Mclxxxj.
Lucio terzo, nato di Tosscana, sedecte papa anni iiijº, mesi ij, di xviij; e vachò dí xiij. Nel tenpo di costui aparve la bontà di Pietro Mangnante, il quale rechò tutte le storie del vecchio testamento inn uno velume, disponendole uttilemente; e questo libro est chiamato il libro delle storie isscholastiche.[327] A questo Papa fue acusato il Vescovo di Rodens[328] di Francia per piú cagioni, d'esser disspossto de bbenificio; si ke il Papa il volea dissporre. E quelli fue colli suoi amici episcopi e cardinali ke ll' aiutassero, e pregò il Papa ke per Dio nollo dovesse dissporre né falli questo disinore, infino a tanto ch'elli non fosse tornato nel suo vescovado, però [ch'elli][329] era grande e gentile huomo di suo paese: si ke [il Papa], per prieghi e per amore, si lli bollò lettere k' elli non fosse privato di suo benificio infino a tanto k' elli non fosse ritornato nel suo vescovado. Incontanente k' el Vescovo ebbe la lette[330] apo sé, si disse: — Io oe ingannato il Papa. — Non pensò mai di ritornare al vescovado, anzi tenea dietro alla corte, godendo e faccendo grassa vita. Un giorno disse il Papa: — Episcopo, perké non torni tue a tuo vescovado? — Ed e' li rispose e disse: — Messere, perk' io non volglo essere dispossto. — E cosí tenne il vescovado, mentre ch'elli vivette, sanza ritornare.
In questo anno era consolo di Firenze messer Iacopo Eliseo messer Catello Dietisalvi e messer Uberto Berteldi.