Anni Mc.
Pasquale secondo, nato di Bleuda[285] in Toscana, sedecte papa anni xviij, mesi iiij, dí xxiiij; vacò la Chiesa dí iij.
Nel tempo di costui Arrigo quarto re de' Tedesci con grande hoste venne in Toscana, per essere coronato dello Imperio d'oriente.[286] E mandò lectere al Papa e ambasciadori, nelle quali si conteneva ch'elli rifiutava tucte le investiture de' vescovi e altri cherici, delle[287] quale s'era facto per adietro grande quistione intra lli papi e li 'mperadori. E mandò a dire che di tucte le decte cose elli e i suoi baroni voleano con saramento fermare. Onde facto questo per volontà del Papa, venne ad Roma per suo comandamento. E nell'entrare che Arrigo fece nella terra di Roma, si li fece incontro tucto il chericato col popolo e li nobili della cictade; ed entrò dal lato di Monte Mallo col maggiore honore che mai entrasse alcuno signiore. E 'l Papa si li fece incontro insino in sulli gradi di fuori delle reggi di San Pietro con li cardinali e vescovi. E giungendo, lui s'inginocchiò e baciò amendue e' piedi al Papa. Poi il Papa si baciò con lui in viso e in fronte, segnandolo e benedicendolo, e rendersi pace. Poi si presono per mano e venneno insieme insino ad la porta argentea, nel quale luogo datosi pace insieme....[288] Ma poi che furono ad porta[289] porficha, il Papa gli dimandò il saramento sopra la quitanza sopra la investitura della dignità de' cherici. Lo Imperadore, avuto sopra ciò consiglio, si prese il Papa per forza e li cardinali, e tucti gli misse in prigione, con favore e consentimento de' Romani. E questo fu nell'anno Mcxiij.
In questo anno i Fiorentini disfecero Monte Gasoli. E Ruberto Tedesco morí sbavigliando alla tavola; il quale stava nella roccha di Saminiato del Tedesco vicario per lo Imperadore, e sbandito di Firenze per sue malvagie opere. Il quale molta guerra di fuocho e di ferro e di rubagione faceva contro li Fiorentini.
E nel Mcxv anni, del mese di maggio, s'apprese il fuocho in Borgo Sancto Appostolo in Firenze, e arse insino al Vescovado, e quasi la maggior parte della Cictade; onde molta gente morí di fuogo.
In questo anno morí la contessa Mactelda, la quale avendo indicato di suo Toscana e gran parte di Lombardia....[290]