Anno Domini Mcclxxxxiiijº. Alla singnoria di messer Pino Vernacci di Carmona potestà di Firenze.
Celestrino quinto filgluolo di Giacopo, nato di Parma, santo remito, chiamato Piero di Morrona, facto papa del mese di giugno, sedette papa mesi v e die viij, e vachò la Kiesa mesi xxx.[458] Questi, essendo huomo religioso e di santa vita, elli fue ingannato sottilmente da papa Bonifazio per questa maniera etc.: che llo decto Papa, per suo trattato e per molta moneta che spese al patrizio, rinchiudevasi la notte nella camera del Papa, ed avea una tronba lunga, e parlava nella tronba sopra il letto del Papa, e dicea: — Io sono l'angelo che tti sono mandato a parlare, e comandoti dalla parte di Dio grorioso, che ttue inmantanente debi rinunziare al papato e ritorna ad essere romito. — E cosí fece iij notti continue; tanto ch'elli credette[459] alla boce d'inganto,[460] e rinunziò il papatico, del mese di dicenbre, e con animo diliberato, co li suo frati cardinali, dispose sé medesimo, ed elesse papa uno cardinale d'Anangna ch'avea nome messer Benedetto Gatani, e suo nome papale Bonifazio ottavo. E si disse che questo Papa fece sacretamente pilglare papa Celestrino che rinunziò, e fecello istrangolare, e altri dissero che llo fece morire in prigione, aciò che non perdesse il papatico; ma di sua morte non si legge alkuna cosa, o quello che di lui si fosse. Elli fue sinpricissimo e sancto. In vita fece miracoli di molte cose. Elli cavalcava l'asino, e vilmente vestia, e similglante vivea. E si disse ch'elli morio in prigione nella roccha[461] di Formone, presso ad Alangna a x milgla, a dí xvij di maggio, per fattura di papa Bonifazio. E per questa opera tutta la cristianitade[462] si ne dolea: onde molti cherici, e perché diceano ch'elli no potea esser Papa di ragione, si lli facea prendere, mettere in prigione e tali uccidere. Elli fece frate Gilio di Roma, maestro dell'Ordine di romitani a chu' era data molta fede, arcivescovo di Borgi in Berri, acciò che no llo infamasse, per cagione ch'era maestro di dicreti e dicretali; e messer Rinieri Ghiberti di Firenze, gran maestro, fece mettere nella malta, forte prigione nel lago di Bolsena.