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Iacopo di Filippo, fornaciaio. Nel suo orto presso la porta San Frediano si rappresenta la Clizia del M., III, 333, 344, 433. Sua lettera al M., 344, 444.
Iacopo IV d'Appiano, signore di Piombino. È a' servigi della Repubblica; missione del M. presso di lui, I, 317. Sue genti d'arme, ricordate, 545. Gli è tolto lo stato dal Valentino, 363. Gli è rimandato il M., 467. Sembra volersi unire all'Alviano e agli altri nemici dei Fiorentini, 485, 486; e relative lettere di questi al loro commissario in Maremma, e al governatore Ercole Bentivoglio, 618 e seg. Sua politica coi Fiorentini e con Pandolfo Petrucci, 620. Ricordato in una lettera al M., 632.
Imbault, capitano francese. Ricupera ai Fiorentini le terre dell'Aretino, I, 371; e dei relativi patti da esso stabiliti con Vitellozzo Vitelli, ivi, 567.
Imola. Si ribella al Valentino, I, 454. S'arrende ai Francesi II, 163.
Inghilterra, II, 330, 345. In quella corte si studia il Principe del M., 427.
Inghilterra (Re d'). — Ved. Enrico VII e Enrico VIII.
Innocenzo VIII, I, 70. Muore, 230. Ricordato, II, 329.
Innocenzo IX, avverso al M., II, 425.
Isabella, regina di Spagna, II, 54, 57, 220. Considerazioni del Guicciardini intorno alla sua politica, 250. Ricordata a proposito dei Discorsi del M., 330.
Italia. Sguardo alla sua condizione civile e politica durante il Rinascimento in confronto con quella del Medio evo, I, 1 e seg. Paragone tra la sua condizione politica e sociale e quella del resto d'Europa nel secolo XV, 80. Da essa si propaga l'erudizione in tutta Europa, 146. Sue condizioni politiche alla fine del secolo XV, 229 e seg. In attesa della venuta di Carlo VIII tutto il suo lavoro letterario dà luogo al lavoro diplomatico, 240. La Chiesa e il suo potere temporale sono d'ostacolo alla sua unione, II, 296. Ricordata nei Discorsi del M., ivi, 302, 303, 306, 307, 315, 322, 329; e nelle Considerazioni del Guicciardini su di essi, 359, 360. Ricordata a proposito del Principe, e nel Principe del M., 365, 379, 387, 400, 404, 405, 406, 409, 600, 601, 617, 618. Condizioni generali del suo Teatro nell'epoca del Rinascimento, III, 138 e seg. Delle pratiche di una lega nazionale per la sua indipendenza dagli stranieri, che a nulla approdano, e perchè, 301 e seg., 317.
Italiani, ricordati dal M. nel Principe, II, 379, 406; e nel Dialogo sulla lingua, III, 185 e seg. Ricordate le loro milizie nell'Arte della guerra, III, 115.