinque distretti di Cividale, S. Pietro, Tarcento, Gemona e S. Daniele.
[72.] Archivio di Stato di Venezia, Cod. Miscell., 125.
[73.] Arch. di Stato, Cod. idem.
[74.] Bevölkerungsgeschichte der Republik Venedig, Estr. dai «Jahrbüchern für Nationalökonomie und Statistik», Jena, 1889, pag. 13.
[75.] Queste cifre sono ricavate da una Relazione anonima della Patria del Friuli, Arch. di Stato in Venezia, Segreta, Filza 49. Cifre poco differenti relative a singole località ci danno pure un Sommario delle città, castelli, ville et anime che sono in terraferma sotto l'ill.ma Signoria di Venezia (senza indicazione dell'anno, ma certo di quell'epoca) in un Codice Contarini della Bibl. di S. Marco (Cod. ital. Cl. VII 924); inoltre tre Codici Cicogna del Museo Correr, cioè 2177 (1880), 1316 (1440), 1315 (1070). Finalmente dati parte coincidenti, parte alquanto differenti dai sopraindicati ci dà un codice manoscritto della Bartoliniana di Udine, senza data, nè autore, intitolato: Elenco delle ville e comunità della Patria del Friuli col rilievo delle anime fatto nel 1548.
[76.] Le cifre relative al 1557 si trovano nella stessa precitata Relazione anonima ecc. aggiuntevi posteriormente, come provano l'inchiostro e la scrittura differenti, da altro autore sui margini delle singole pagine accanto ai dati del 1548, trascrittivi pur essi.
[77.] Relazione pubblicata per nozze Mangilli-Ronchi. Udine, Seitz, 1875, pag. 10.
[78.] Intorno a queste relazioni scrisse: Marchesi (V.), Le relazioni dei Luogotenenti della Patria del Friuli. Udine, «Ann. del R. Ist. tecnico», 1897. — Per ciò che riguarda le pestilenze vedi: Alfonso Corradi, Annali delle epidemie occorse in Italia dalle prime memorie fino al 1850, opera in VII volumi, con appendice. Bologna, 1892.
[79.] Tutte queste relazioni sono conservate unite in apposito cartolario nell'Arch. di Stato in Venezia. Relazioni. Collegio V (Secreta) F. 49. Parecchie di esse furono stampate in varie occasioni: io le esaminai manoscritte per la comodità di averle tutte insieme.
[80.] Per queste notizie vedi le relazioni precitate dei Provveditori di Cividale del Friuli all'Archivio di Stato.
[81.] Circa il modo onde eran fatti i censimenti della Repubblica veneta, vedi: Beloch, Bevölkerungsgeschichte ecc., cit.; Cecchetti (B.). Delle fonti della statistica negli Archivi di Venezia, «Atti del R. Ist. ven. di Sc. Lettere e Arti», Serie IV, vol. I, 1871-2; — Contento (A.), Il censimento della popolazione sotto la Repubblica veneta, «Nuovo Arch. Ven.», T. XIX, Parte I, Venezia, 1906; — Morpurgo (E.), Saggi statistici ed economici sul Veneto, Padova, Prosperini, 1868.
[82.] I dati relativi al Friuli si trovano nel V volume delle Analisi di tutto lo stato della Serenissima Repubblica di Venezia, comandata dell'ecc.mo Senato coi suoi decreti ed eseguita dal Magistrato ecc.mo de' signori deputati ed aggionti sopra la provisione del danaro, divisa in cinque volumi. Venezia, Stamperia ducale, 1768. Se ne conservano esemplari, di cui furono impressi solo 7, alla Marciana e all'Archivio di Stato. Altre numerazioni furono ripetute nei successivi quinquenni fino al 1790, ma di essi non si hanno che risultati riassuntivi per larghe circoscrizioni, inseriti a penna sui formulari a stampa. Secondo Emilio Morpurgo (Saggi statistici, ecc., cit.), Cividale e territorio nel 1795 contavano ab. 30609. Vedi anche Romanin, Storia documentata di Venezia, vol. IX, documenti.
[83.] Vedi Anagrafi ecc. vol. V: Parrocchia SS. Gervasio e Protasio: Comuni: Bergogna, Canal di Grivò, Cergneu di Sotto, Cergneu di Mezzo, Cergneu di Sopra, Chialminis, Monteaperta, Nimis, Remandolo, Taipana, Torlano, Val di Montagna: famiglie 178, anime 991. — D'altra parte vedi: Stato personale del Clero della città e Arcidiocesi di Udine per l'anno 1908. Udine, tip. del Crociato, 1907, pag. 93. Parrocchia dei SS. Gervasio e Prot. Mm. di Nimis: Nimis, Torlano e Valle Montana, Chialminis, Monteaperta, Monteprato, Cergneu, Taipana: anime 8579.
[84.] Compartimento territoriale delle città, terre, castella, borghi, ville, comuni ed anagrafi della popolazione delle province austro-venete, formate con il fondamento delle note manoscritte spedite dalle province. Archivio di Stato, ms. della Miscellanea C. 12-13.
[85.] Dipartimentazione dei paesi veneti di nuova aggregazione al Regno d'Italia 22 dicembre 1807. «Bollett. delle leggi del Regno d'Italia», Parte III, n. 283, pag. 1401. Milano, Stamperia Reale.
[86.] Compartimento territoriale delle province venete approvate definitivamente da S. M. imp. apostol. con sovrana risoluzione 8 febbraio 1818 ecc., ristampata d'ordine della stessa nell'anno 1821 aggiuntevi le popolazioni e le classificazioni delle comuni. Venezia, Andreoli, 1821.
[87.] Il prezzo del frumento che nel 1816 era di lire 39,72 e quello del granturco di lire 22,44, negli anni 1818 e 1819 discese rispettivamente pel frumento a lire 10,86 e 9,76, pel granoturco a lire 7,65 e 4,64 (V. Quadri, Atlante di LXXXII tavole sinottiche relative al prospetto statistico delle province venete. Venezia, Franc. Andrea, 1827).
[88.] Vedi Ciconi, Udine e sua provincia, Trombetti e Murero, 1862.
[89.] Queste misure furono eseguite col planimetro sulle carte al 25.000 dell'Ist. Geogr. Mil. con tutte le precauzioni necessarie. Non mi potei servire dei dati ufficiali perchè poco attendibili.
[90.] Statistica integrale delle colture e dei prodotti agrari nella provincia di Udine, Roma, tip. Bertero, 1908, pag. 32.
[91.] L'area dei comuni risulta da mie determinazioni. Cfr. in proposito la [nota 1 a pag. 118].
[92.] Secondo i dati ufficiali austriaci essi vanno così ripartiti fra i singoli comuni:
| Superficie in kmq. | Densità per kmq. | |
| Bigliana | 9,59 | 269 |
| Brazzano | 4,92 | 397 |
| Dolegna | 12,84 | 223 |
| Cosbana | 20,77 | 123 |
| Medana | 6,82 | 143 |
| S. Martino | 28,85 | 302 |
| Podgora | 22,51 | 346 |
| S. Floriano | 13,41 | 355 |
[93.] Musoni (F.), Le sedi umane nel bacino medio del Natisone (Friuli). «Scritti di geografia e di storia della geografia pubblicati in onore di Giuseppe Dalla Vedova», Firenze, Ricci, 1908, pag. 79-103.
[94.] Lorenzi (A.), La collina di Buttrio, cit.
[95.] Musoni (F.), Sull'emigrazione, specialmente temporanea, dal Veneto e più particolarmente dalla provincia di Udine, «Atti del III Congresso geogr. italiano», Milano, 1901.
[96.] Ministero di Agr. Ind. e Comm., Direzione generale di Statistica. Statistica dell'emigrazione italiana per l'estero, fino all'anno 1907, inclusive. Roma. G. Civelli.
[97.] Confr. le accennate Statistiche ecc. del Ministero di A. I. e C.
[98.] Picotti (F.), L'intensità del fenomeno migratorio nel circondario di Udine, «Patria del Friuli», 28 ottobre 1909. — Altri articoli sullo stesso argomento scrisse il Picotti nei numeri 27-28-31 ottobre e 6-7-10 novembre della stessa «Patria del Friuli».
[99.] Cosattini (G.), L'emigrazione temporanea nel Friuli, Roma, Bertero, 1903, pag. 32.
[100.] Antropometria militare (Classi 1859-63), Parte I. Roma, 1896.
[101.] Relazione cit.
[102.] Pirona (G. A.), Relazione del Consiglio Sanitario provinciale al Ministero dell'Interno intorno alle condizioni igienico-sanitarie della Provincia di Udine, Udine, Bardusco, 1888.
[103.] Sono dedotte dalle Tabelle delle infermità ed imperfezioni che motivarono la riforma degli inscritti appartenenti alle predette leve, presso la R. Prefettura di Udine.
[104.] Il vizio del bere sembra fosse diffuso in Friuli fin dal sec. XVI. Il Luogotenente Stefano Viaro (Relazione cit.) scriveva nel 1599 che in Udine erano innumerevoli bettole, nè vi aveva strada che non ne contasse almeno due. — Da un'inchiesta ufficiale fatta in provincia di Udine a cura del Consiglio sanitario provinciale nel 1907 risulta che l'alcoolismo è in aumento — per ciò che riguarda la nostra zona — nei comuni di Treppo, Nimis, Ciseriis, Artegna, Montenars, Cividale, Faedis, Osoppo, Ragogna, S. Daniele, Moruzzo, Corno di Rosazzo: immune ne è tutto il distretto di S. Pietro al Natisone, eccetto alquanto il Drenchiotto (vedi Relazione del dott. G. Antonini).
[105.] Statistica degli alienati raccolti durante il 1907 nel Manicomio provinciale di Udine dai distretti di:
| S. Daniele | 32 | di cui | 3 | per pellagra, | 2 | per alcoolismo, | 0,89 ‰ | ab. |
| Cividale | 34 | » | 2 | » | 2 | » | 0,70 ‰ | » |
| Gemona | 16 | » | 2 | » | 2 | » | 0,58 ‰ | » |
| Tarcento | 20 | » | 2 | » | 1 | » | 0,46 ‰ | » |
| S. Pietro | 7 | » | — | » | — | » | 0,42 ‰ | » |
Da Antonini (E.), Relazione alla Deputazione provinciale sull'andamento del manicomio di Udine pel 1907, Udine, 1908.
[106.] G. B. Cantarutti, L. Perissutti, La Pellagra in Friuli nell'anno 1904. — Secondo informazione avuta dal medico provinciale prof. cav. Fortunato Fratini, nel 1908 il numero dei casi era ancora diminuito per S. Pietro (0), Tarcento (47), Gemona (49); ma notevolmente aumentato per Cividale (204) e S. Daniele (295).
[107.] Zorzi (A.). Notizie, Guida e Bibliografia del R. Museo Archeologico, Archivio e Biblioteca di Cividale del Friuli, Cividale, Fulvio, 1899.
[108.] Taramelli (T.), Di alcuni oggetti dell'epoca neolitica rinvenuti in Friuli, «Annali Ist. Tecn. Udine», Anno VII, 1873, da pag. 41 a 70 e: Di alcuni oggetti di pietra lavorata in Friuli, «Atti del R. Ist. ven. di S. L. e A.», Vol. III, Serie IV, 1874.
[109.] Marinelli (O.), Un'ascia preistorica, «Pagine friulane», 1893.
[110.] Gregorutti (C.), Iscrizioni inedite aquileiesi, istriane e triestine, «Archeogr. triest.», Nuova Serie, Vol. XIII, pag. 120 e seg.
[111.] Per queste ed altre notizie vedi Musoni (F.), La Velika Jama, grotta e stazione neolitica in distretto di S. Pietro al Natisone, «Mondo Sotterraneo», anno I, 1905.
[112.] Tellini (A.), Peregrinazioni speleologiche nel Friuli. «In Alto». Anno X, 1899, pag. 38. — I materiali neolitici di queste due grotte sono conservati presso i musei di Udine (Robic e Velika Jama) e di Cividale (Velika Jama).
[113.] Marinoni (C.), Bronzi preistorici del Friuli, «Atti della Soc. di Sc. Nat.», Milano, 1874; — Leicht (M.), L'età del bronzo nella valle del Natisone, «Atti del R. Ist. Ven. di Sc. L. e A.», 1874. — Un'ascia di bronzo venne trovata a Gabrovizza (distretto di San Pietro); un coltello, pure dell'età del bronzo, presso Tarcento; altri bronzi lavorati a Madriolo, presso Cividale, portati al Museo di Roma.
[114.] Pigorini, Note paletnologiche friulane, «Boll. di Paletnol. ital.», Anno VI, fasc. 7 ed 8 del 1880; — Marchesetti, Relazione degli scavi preistorici eseguiti nel 1889, «Boll. della Soc. di Sc. Nat.», Vol. XXI, Trieste, 1890; — Grion (G.), articolo in «Forumjulii», Cividale, 20 nov. 1897.
[115.] Vedi in proposito Pellegrini, in: «Notizie degli scavi di antichità comunicati alla R. Accademia dei Lincei», anno 1909, fasc. 3. — Il Pellegrini ne riferì anche verbalmente al III Congresso delle scienze in Padova (settembre 1909). Negli «Atti» (pag. 567) se ne fa però appena cenno.
[116.] Su queste necropoli vedasi: Bizzarro in «Mitth. d. k. k. Centralkomm. in Wien», 1880, pag. IX e CLV; — Chierici in «Boll. di paletn. it.», 1882, pag. 121; — Much in «Mitth. d. k. k. Centralkomm.», 1884, pag. CX-CXVIII; — Orsi in «Boll. di paletn. it.». 1884; — e specialmente i magistrali lavori del Marchesetti, La necropoli di S. Lucia presso Tolmino, Trieste, 1886; — Scavi nella necropoli di S. Lucia presso Tolmino, Trieste, tip. del Lloyd austriaco, 1893. Il copiosissimo materiale raccolto dal Marchesetti forma la gloria del Museo di Storia Naturale di Trieste.
[117.] Gli scavi di S. Pietro e Darnazacco furono praticati sotto la direzione del sig. Alfonsi del R. Museo di Este, del prof. co. R. Dalla Torre, direttore del R. Museo di Cividale, e del prof. Pellegrini, della R. Università di Padova sopraintendente agli scavi e musei della regione veneta.
[118.] Marchesetti, Scavi nella necropoli di S. Lucia, cit. pag. 319.
[119.] Marchesetti, I castellieri di Trieste e della regione Giulia, «Atti del Museo civico di Storia Nat. di Trieste», Trieste, 1903, pag. 11.
[120.] Tellini, Descrizione geologica della Tavoletta di Udine, Udine, Seitz, 1900, pag. 20-21.
[121.] Pellegrini, Notizia degli scavi ecc., cit.
[122.] Rutar, Beneška Slovenija. Prirodoznanski in Zgodovinski opis, Lubiana 1899, pag. 97.
[123.] Confr. Vidossich, Studi sul dialetto triestino, «Archeografo triestino», Nuova serie, vol. XXIII e vol. XIV supplemento.
[124.] Leicht (P. S.), Tracce galliche fra i Carni: «les cidulis», «Memorie storiche forogiuliesi», anno III, fasc. III-IV, pag. 155-6, 1907.
[125.] Intorno alla dibattuta questione dei Celti in Friuli vedi: Musoni (F.), Sull'etnografia antica del Friuli, Estr. dagli «Atti dell'Accademia di Udine», anno 1900, cap. V.
[126.] Cfr. Rutar (S.), Poknežena grofija Goriška in Gradiščanska, Izdala Matica Slovenska, Lubiana, 1892, pag. 61-62. Questo autore però commette parecchi errori.
[127.] Anche a proposito di questi confini vedasi S. Rutar, Beneška Slovenija ecc., cit., pag. 54-56.
[128.] Sull'appartenenza linguistica ed etnografica degli Slavi d'Italia, «Atti del Congresso storico tenuto in Cividale del Friuli nell'XI centenario di Paolo Diacono», Cividale del Friuli, 1899.
[129.] Musoni (F.), Il cap. 23 del libro V della «Historia Longobardorum» e gli slavi del Friuli, Ivi.
[130.] Rutar (S.), Slovenske naselbine na Furlansken, «Ljubljanski Zvon», n. 1 e 11 del 1883, sebbene lo scritto contenga molti errori e sia spesso esagerato nelle conclusioni. — Musoni (F.), I nomi locali e l'elemento slavo in Friuli, in «Rivista geogr. italiana», n. I-II-III del 1897, Firenze, 1897.
[131.] Musoni (F.), Il 1848 tra il Natisone ed il Judrio, «Pagine Friulane,» 5 maggio, 1898.
[132.] Fracassetti (L.), La statistica etnografica del Friuli secondo l'ultimo censimento, in «Atti dell'Acc. di Udine», 1902. — Musoni (F.), Tedeschi e Slavi in Friuli secondo l'ultimo censimento, in «Boll. della Soc. geogr. ital.», fasc. III, 1908.
[133.] Tedeschi e Slavi in Friuli ecc., cit.
[134.] Itinerario per la Terraferma Veneziana nel 1483, Padova, 1847, pag. 139.
[135.] «Il Rossiglione (rivo Emiliano) entra nel Natisone subito fuori della porta Bressana, lassando quella parte di esso borgo che è dentro della muraglia nella città et nell'Italia, l'altra parte che è fuori della muraglia in Schiavonia». Arch. di Stato in Venezia, Relazioni, Collegio V (Secreta), F. 49.
[136.] Beneška Slovenjia, pag. 56.
[137.] Baudouin de Courtenay (G.), Opit fonetiky rezijanskih govorov, Varsavia, E. Wende e Comp., Pietroburgo, L. E. Cožančikow, 1878; — Rezijanski Katikisis kak priloženie k' «Opitu fonetiki rezijanskih govorov», Varsavia, 1875; — Rezija i Rezijane, «Slavjanskij Zbornik», 1876, 223-371; — Koe-čto po povodu rezjanskoj garmonji (sozvucija) glasnih, «Filologičeskija Zapiski», A. Hovanskago, Voronez, 1876, V, p. 1-16; — Il catechismo resiano con una prefazione del dott. Giuseppe Loschi, Udine, tip. del Patronato, 1894; — Materialen zur südslavischen Dialektologie und Ethnographie, I. Resianische Texte. Pietroburgo, 1895, pubbl. dall'Accademia delle Scienze.
Sullo stesso argomento dei Resiani vedasi, oltre a quanto se ne dice nella seconda parte (Canal del Ferro) di questa guida, Viviani (Quirico), Gli ospiti di Resia, Udine, 1827; — Arboit (A.), Resia, «Giornale di Udine», 1869, n. 213-214; — Bergmann (J.), Das Thal Resia und die Resianer in Friaul, «Jahrbücher der Literatur»; — Das slavische Resia-Thal, «Arch. für Kunde oesterr. G. Q.», Wien, 1849, Bd. II; — Černy (A.), Vudoli Resie, «Slovansky Prehled», Praga, 1899, n. 1-3; — Einspieler, Rezijan, «Solski prijatel», 1856, p. 86-93; — Fiammazzo (A.), I nuovi ospiti di Resia, «Cron. della Soc. Alp. Friul.», 1887-8; — Kociančič (Step.), Rezija in Rezijani, Cvetnik, berilo za slovensko mladino, vredil Janéžič (A.), parte II, Klagenfurth, 1869; — Loschi (G.), Resia. Paesi, abitanti, parlate, saggi di letteratura popolare; — Marinelli (G.), Dei dialetti resiani, Udine, Accademia, 1875; — La valle di Resia e un'escursione al monte Canino, «Boll. del Cl. Alp. Ital.», 1876; — Musoni (F.), Un po' di bibliografia resiana, «Pag. friul.», Anno IV, n. 7, 1891; — La Resia e i Resiani, «Geogr. per tutti», Bergamo, Cattaneo, 1892, anno II, n. 20-21, pag. 306 e seg. e 321 e seg.; — Pišely, Ueber die Slaven im Thale Resia «Slavin», Praga, 1834, pag. 118-124. — Potocky (Jan), Die Slaven im Thale Resia, «Barth. Kopitar's kleine Schriften», herausg. v. Fr. Miklošič, Wien, 1857, pag. 323-330; — Rutar (Simon), Rezija in Rezijani, «Liubljanski Zvon», febbr. 1890, pag. 100 e seg. — Šafarik, O Rezijanah i Furlanskih Slovinah, «Denica, lit. gazeta», 1842, pag. 109-113; — Trinko (I.), Hajdimo v Rezijo, «Dom in Svet.», n. 6, 7, 9, 10, 11, Lubiana, 1907. — Schoultz (De) Adajevski (Ella), Chansons et airs de danse populaires, precédés de textes, recueillis dans la vallée de Resia, Estr. dai «Materialen ecc.», I vol. (vedi più sopra) di Baudouin de Courtenay, Pietroburgo, 1891; — Valente (S.), Sul linguaggio slavo della valle di Resia in Friuli, «Giorn. di Udine», 1868, n. 293.
[138.] Il prof. Rešetar dell'Università di Vienna mi scriveva recentemente ch'egli non ritiene abbastanza fondata questa opinione: nulla parlata degli Slavi del Torre egli non può riconoscere un dialetto serbo-croato, bensì un dialetto sloveno che in vari punti assai importanti si scosta dagli altri dialetti sloveni, avvicinandosi al serbo-croato. È un fatto però che le relazioni dell'accento vocalico e della quantità delle vocali vi sono totalmente serbo-croate e non slovene.
[139.] Oblak, Das älteste datirte slovenische Spachdenkmal, «Archiv für slavische Philologie», Berlin, 1891, pag. 192-235; — Strekelj (Karol), O čarneiskem rokopisu, «Lijubljanski Zvon», 1892, pag. 192-235; — Baudouin de Courtenay, Anniversario latino-italiano-slavo del secolo XV e XVI, composto nella regione degli Slavi del Torre, Pietroburgo, tip. dell'Accademia imperiale, 1906.
[140.] Non so con quanto fondamento il Guyon (B.), (Colonie slave d'Italia, «Studi glott.» diretti da Giacomo De Gregorio. Vol. IV, pag. 123-159) affermi che nella parlata dei Rečanji (abitanti della valle dell'Erbezzo) vi siano più elementi lessicali esotici che non in quella dei Nedis-ci (abitanti della valle del Natisone); e certo arrischiata sembra la sua supposizione che la medesima presenti dei caratteri fonetici derivati dalle lingue finniche e turaniche.
[141.] Sui dialetti slavi in Friuli e su altri argomenti che li riguardano, oltre le già citate, vedansi le seguenti opere: Ascoli (G.), Studi critici, Gorizia, Paternolli, 1861, pag. 46-49; — Baudouin de Courtenay, Note glottologiche intorno alle lingue slave e questioni di morfologia e fonologia ario-europea, «Atti del IV Congr. intern. d. orient. ten. in Firenze nel sett. 1878». Vol. II, Firenze, 1881, pag. 3-21; — Materialen zur südslavischen Dialektologie und Ethnographie. II. Sprachproben in den Mundarten der Slaven von Torre in Nordost Italien. Pietroburgo, 1904; — O Slawianach we Wloszech, (Ognisko, Varsavia, 1882, pag. 325-334); — O Slavianah v Italii (Ruskaja, Mysl) Mosca, 1893, giugno, pag. 24-46; — Biondelli, Prospetto topografico-statistico delle colonie straniere in Italia, «Studi linguistici», Milano, 1856, pag. 54-56; — Einspieler, Beneški Sloveni, Solski prijateli, 1852, pag. 319-320; — Kociancič Step., Od Benečanskih Slovencov, «Arkiv za poviestnico Jugoslav.», 1854, III, 306-9; — Pigorini-Beri (C.), I nostri confini. Dagli Slavi ai Valdesi, «Nuova Antologia», 1 nov. e 1 dic. 1884; — Podrecca (Carlo), Slavia italiana, Cividale, tip. Fulvio, 1884; — Le vicinie, Cividale, 1887; — Podrecca (A.), Osservazioni circa la lingua slava parlata sulle Alpi del Friuli, Udine, Seitz, 1864; — Sreznevskij J. J., O Friulskih Slavjanah, Moskvitjanin, 1844, IX, 341, 344; — Trinko Ivan, Poceta rozsireni Italstych Slovincu, «Slovanski Prehled», Praga, 1898, n. 1, pag. 44 e seg.; — Beneška Slovenija, «dom in Svet». n. 2, 3, 6, 7, 8, Lubiana, 1898.
[142.] Musoni (F.), Usi e costumi degli Sloveni Veneti, «Archivio per le tradizioni popolari», Palermo, C. Clausen, 1900; — Idem, La vita degli Sloveni, Palermo, Clausen, 1902; — Idem, Gli studi di folk-lore in Friuli, Udine, Bardusco, 1904; — Trinko (I.), Narodne stvari (Vedomec, divje žene), «Liubljanski Zvon», 1884.
[143.] Podrecca (C.), Slavia italiana, cit. e: Usi nuziali nella Slavia italiana; in «Secolo» di Milano, n. 28 aprile 1897.
[144.] Musoni (F.), Sulle condizioni economiche sociali e politiche degli Slavi in Italia, «Atti del IV Congr. geogr. Ital.», Roma, 1896.
[145.] Ascoli (G.), «Archivio glottol.», Vol. I, pag. 475, Torino Loescher, 1873.
[146.] Vocabolario friulano, Venezia, 1875.
[147.] «Arch. Glott.», cit. p. 477-8. Confr. in proposito anche Gartner, Ractoromanische Grammatik, pag. XXXVI, secondo il quale le parlate della nostra zona dovrebbero appartenere a quello ch'egli dice Innerfriaul.
[148.] Ibidem, pag. 485.
[149.] Viaggi ladini, Linz, 1882.
[150.] Confr. Mainati (G.), Dialoghi piacevoli in vernacolo triestino colla versione italiana, Trieste, 1828.
[151.] Czoernig, Die alten Völker Oberitaliens, Italiker (Umbrer), Rhaeto-Etrusker, Rhaeto Ladiner, Veneter, Kelto-Romanen; eine ethnologische Skizze, Wien, 1885.
[152.] Illustrata da Jacopo Pirona, «Atti del Ginnasio di Udine», Udine, tip. Vendrame, 1859.
[153.] Confr. Joppi (V.), Testi inediti friulani dei secoli XIV al XIX. «Arch. glott. ital.», vol. IV, Loescher 1878.
[154.] Rutar, Beneška Slovenija, cit. pag. 110.
[155.] Der wälsche Gast von Thomasin von Zirklaria ecc., Quedlimburg und Leipzig, MDCCCLII.
[156.] Manzano, Annali del Friuli, vol. II, pag. 157, nota; — Zahn, I castelli tedeschi in Friuli, Udine, 1884.
[157.] Vocab. friul. cit.
[158.] Deutsche und Romanen in Süd-Tirol und Venetien, «Pet. Mitt.», 1877.
[159.] Slawo-deutsches und slawo-italienisches, Graz, 1885.
[160.] Dell'elemento slavo e tedesco nel friulano si occupò anche il Cosattini, nel suo Contributo allo studio etimologico del vocabolario friulano, «Pagine friul.», anno III, 1891.
[161.] Canti d'amore nel Friuli, «Nuova Antol.», voi. IV, fasc. III, marzo 1867, pag. 540-46.
[162.] Prima centuria di canti popolari con Prefazione, Padova, Prosperini, 1865. — Prima e seconda centuria di canti popolari friulani con prelezioni, Venezia, Naratovich, 1867, pag. 73; — Terza centuria di canti popolari friulani. Saggi di dialetto. Venezia, Naratovich, 1867, pag. 88.
[163.] Villotte friulane, Piacenza, Del Maino, 1867, pag. 318.
[164.] Per nozze Brunetti-Cardini, Udine, Seitz, 1882.
[165.] Villotte friulane, Cividale, Fulvio, 1882. — «Illustrazione italiana», n. 13 del 1889; — «Fanfulla della Domenica», anno XI, n. 30, del 28 Luglio 1889.
[166.] Villotte friulane, Udine, Del Bianco, 1892.
[167.] Valentino Ostermann, Proverbi friulani raccolti dalla viva voce del popolo, Udine, 1876.
[168.] Per la quasi completa bibliografia su questo argomento, come sugli altri qui accennati, vedasi F. Musoni, Gli studi di folk-lore in Friuli, Udine, Bardusco, 1894. — Una veramente cospicua raccolta di materiale folk-lorico è quella dell'Ostermann, La vita in Friuli, Udine, Del Bianco, 1894.
[169.] Roma, Tipografia Nazionale di G. Bertero e C., 1908.
[170.] Media degli anni 1906-1907. I dati statistici relativi ai singoli comuni, quando non riportati per intero, rappresentano le produzioni medie degli anni 1906 e 1907: quando invece riguardano intere zone o regioni si riferiscono al 1907, del quale anno soltanto furono pubblicati nella Statistica integrale sopra ricordata. I dati di cui io mi valgo, furono pubblicati, solo riassuntivamente e pel solo anno 1907, per zone, nella memoria dianzi accennata: quelli relativi ai singoli comuni — riguardanti anche l'anno 1906 — sono inediti, tranne per la produzione del vino, e furono messi a mia disposizione dall'Associazione Agraria Friulana presso la quale se ne conservano gli originali.
[171.] Produzione del frumento:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Drenchia | Ql. | 257 | Ql. | 242 |
| Grimacco | » | 432 | » | 414 |
| Rodda | » | 150 | » | 153 |
| S. Leonardo | » | 720 | » | 935 |
| S. Pietro | » | 700 | » | 775 |
| Savogna | » | 588 | » | 594 |
| Stregna | » | 710 | » | 722 |
| Tarcetta | » | 113 | » | 128 |
[172.] Nei secoli passati affatto insignificante dovette essere la produzione del vino in questa zona. Da un documento del 1660 (Grion, Guida storica di Cividale e del suo Distretto, Cividale, Strazzolini, 1899, Appendice LXXXXIII) si rileva che, mentre per la protezione del vino locale era stato inibito a tutti gli osti del territorio cividalese di spillar vino importato, nella proibizione non vennero compresi «li habitanti delle due contrade d'Antro e di Merso per la sterilità delle quali, debolezza e crudità dei loro vini meritano restare in libertà».
[173.] Produzione del maiz:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Montenars | Ql. | 1549 | Ql. | 1265 |
| Lusevera | » | 3656 | » | 3290 |
| Plaitschis | » | 6806 | » | 6633 |
| Drenchia | » | 244 | » | 274 |
| Grimacco | » | 1443 | » | 1515 |
| Rodda | » | 864 | » | 850 |
| S. Leonardo | » | 2869 | » | 2612 |
| S. Pietro | » | 8535 | » | 8405 |
| Savogna | » | 1798 | » | 1796 |
| Stregna | » | 1612 | » | 1675 |
| Tarcetta | » | 5385 | » | 5144 |
[174.] Cfr. anche G. Feruglio, Il bacino di Drenchia, Prime note, «Boll. Ass. Agr. Fr.», 1910.
[175.] Produzione delle patate:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Montenars | Ql. | 3339 | Ql. | 3323 |
| Platischis | » | 3237 | » | 3083 |
| Lusevera | » | 1503 | » | 2070 |
| Drenchia | » | 2855 | » | 3047 |
| Grimacco | » | 3093 | » | 2997 |
| Rodda | » | 1818 | » | 1835 |
| S. Leonardo | » | 4144 | » | 4273 |
| S. Pietro | » | 1399 | » | 2291 |
| Savogna | » | 3197 | » | 5142 |
| Stregna | » | 2986 | » | 3275 |
| Tarcetta | » | 1031 | » | 866 |
[176.] Produzione delle rape:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Drenchia | Ql. | 552 | Ql. | 595 |
| Grimacco | » | 308 | » | 325 |
| Rodda | » | 944 | » | 516 |
| S. Leonardo | » | 487 | » | 446 |
| S. Pietro | » | 336 | » | 357 |
| Savogna | » | 748 | » | 612 |
| Stregna | » | 900 | » | 765 |
| Tarcetta | » | 335 | » | 276 |
[177.] Dorigo (D.), La frutticoltura nel Mandamento di Cividale e il vivaio di fruttiferi di S. Pietro al Natisone, «Boll. Ass. Agr. Fr.», 1909.
[178.] Selan (U.), L'industria zootecnica nella Slavia italiana, «Boll. Ass. Agr. Fr.», 1906.
[179.] Confr. Marinelli (O.), Osservazioni varie fatte durante un'escursione sul Matajur, «In Alto», 1905.
[180.] Confr. in proposito Tosi (E.), Un'ispezione alle latterie nel distretto di Tarcento; e Una gita di propaganda casearia nella Slavia italiana, «Boll. Ass. Agr. Fr.», 1904.
[181.] Selan (U.), Il cavallo caporettano, appunti, «Boll. Ass. Agr. Fr.», 1908. Allo stesso U. Selan devo molte delle altre notizie relative al bestiame comprese in questo scritto.
[182.] Anagrafi di tutto lo Stato della Serenissima Repubblica di Venezia, Vol. V, cit.
[183.] Confr. Marinelli (O.), Descr. geologica dei dint. di Tarcento, ecc.
[184.] Va da sè che parecchi dei nominati comuni solo colla maggior parte della loro superficie entrano a far parte di questa zona geologica.
[185.] Confr. De Gasperi, Feruglio, Rubini, Nussi: I dintorni di Cividale del Friuli ecc., pag. 30.
[186.] Feruglio (D. e G.), Descrizione geologica della Tavoletta «Tricesimo», ecc., pag. 18.
[187.] Produzione del maiz:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Magnano in Riviera | Ql. | 2622 | Ql. | 1895 |
| Tarcento | » | 3400 | » | 3687 |
| Ciseriis | » | 8436 | » | 6750 |
| Nimis | » | 7922 | » | 7462 |
| Attimis | » | 6759 | » | 6295 |
| Faedis | » | 8121 | » | 9636 |
| Torreano | » | 9568 | » | 9187 |
| Cividale | » | 17963 | » | 17546 |
| Prepotto | » | — | » | 6124 |
| Buttrio | » | 9374 | » | 8400 |
| Ipplis | » | — | » | 2152 |
| Manzano | » | 10240 | » | 11058 |
| S. Giovanni di Manzano | » | 7842 | » | 7875 |
| Corno di Rosazzo | » | 2968 | » | 3089 |
[188.] Produzione del frumento:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Magnano in Riviera | Ql. | 450 | Ql. | 484 |
| Tarcento | » | 595 | » | 661 |
| Ciseriis | » | — | » | — |
| Nimis | » | 318 | » | 325 |
| Attimis | » | 133 | » | 136 |
| Faedis | » | 935 | » | 1138 |
| Torreano | » | 1005 | » | 1134 |
| Cividale | » | 8360 | » | 10350 |
| Prepotto | » | 810 | » | 1038 |
| Buttrio | » | 4272 | » | 5044 |
| Ipplis | » | 1591 | » | 2009 |
| Manzano | » | 6998 | » | 8487 |
| S. Giovanni di Manzano | » | 5465 | » | 6305 |
| Corno di Rosazzo | » | 1850 | » | 2640 |
[189.] Un vitigno ormai scomparso, o quasi, è il piccolit del cui prodotto l'Asquini, il Zanon, il Gallesio ed altri scrissero mirabilia e G. B. Michieli cantò le lodi nel suo ditirambo Bacco in Friuli (Gorizia, verso la fine del 1700). L'Asquini lo rese noto in Europa inviandone bottiglie per tutta Italia, a Parigi, Londra, Amsterdam, in Germania, Russia, nonchè alle corti di Francia e Sardegna (cfr. G. Perusini, Il Piccolit, in «Rivista», organo della r. Scuola di Viticoltura e di Enologia e del Consorzio Agrario di Conegliano, anno 1905, n. 15). Della bontà dei vini nostri in genere nei tempi passati scriveva lo Zanon (1696-1770): «Quanto si glorierebbe l'Inghilterra se avesse le nostre vigne, i nostri Refoschi, i nostri Piccoliti, i nostri Cividini, le nostre Ribolle? Vini son questi che possono competere coi migliori di Francia», (5.ª ediz. compl. degli Scritti di Agricoltura, Arti e Commercio, Udine, 1828, Vol. I, p. 293).
[190.] La vite anche nei secoli passati fu grandemente coltivata in questa zona. Da un documento del 1282 (F. Musoni, G. Sirch, per nozze Rieppi-Caucig, Cividale, Tip. Fulvio 1910) si ricava che già in allora la conca di Albana-Prepotto era in gran parte vitata. Dalle relazioni dei Provveditori alla Repubblica veneta in Cividale risulta che risorsa principale di quel territorio fu già l'esportazione del vino in Austria per la strada del Pulfero: quando essa venne inibita, il paese cadde in preda a una gravissima crisi economica.
[191.] Queste due cifre ci sembrano assai esagerate.
[192.] Le cifre relative ai singoli Comuni rappresentano sempre la media degli anni 1906-7.
[193.] Cfr. Dorigo, La frutticultura ecc., e De Gasperi, Feruglio, Rubini, Nussi, I dintorni di Cividale, ecc.
[194.] Secondo informazione avuta dal prof. C. Hugues dell'i. r. Società agraria di Gorizia.
[195.] Produzione del maiz:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Buia | Ql. | 10387 | Ql. | 8864 |
| Cassacco | » | 5376 | » | 5139 |
| Segnacco | » | 2415 | » | 2253 |
| Treppo Grande | » | 4210 | » | 3545 |
| Tricesimo | » | 10857 | » | 9936 |
| Colloredo | » | 5322 | » | 5084 |
| Fagagna | » | 12927 | » | 11060 |
| Majano | » | 9206 | » | 8360 |
| Ragogna | » | 8600 | » | 7777 |
| Rive d'Arcano | » | 10145 | » | 9947 |
| S. Daniele | » | 18612 | » | 17615 |
| Moruzzo | » | 6488 | » | 5615 |
[196.] Produzione del frumento:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Buia | Ql. | 796 | Ql. | 938 |
| Cassacco | » | 690 | » | 753 |
| Segnacco | » | 387 | » | 440 |
| Treppo Grande | » | 553 | » | 586 |
| Tricesimo | » | 1880 | » | 2145 |
| Colloredo | » | 1688 | » | 1823 |
| Fagagna | » | 3696 | » | 4055 |
| Majano | » | 1154 | » | 1315 |
| Ragogna | » | 849 | » | 891 |
| Rive d'Arcano | » | 1497 | » | 1654 |
| S. Daniele | » | 3567 | » | 3765 |
| Moruzzo | » | 733 | » | 909 |
[197.] Produzione del vino:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Buia | Hl. | 3140 | Hl. | 4550 |
| Cassacco | » | 1620 | » | 1920 |
| Segnacco | » | 1430 | » | 1750 |
| Treppo Grande | » | 3195 | » | 4400 |
| Tricesimo | » | 2000 | » | 2400 |
| Colloredo di Montalbano | » | 1120 | » | 1350 |
| Fagagna | » | 1700 | » | 2550 |
| Majano | » | 3490 | » | 4100 |
| Ragogna | » | 1750 | » | 2000 |
| Rive d'Arcano | » | 960 | » | 1425 |
| S. Daniele | » | 2070 | » | 1800 |
| Moruzzo | » | 1850 | » | 2700 |
[198.] Produzione del maiz:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Bordano | Ql. | 865 | Ql. | 872 |
| Trasaghis | » | 1588 | » | 1548 |
| Venzone | » | 3963 | » | 4060 |
| Gemona | » | 12094 | » | 10752 |
| Osoppo | » | 2430 | » | 2384 |
| Artegna | » | 2592 | » | 2478 |
| Dignano | » | 6872 | » | 6600 |
| S. Odorico | » | 4753 | » | 5388 |
| Coseano | » | 9871 | » | 8715 |
| S. Vito di Fagagna | » | 4365 | » | 4235 |
| Povoletto | » | 7682 | » | 8260 |
| Moimacco | » | 4776 | » | 6140 |
| Remanzacco | » | 12437 | » | 12460 |
| Premariacco | » | 14166 | » | 14490 |
[199.] Produzione del frumento:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Bordano | Ql. | — | Ql. | — |
| Trasaghis | » | 178 | » | 211 |
| Venzone | » | — | » | — |
| Gemona | » | 728 | » | 842 |
| Osoppo | » | 432 | » | 474 |
| Artegna | » | 112 | » | 123 |
| Dignano | » | 1374 | » | 1579 |
| S. Odorico | » | 1169 | » | 1346 |
| Coseano | » | 3400 | » | 3702 |
| S. Vito di Fagagna | » | 1472 | » | 1681 |
| Moimacco | » | 3225 | » | 3821 |
| Remanzacco | » | 5582 | » | 5672 |
| Premariacco | » | 7768 | » | 7448 |
[200.] Produzione del vino:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Bordano | Hl. | 100 | Hl. | 130 |
| Trasaghis | » | 1465 | » | 2400 |
| Venzone | » | 195 | » | 380 |
| Gemona | » | 5675 | » | 7400 |
| Osoppo | » | 2260 | » | 3000 |
| Artegna | » | 2400 | » | 3800 |
| Dignano | » | 750 | » | 1150 |
| S. Odorico | » | 820 | » | 680 |
| Coseano | » | 650 | » | 450 |
| S. Vito di Fagagna | » | 225 | » | 450 |
| Povoletto | » | 3360 | » | 4560 |
| Moimacco | » | 715 | » | 950 |
| Remanzacco | » | 990 | » | 2000 |
| Premariacco | » | 1050 | » | 1250 |
[201.] Produzione dei bozzoli:
| nel 1906 | nel 1907 | |||
| Bordano | Kg. | 1520 | Kg. | 1600 |
| Trasaghis | » | 1500 | » | 1500 |
| Venzone | » | 3107 | » | 3200 |
| Gemona | » | 40550 | » | 49000 |
| Osoppo | » | 20000 | » | 22000 |
| Artegna | » | 17600 | » | 21000 |
| Dignano | » | 15000 | » | 17000 |
| S. Odorico | » | 13000 | » | 15000 |
| Coseano | » | 20000 | » | 22000 |
| S. Vito di Fagagna | » | 64000 | » | 72000 |
| Povoletto | » | 19980 | » | 21500 |
| Moimacco | » | 11400 | » | 11500 |
| Remanzacco | » | 14300 | » | 15730 |
| Premariacco | » | 23080 | » | 24200 |
[202.] Marinoni (C.), Sui minerali del Friuli, Appendice II in «Annuario statistico friulano», anno quarto, pag. 54-55. Udine, 1889.
[203.] Ciconi (G. D.), La provincia di Udine; 2ª ediz. 1862.
[204.] Grion (G.), Guida storica di Cividale e del suo distretto, pag. 461. Cividale, Strazzolini, 1899.
[205.] Pirona (G. A.), Miniera di mercurio presso Cividale del Friuli, nel «Collettore dell'Adige», 1855, n. 42; — Cenni geognostici sul Friuli, pag. 30.
[206.] Hauer (F.), Das Quellsilbervorkommen von Gagliano bei Cividale, ecc. «Jahrb. der k. k. geolog. Reichsanst. von Wien», 1855, anno VI, n. 4.
[207.] Taramelli (T.), Catalogo ragionato delle rocce del Friuli, Accademia dei Lincei. Roma, 1877, pag. 42.
[208.] Ciconi, La provincia di Udine; — Taramelli, Catalogo ecc.
[209.] Marinoni, Sui minerali del Friuli, cit., Append. II, pag. 58: vi si parla di «una miniera di argento vivo due miglia sopra Cividale, in sito chiamato in lingua slava Veisnech, in italiano Ceresis». Va osservato però che Cisgne è più che a due miglia da Cividale, mentre a tale distanza si trova Cesarutte presso Cagliano che sembrerebbe essere il corrispondente di Ceresis: ciò che non si capisce è come quest'ultima potesse avere anche un nome slavo.
[210.] Cfr. [pag. 15] e [pag. 18].
[211.] Per tutti questi giacimenti di combustibili vedasi Taramelli, Catalogo ragionato, ecc., cit.; — Pirona, La provincia di Udine sotto l'aspetto storico-naturale, Udine, 1877; — Cenni geognostici sul Friuli, Udine, 1861; — Cossa e Taramelli, Sui combustibili fossili del Friuli, ricerche, «Annali del R. Ist. tecn. di Udine», 1867; — Marinoni, Sui minerali, ecc., cit.
[212.] Sulla formazione ed uso della torba ed altri combustibili, Udine, 1767.
[213.] Discorso sopra la scoperta e gli usi della torba in «Memorie e Osservazioni» pubblicate dalla Soc. di Agr. pratica di Udine raccolte nel 1771, Udine, 1772.
[214.] Biasutti (G.), Per la sistemazione del torrente Urana e conseguente bonifica delle paludi di Bueris, Zegliacco, Collalto nel mandamento di Tarcento, Udine, Del Bianco, 1903.
[215.] Notizie sulle condizioni industriali della Provincia di Udine, «Annali di Statistica», fasc. XXVII, pag. 38-40. Pubbl. del Min. di A. I. e C., Roma, Botta, 1890.
[216.] Sui minerali, ecc., pag 136-7. Ciò non è vero che in parte: poichè ottimi, tra altri, sono, per es., anche i depositi argillosi di Manzano.
[217.] Secondo informazioni avute dalla Camera di Commercio in Udine.
[218.] Notizie sulle condizioni industriali, ecc.
[219.] Guida delle industrie e del Commercio del Friuli, pubblicata dal dott. G. Valentinis, segretario della Camera di Commercio di Udine. Udine, Tosolini, 1910.
[220.] V. Mantica, Produzione, mercato e prezzo dei bozzoli da seta in Udine, 1895.
[221.] Citati a [pag. 198, n. 1].
[222.] Grion, Guida, ecc., cit. pag. 464.
[223.] Ciò risulta, oltre da quanto fu detto a pag. 192, anche da una determinazione del Consiglio di Cividale del 1463 che ciascun cittadino potesse condurre ai pascoli comunali fino a 200 pecore di età superiore ai 6 mesi (Grion, cit., pag. 462).
[224.] Vol. II, pag. 349.
[225.] Notizie sulle condizioni industriali della prov. di Udine, cit., pag. 83.
[226.] Secondo informazioni avute dalla Camera di Commercio di Udine.
[227.] Guida delle industrie, ecc. cit. pag. 60.
[228.] Alle notizie già altrove sparsamente accennate in proposito, qui aggiungiamo che nella zona montana e submontana delle Prealpi Giulie friulane vi sono appena 390 ettari di boschi latifoli d'alto fusto, 249 in quella collinesca e pedemontana e non ve n'è affatto nelle zone rimanenti.
[229.] Joppi (V.); L'arte della stampa in Friuli, con Appendice sulle fabbriche della carta, «Atti dell'Accademia di Udine», serie II, volume III, pag. 3-27. Udine, Doretti, 1880.
[230.] Guida delle industrie ecc., cit.
[231.] Joppi (V.), L'Arte della stampa, ecc., cit.
[232.] Le notizie relative a queste industrie mi vennero fornite dalla Camera di Commercio in Udine.
[233.] V. Cassi (G.), Notizie sul commercio friulano durante il dominio veneto, Udine, Vatri, 1910 cit. pag. 46-47.
[234.] Baldissera, Da Gemona a Venzone ecc., cit., pag. 20 e 25.
[235.] Zahn, Studi Friulani, cit., pag. 142.
[236.] Grion, Guida, ecc., pag. 456.
[237.] Cronaca della magnifica comunità di S. Daniele del Friuli di Girolamo Sini esposta e corredata di note per Giuseppe Barbaro, Venezia, Cecchini, 1865, pag. 20 e 25.
[238.] Antoninianum, pag. 276.
| Aquileia | |
| XXX | |
| via Bellono (sic. cod. Escorialensis). | |
| Belloio (reliqui) | |
| Lacire (Larice) | |
| Santico | |
| XXX | |
| Virunum | |
(Da Mommsen, C. I. L. V., pag. 167).
| Aquileia | |
| XXXV | |
| Ad Silanos | |
| plura hic ceciderunt | |
| Tasimeneti | |
| VIII | |
| Soloca | |
| XI | |
| Viruno | |
(Mommsen, C. I. L. V., pag. 167).
[240.] Pix nel latino medievale Ampicuim, nel latino chiesastico Ampletium, italiano Plez o Plezzo, sloveno Bez o Bovz, tedesco Flitsch (Czoernig, a pag. 111 dell'opera sottocitata).
[241.] Czoernig, Das Land Görz und Gradiska, pag. 445, Wien, 1873.
[242.] Handbuch der Geschichte der Herzogth, Kärnten bis zur Vereinigung den österr. Fürstenthümer, Klagenfurt, Leon, 1850, 1º vol. pag. 563. — Anche il Crivellucci scrisse che alla fine del II secolo antico i Cimbri discesero in Italia dal Norico pel passo del Predil e per la valle del Natisone e che dopo la sconfitta dei campi Raudî vi ritornarono per la stessa via per la quale erano discesi (Studi storici, period. dell'Univ. di Pisa, 1892, pag. 298). — Confr. pure Dahn, Die Benutzung der Alpenpässe in Altertum, Heilderbeg, 1892.
[243.] Italia antiqua, Lugduni Batav. CIↃIↃCXXV, pag. 205.
[244.] In Ankershofen, luogo cit.
[245.] Relazione citata.
[246.] Esso esisteva certamente al tempo di Paolo Diacono il quale scrisse: «ad pontem Natisonis qui ibidem est ubi Sclavi residebant» (Paolo Diac. D. G. L. 1. V. cap. 23).
[247.] Der Predilpass and der Isonzo, «Carinthia», anno 1887, pagina 123 e seg.
[248.] Parlando del viaggio di Fortunato alla tomba di S. Martino di Tours dice che si recò «per fluenta Tiliamenti et Reuniam perque Osupum et Alpem Juliam perque Aguntum castrum», Paolo Diac. D. G. L. 1, 11, cap. 13.
[249.] Op. poet. recens. Frid. Leo in Mon. Germ. hist., Berlino, Weidmann, 1881, Vita S. Martini, pag. 368, v. 650 e seg. ecc. «Heic montana sedens in colle superbit Aguntum — Hinc pete rapte vias ubi Julia tenditur Alpis — Altius adsurgens et mons in nubila pergit — Inde Foro Julii de nomine principis exi — Per rupes, Osope, tuas; qua labitur undis — Et super instat aquis Reunia Tiliamenti».
[250.] Confr. Grion (G.), Delle antiche vie commerciali per la valle del Natisone, per nozze Fr. Musoni-Emilia Velliseig, Udine, Bardusco, 1897, pag. 12.
[251.] «Communierant se Langobardi et in reliquia castris quae his vicina erant, hoc est in Cormones, Nemas, Osopo, Reunia, Glemona, vel etiam in Ibligine, cuius positio omnino inexpugnabilis existit», Paolo Diac. D. G. L. IV, 37.
[252.] C. I. L. V. pag. 169. — Confr, anche Oberziner (G.), Le guerre di Augusto contro i popoli alpini, Roma, Loescher, MCM. p. 207. — Il Baldissera (Da Gemona a Tarcento, Guida storica ecc. cit. pag. 121) informa che a Godo, poco lungi da Gemona, v'è una fonte d'acqua perenne chiamata Silans, che ricorderebbe il nome della stazione ad Silanos.
[253.] C. I. L. V., n. 79994.
[254.] Ibidem, 79995.
[255.] Ibidem, 79996.
[256.] Ibidem, 79997.
[257.] Ibidem, 79999.
[258.] Confr. [Nota 3 a pag. 232].
[259.] Confr. in proposito Zahn (G.), Studi friulani cit. pag. 113 e seg. — Baldissera (D. V.), Da Gemona a Venzone, Guida storica e artistica, Gemona, Tessitori 1891, pag. 17-18.
[260.] Confr. Marinelli (G.), nella II parte (Canal del Ferro) di questa Guida, cap. X, pag. 173-174.
[261.] Op. e luogo cit.
[262.] Protocollo del cancelliere Gabriele, f. 22, Museo civico di Udine.
[263.] Zahn (G.), Austro friulana, Wien. Gerolds Sohn, 1877, 46-48-49-50.
[264.] Grion (G.), Guida storica di Cividale cit. pag. 458.
[265.] Grion (G.), Delle antiche vie commerciali cit. pag. 15.
[266.] Grion (G.), Guida storica ecc. Append. XC.
[267.] Della Bona, Strenna cronologica per l'antica storia del Friuli, ecc. Gorizia, 1856, pag. 142.
[268.] Descrizione dei passi e delle fortezze che si hanno a fare in Friuli, Venezia, 1876, pag. 6.
[269.] Scrittura presentata al Senato veneziano, dalla comunità di Gemona contro l'apertura della strada del Pulfaro. Per nozze Mangilli-Ronchi, Venezia, tip. della «Gazzetta», 1875.
[270.] Cassi (G.), Notizie sul commercio friulano ecc., pag. 35.
[271.] Confr. Statistica del vice prefetto del distretto del Natisone al Prefetto del Dipartimento di Passeriano, mns. presso la Bibl. della Soc. Alp. Friul.
[272.] Archivio del Genio Civile in Udine: Busta: 1811, Ponti. I lavori vennero eseguiti su progetto dell'ing. Mantoani e costarono L. 3672.75, più L. 120 per la dipintura dei poggiuoli.
[273.] Arch. Genio civ. ecc.: Busta: 1824, Ponti.
[274.] Arch. cit.: Busta: 1830, Ponti.
[275.] I lavori di restauro, progettati dall'ing. Mantoani predetto, dovevano costare L. 14671,57, ma poi vennero ridotti a sole L. 7024.89, cioè al puro necessario: furono resi praticabili i passi più pericolosi e tutta la strada venne resa rotabile, mentre prima per 3⁄4 non lo era più, tanto era caduta in deperimento (Arch. del Genio Civile di Udine, Busta: 1812, Strade nazionali).
[276.] Archivio cit. Busta: 1832, Strade regie e postali.
[277.] Op. cit.
[278.] Rutar (S.), Beneška Slovenija ecc. cit. pag. 100.
[279.] Archivio del Genio Civile, cit. Busta: 1811, Strade comunali.
[280.] Archivio ecc. Busta: 1813, Strade comunali.
[281.] Carta topografica di tutto il territorio del Friuli, Goriziano ed Udinese ecc. colle Strade e Poste delineato ed aumentato dal cesareo regio ingegnere Gio. Antonio Capellaris l'anno 1798. Venezia presso Lodovico Furlanetti.
[282.] Il ducato di Venezia astronomicamente delineato dall'anno 1801 al 1805 dallo Stato Maggiore sotto la direzione del Barone Anton de Zach.
[283.] Carta topografica della provincia del Friuli di Giuseppe Malvolti, 1819.
[284.] Il Friuli, Milano, Vallardi, 1871: annessa al Vocabol. friulano cit.
[285.] Carta del Friuli tra i fiumi Livenza ed Isonzo: scala 1:200.000. Udine, litogr. Passero, 1879.
[286.] V. specialmente la Carta d'Italia per Automobilisti, Ciclisti e Turisti, scala 1:250.000, dell'Istituto d'Arti Grafiche in Bergamo.
[287.] Per la bibliografia rimando il lettore alle opere del Valentinelli, Bibliografia del Friuli, Venezia 1861 e dell'Occioni-Bonaffons, Bibliografia storica friulana (1861-1895) I-III Udine 1833-1899. Di altre opere più recenti farò cenno quando occorra ricordarle.
[288.] Wolf A., Toponomastica friulana (s. l., ma Udine. 1905).
[289.] Non mi pare possibile il contrastare il titolo di colonia al Forum Julii orientale (Cividale) dato: 1º l'esplicito ricordo di Tolomeo, 2º la lapide ivi rinvenuta che ricorda un colonus, 3º il fatto che esso appartiene ad una tribù diversa (Scaptia) dal resto della provincia che in gran parte (Julium Carnicum, Glemona, Concordia) è Claudia, in parte (Aquileja) è Velina. Il dubbio del Mommsen deriva da ciò che nelle lapidi Forum Julii (Cividale) si trova detto respublica o municipium: ora quanto a quest'ultimo mi rimetto agli esempi addotti da De Ruggiero, Le Colonie dei Romani, Spoleto 1897, p. 32 in cui i due termini colonia e municipium si usano in molte colonie promiscuamente; quanto a res publica è termine generale che si adopera persino ad indicare la comunità politica del vico.
[290.] Ved. Paschini, La Chiesa aquilejese ed il periodo delle origini, Udine 1909 e bibl. ivi citata.
[291.] A questo Forum soltanto accennano i noti versi di Venanzio Fortunato dove descrive il viaggio da Agunto in poi
Hinc pete rapte vias ubi Iulia tenditur Alpes
Altius assurgens et mons in nubila pergit
Inde Foroiuli de nomine principis exi,
Per rupes Osope, tuas qua lambitur undis
Et super instat aquis Reunia Taliamenti.
[292.] Ved. M. Leicht, I limitanei nella Patria del Friuli, «Atti dell'Acc. di Udine», 1894-95, p. 169 seg.; P. S. Leicht, Studi sulla proprietà fondiaria nel M. E. II, 89 e seg., Padova 1907: Checchini, I fondi militari romano-bisantini considerati in relazione con l'arimannia, Modena 1907.
[293.] Ved. Cortinovis, Sopra una tessera antica, ecc. Udine, 1770, p. 20 seg.
[294.] L'ultima edizione in Degani, La Badia di Sesto, Venezia 1908.
[295.] Anche in questo non mancano però punti di contatto con monumenti romanici contemporanei, ved. Paschini, Brevi note archeologiche sopra un gruppo di monumenti longobardi a Cividale, «Bull. della civ. Bibl. di Udine», IV, 2, (1910) p. 84 n. 1.
[296.] Ved. per la recente bibliografia. Menghini, Sullo stato presente degli studî intorno alla vita di Paolo Diacono, 1904.
[297.] Ved. la prefazione di E. Mühlbacher, ai Diplomi inediti attenenti al patriarcato d'Aquileja, dal 799 al 1082 di V. Ioppi, Venezia 1884.
[298.] Su S. Paolino ved. la Miscellanea di studi storici e ricerche critiche ricorrendo l'XI centenario della morte del Patriarca Paolino, Milano 1905 e Paschini, S. Paolino e la Chiesa aquilejese alla fine del secolo VIII, Udine 1906.
[299.] Ved. Hofmeister, Markgrafen und Markgrafschaften in Italischen Königreich, nel VII vol. compl. delle «Mittheilungen» dell'Istituto storico austriaco, Wien 1904, p. 316. Su Everardo ved. Favre, La famille d'Evrard marquis du Frioul, Paris 1896.
[300.] Su ciò ved. Pivano, Stato e Chiesa da Berengario I ad Arduino, Torino 1908, p. 104 e «Memorie storiche forogiuliesi», V, 1, p. 87, Cividale, 1909.
[301.] Leicht (P. S.), Il denaro del Patriarca Popone d'Aquileja in «Memorie storiche forogiuliesi», I, 50, Cividale, 1905.
[302.] Ved. Battistella, I Toscani in Friuli, Bologna 1898; Senigaglia, Le compagnie bancarie senesi nei sec. XIII-XIV, Torino, 1908.
[303.] Ved. P. S. Leicht, Una notizia inedita intorno a Udine nel secolo XII, «Mem. stor. for.», IV, 125, Cividale, 1908.
[304.] Ottenthal, L'Administration du Frioul sous les Patriarches d'Aquilée, Mélanges Paul Fabre, Paris 1902; Leicht P. S., Il Parlamento della Patria del Friuli, sua origine, costituzione e legislazione, in «Atti dell'Accademia di Udine», 1903-1904.
[305.] Ved. Torretta, Il Wälscher Gast di Tommasino di Cerclaria e la poesia didattica del sec. XIII, «Studî Medievali», Torino 1904, voi. I. fasc. I p. 24 seg. e «Mem. stor. for.», I, 115 seg. Cividale 1905.
[306.] Edizione Ioppi, Udine 1900.
[307.] Ved. su questo splendido tempio Planiscig, Il rinascimento nella Basilica d'Aquileja, in «Forumjulii», I, 2, Gorizia 1910 e sopratutto la grande opera: Der Dom von Aquileja del co. Lanckoronski, Wien, 1906.
[308.] Zanutto, Itinerario del Pontefice Gregorio XII, Udine, 1901.
[309.] Ved. Cogo, La sottomissione del Friuli al dominio della repubblica veneta (1418-1420), negli «Atti dell'Accademia di Udine», 1896, p. 95 e seg. e Cassi, I Veneziani in Friuli, Padova 1903.
[310.] Cortinovis, Sopra le antichità di Sesto nel Friuli, Udine, 1801, p. 23.
[311.] Momigliano, Paolo Veneto e la corrente del pensiero religioso e filosofico del tempo suo, «Atti Acc. di Udine», 1907, p. 61 e seg.
[312.] Levec, Die ersten Türkeneinfälle in Krain und Steyermark, nelle «Mittheilungen des Musealvereins für Krain», XVI, 169 e Fresco, Una prima minaccia turchesca in Friuli, nel «Bull. del Museo di Udine», 1909 p. 35 e seg.
[313.] Ved. Solmi, Leonardo da Vinci e la Repubblica di Venezia in «Archivio storico lombardo», 1908 p. 332 seg. e Suttina, Leonardo da Vinci in Friuli, in «Mem. Stor. Forogiul.» V, p. 190, Cividale 1910.
[314.] Ved. Leicht (P. S.), La difesa del Friuli nel 1509, in «Mem. Stor. Forogiul.» V, p. 93 e seg., Cividale 1910.
[315.] Brambilla, Girolamo Savorgnan e la difesa di Osoppo, Udine 1906.
[316.] Su questi fatti ved. Degani, I partiti politici in Friuli nel Cinquecento, Udine 1900, Leicht P. S., Studi e Frammenti, Udine 1903 p. 130 e Un movimento agrario nel cinquecento nella «Riv. it. di Sociologia», XII, 6, Roma 1908, e Marchesi, Il Friuli al tempo della lega di Cambray, Venezia 1903.
[317.] Leicht (P. S.), Studi e Frammenti, Udine 1903, p. 123 e seg.
[318.] Ved. Moschini, Della letteratura veneziana del secolo XVIII, Venezia 1806, I, 151 e seg. ed ora Chiurlo, Carlo Goldoni e il Friuli nel settecento, in «Forumiulii», Gorizia 1910, I, 116.
[319.] Borgherini, Il territorio padovano alla caduta della repubblica veneta, Padova 1909, p. 179.
[320.] Ved. Fracassetti, Gli studenti nella rivoluzione italiana del 1848, Udine 1898.
[321.] Per tutto questo periodo ved. Larice, Il Friuli nel risorgimento italiano, Udine 1905.
[322.] Cosmi, Antonio Andreuzzi e i moti di guerra del 1864, S. Daniele, 1903.
[323.] Giovarono all'autore per la compilazione, oltre che la classica opera del Liruti (Notizie delle vite ed opere dei letterati del Friuli, vol. 4; Venezia-Udine, 1760-1830) e gli elenchi del Ciconi (Udine e sua provincia ecc.) e del Manzano (Cenni biografici dei letterati ed artisti del Friuli dal secolo IV al XIX; Udine, 1885), molte biografie di singoli letterati, scienziati, od artisti, che sarebbe troppo lungo nominare. Per parecchi personaggi poi, sono state fatte indagini particolari.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, così come le grafie alternative (Longobardi/Langobardi, ancora/ancóra, pseudo-cretacei/pseudocretacei, ampi/ampî e simili), correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. In particolare, a pag. [104] è stata mantenuta la scrittura "co: Trento di Dolegnano", possibile variante dell'abbreviazione "c/o" (presso).