L

Lachi Niccolò, III, 389.

La Fontaine. Sue imitazioni della Mandragola e della Novella di Belfagor, ricordate, III, 198.

Lampugnani Giannandrea, I, 35.

Landino Cristoforo, I, 171. Esposizione di un suo commento a un luogo del Simposio di Platone, 176. Aiuta il Risorgimento della letteratura italiana, 184.

Landucci Luca. Sua Cronica ricordata, III, 16.

Lang Matteo, vescovo di Gurk, cancelliere di Massimiliano imperatore, detto il Cardinale Gurgense, II, 68. Sua elezione al cardinalato, 147. Rappresentante dell'Imperatore in Italia, 164. Fa lega col Papa per l'Imperatore, 191.

Lannoy (Visconte di), vicerè di Napoli, III, 297, 348, 353, 446.

Lanzichenecchi, III, 299, 310, 311, 342, 452. Sono in Bolzano pronti a scendere in Italia, 347. Sono nel bresciano, 348; e loro successivi progressi, ivi, 349. Insorgono contro il loro comandante per le paghe, 352. La moglie e i figliuoli del M. stanno in gran timore della loro venuta contro Firenze; il M. manda a rassicurarli, 355, 475.

Laocoonte (Gruppo del), scoperto in Roma, e richiesto da Francesco I a Leone X, III, 17.

Lapi Giuliano. Mandato al campo di Pisa, I, 469, 610, 612, 615. Ricordato in una lettera al M., 634. Console dei Fiorentini in Pera, III, 393.

Lasca (Il). — Ved. Grazzini A.

Lascari Giovanni, traduttore di Polibio, I, 534; II, 577.

Lasinio Fausto. Sua opinione circa la Novella di Belfagor del M., III, 198.

La Trémoille, I, 370, 566. Fa ritirare gli Svizzeri da Milano, III, 9.

Lautrec (Signore di). — Ved. Foix (di) Odetto.

Lecky Guglielmo E. H. Di alcuni concetti della sua History of European Morals identici ad altri dei Discorsi del M., II, 298.

Lega Santa, II, 148, 149. Suo esercito e suoi comandanti, 157 e seg.

Lenzi Francesco, III, 403.

Lenzi Lorenzo, oratore in Francia, I, 348, 350.

Leo Enrico. Sua traduzione delle Lettere del M., ricordata, II, 212, 280, 427, 461; e suo giudizio intorno al libro del Principe ed al suo Autore, 461 e seg. Come parli dell'epistola della Descrizione della peste attribuita al M., III, 194.

Leone X. — Ved. Medici Giovanni, cardinale. — Il secolo che ha nome da lui dovrebbe averlo da Giulio II, II, 3. Sua elezione e consacrazione, 193. Vuole che si usi indulgenza nel fatto della congiura del Boscoli e del Capponi, 199. I Fiorentini gli mandano una solenne ambasceria, 206. Sunto delle istruzioni che dà a Lorenzo suo nipote per governare in Firenze, 207. Fa pace con Luigi XII re di Francia, 221. Segue con tutti i potentati una politica di mala fede, ivi; e di un recente giudizio intorno alla sua politica, 222. Giudizi e considerazioni su lui nella corrispondenza del M. con Francesco Vettori, 222; III, 415 e seg. Si tocca dei suoi disegni di creare Stati pei suoi parenti, II, 366. Ricordato, 416, 422, 558. Vede alcune lettere del M., 574. Ricordato, 595, 619. La sua politica e la sua corte, III, 1 e seg. Sue virtù e suoi difetti, 1; e suo ritratto fisico, 2. Sua inferiorità di fronte a Lorenzo de' Medici suo padre, 3. Vuol godersi la vita, e suo bisogno di aver danari, ivi, 4. Desidera vivamente di far grandi i suoi parenti, 4. Adopera molto gli altri ma vuol fare a suo modo, 6. Presume di moderare la politica generale d'Europa, e perchè non vi riesca, ivi. La sua politica è funesta all'Italia; e di nuovo di un recente giudizio intorno ad essa, 7, 8. Aderisce alla lega tra Enrico VIII e l'Imperatore, 8; poi fa lega anche con Luigi XII re di Francia e s'imparenta con esso, 9. Tratta in segreto altri accordi, ivi. Sue indiscrete domande a Francesco I di Francia, 11. Sua confederazione coll'Imperatore, il Re di Spagna e Massimiliano Sforza, ivi. Liete e poi tristi novelle che riceve della battaglia di Marignano, 13, 14. Passa da Firenze nel recarsi a Bologna e nel tornare; e feste che gli si fanno, 15, 16. Del trattato concluso tra esso e il Re di Francia in Bologna, 17. Disdice l'accordo con l'Imperatore, ivi; poi cerca riavvicinarsegli, 18. Guerra da esso fatta al Duca d'Urbino, 18 e seg. Congiura d'alcuni Cardinali contro di lui, 20, 21. Nomina un gran numero di Cardinali, e somma di danari che ne ricava, 21. Conclude il matrimonio di Lorenzo suo nipote con una parente del Re di Francia, 22. S'impadronisce di Perugia, 24. Come si comporti nella gara di successione all'Impero tra Carlo V e Francesco I, ivi. Vorrebbe fare alleanza con Francesco, poi fa un accordo con Carlo già eletto Imperatore, 25, 27; e delle ragioni che poterono indurlo a tale accordo, 25. Fa gran festa dell'acquisto di Milano per Carlo V, 28. Si ricorda la sua morte; e ancora del suo carattere, e delle sue qualità e abitudini, ivi e seg., 404. Ama singolarmente e incoraggia la Commedia, 31. Tra i letterati favorisce più i mediocri che i sommi, 32. Favorisce i grandi artisti, in special modo Raffaello, 33 e seg. Gran cumulo di debiti che lascia alla sua morte, 36. Citazione di opere consultabili intorno a lui, ivi. Interviene, invitato, negli Orti Oricellari, 48. Ricordato a proposito del Discorso del M. intorno al riformare lo Stato di Firenze, 54 e seg. Sulla bolla relativa allo Studio di Firenze, ricordata, 120. Si accenna ai mutamenti politici avvenuti per la sua morte, 127. Ricordato in paragone con Clemente VII, 294, 301.

Leopardi Giacomo. Ricordato a proposito dei Detti memorabili del M., III, 73.

Lescut, generale francese, III, 487.

Leto Pomponio, I, 142; III, 142.

Lettenhove (Barone di). Della sua pubblicazione delle Lettere e negoziazioni del Commines, I, 244.

Letteratura italiana. Suo risorgimento, I, 183 e seg.

Lioni Roberto, III, 279.

Lippomani, patrizi veneti, amici della famiglia de' Medici, II, 550.

Lipsio Giusto, difensore del M., II, 445.

Lisbona (Cardinale di), I, 560.

Lisio G. Sua opera sul Principe del M., citata. III, 414-15.

Livorno. Lettera dei Dieci a quel Capitano circa le condizioni di detta terra, I, 617.

Lombardia. Ricordata dal M. nei suoi Discorsi, II, 307; e nel Principe, 600; e nel Dialogo sulla lingua, III, 185. Ricordate le sue fortificazioni a proposito di quelle che si disegnavano fare in Firenze, 436, 437, 439.

Lomellino David di Genova. Ha debito con alcuni mercanti fiorentini, III, 401 e seg.

Loredano Pietro, I, 53.

Lorena (di) Renato, I, 75, 77.

Loris Francesco, vescovo d'Elna e cardinale, I, 456, 601.

Lucca. Le genti dei Fiorentini fanno scorrerie in quel territorio, I, 468, 598. Ricordato il suo governo repubblicano nei Discorsi del M., II, 307, 316. Vi va commissario per cause private il M., e vi scrive un Sommario o relazione del suo governo, III, 63 e seg.; e la Vita del Castracani, 66 e seg. Guerra dei Fiorentini contro di essa, ricordata, 260.

Lucchesi. Aiutano Pisa nella guerra contro Firenze, I, 468, 598; II, 93, 96.

Lucchesini, gesuita. Suo scritto contro il M., ricordato, II, 426.

Luigi XI, re di Francia, II, 329.

Luigi XII, re di Francia. Succede a Carlo VIII, I, 258. Diritti da lui vantati in Italia, ivi, 314. Sua impresa di Milano, 269, 336 e seg., 537, 541, 545. Si obbliga ad aiutare i Fiorentini a risottometter Pisa, e relativi patti tra lui e la Repubblica, 337, 339. Mali portamenti delle sue genti in quell'impresa, 340 e seg., se ne conduole coi Fiorentini, 345; poi si sdegna con loro 346; che gli mandano per ambasciatori Francesco della Casa e il M., 347 e seg. I Fiorentini raccolgono denari da mandarsi a lui, 358. Suo nuovo trattato con la Repubblica, 365. Aiuti da esso mandati ai Fiorentini, 370 e seg., 565, 566. Accenni alle sue relazioni col Valentino, 391 e seg., 397, 404, 411, 412, 429, 432, 438, 444, 445, 450. Altri ambasciatori mandatigli dai Fiorentini, 585 e seg. Altra legazione del M. a lui, 464 e seg. Manda aiuti a Giulio II per l'impresa di Bologna, 501, 634, 636. Ricordato, 637. Antagonismo tra lui e Massimiliano imperatore, II, 55 e seg. Con lui si alleano i Veneziani, 58, 60; ai quali manda soccorsi nella venuta dell'Imperatore, 60. Promette di nuovo ai Fiorentini di risottomettere loro Pisa, ma non attiene la promessa, 91. Protesta contro il guasto dato alle terre dei Pisani dai Fiorentini, 93; i quali si obbligano a pagargli centomila ducati, 94. Entra nella lega di Cambray, 107; e suoi acquisti nel territorio veneto, 109. Torna in Francia, 113. Contro di lui si rivolge Giulio II, 111, 124 e seg., 531, 534. Legazione del M. a lui, 127 e seg. Raduna un concilio, 128, 129; da cui ha licenza di muover guerra al Papa, 141; e cenni di questa guerra, ivi e seg. Procura che si aduni un Concilio in Pisa contro il Papa, 146, 147, 152. Lega del Papa con Venezia e Spagna contro di lui, 148. Suo esercito in Italia contro il Papa e i confederati, 157 e seg. Sua tregua col Re di Spagna, 220; e giudizi e considerazioni su lui e su detta tregua nella corrispondenza del M. con Francesco Vettori, 223 e seg.; III, 414 e seg. Fa pace col Papa e disdice il Conciliabolo, 221. Ricordato dal M. nei Discorsi, 322; e nel Principe, 379, 381, 387, 600. Sue leghe coi Veneziani e poi col Papa, ricordate, III, 8, 9. Si accenna al suo matrimonio con la sorella del Re d'Inghilterra, e alla sua morte, 10.

Lusco Antonio, I, 99, 124.

Lutero Martino. Con lui ha termine l'età del Rinascimento, I, 1. Ricordata la sua Riforma, III, 8.

Lutoslawski W. Una sua opera in cui si parla del M., ricordata, II, 280, 378.