Appendice XVII (pag. 360).

Alla Voce della Verità.

Protesta.

I Redattori della Voce della Verità, nel n. 552 del loro giornale hanno inserito un articolo intitolato Pensieri di circostanza, che termina colle seguenti parole:

“Un popolo veramente religioso non resterà mai preso nella sua totalità dalle illusioni politiche; egli non intenderà mai come la guerra e le sommosse sieno preferibili all'ordine e alla pace. Presso questo popolo vi avranno sempre piú savj politici, perché la prudenza, l'avvedutezza, l'imparzialità dei giudizi sono doti che la religione procaccia. Un libretto o un giornale, che difendano la Religione e i governi stabiliti, godranno maggiore popolarità, e faranno piú effetto sulla parte migliore di questo popolo, che tutti i Proclami del Sig. Vieusseux, e le usate lamentazioni patriottiche sulla parte deteriore di lui. Una voce di religione può sollevare migliaia di braccia in questo popolo, mentre il liberalismo non ne troverebbe due per sé, essendogli necessaria la guerra per sostenersi, e impossibile questa senza una leva antipatica a tutti. Dopo tutto questo è chiaro perché il liberalismo faccia fortuna fra le classi immorali. Ci vuol altro per essere talenti politici che inventare o usare parole nuove, e saper gridare: progresso, indipendenza, diritti dell'uomo, eguaglianza, nei crocchi e in mezzo ai bagordi di quattro o cinque città ultra-civili! E poi venitemi a dire che i talenti sono alleati della rivoluzione; sí, lo sono, come i pesci bruti sono alleati del pescatore che li piglia all'amo„.

Sino a tanto che la Voce della Verità si limitava a pubblicare le sue critiche ed i suoi dubbj intorno a ciò che da me veniva e vien pubblicato, come editore, o diffuso e raccomandato per conto di altri editori, poco me ne curava, e non rispondeva che col silenzio del disprezzo, eziandio alle sue piú maligne e calunniose insinuazioni, perché facile era per tutte le persone di senno riscontrare in quelle istesse pubblicazioni, quegli articoli o quei passi da essa presi di mira. Ma allorquando la Voce della Verità, senza citar nulla che possa somministrar mezzi di riscontro, si fa lecito di supporre fatti che, se esistessero, diventerebbero un'accusa terribile contro di me, io devo a me medesimo di protestare, come altamente protesto, contro questa supposizione ch'io mandi fuori Proclami contrarj alla religione, al buon vivere e alla morale; e la dichiaro Menzognera e Calunniosa sotto tutti gli aspetti.

Dichiaro inoltre, che non ho mai adoperato, né mai adoprerò mezzi simili di pubblicazioni; e confido che ognuno riconoscerà che il Progresso come l'intendo, non è quello che può essere ambito dagli uomini immorali ed irreligiosi, a qualsiasi partito appartengano. Dichiaro infine che dopo la presente solenne Protesta, io non prenderò piú la penna per difendermi contro gli attacchi di chi mi vuol del male, appellandomi fin d'ora, di ogni nuova accusa calunniosa, al buon senso del pubblico, ed alla giustizia degli uomini dabbene.

Firenze, 5 marzo 1835

G. P. Vieusseux
Proprietario e Direttore
del “Gabinetto scientifico-letterario„.

Dalla tipografia Galileiana„.