P

Padova. Perduta poi ricuperata dai Veneziani, II, 112, 113. Dell'assedio postovi dall'imperatore Massimiliano, 113, 522; III, 112, 113.

Padova (da) Marsilio, e del suo libro Defensor pacis, II, 238 e seg.

Paganesimo. — Ved. Cristianesimo.

Palazzo Madama in Roma, III, 2.

Palmieri Matteo. Suoi Ricordi citati, I, 39.

Panciatichi Gualtieri, III, 411.

Pandolfini Agnolo. Del suo Governo della famiglia, I, 185, 186. Ambasciatore a Milano, 243.

Pandolfini Francesco. Oratore fiorentino presso Luigi XII, II, 91, 535; e presso Gastone di Foix, e sua lettera citata, 150. Brani d'altre sue lettere, 153; e altre lettere ricordate, 159, 163.

Pandoni (de') Porcellio, I, 154.

Panormita. — Ved. Beccadelli Antonio.

Paolo II, I, 68. Infamato dal Platina nelle sue Vite de' Papi, ivi, 144. Ricordato, III, 278.

Paolo IV. Mette all'Indice le opere del M., II, 424.

Papato. Sguardo alla sua storia nel secolo XV, I, 60.

Parenti Piero. Sua storia ms. citata, I, 440, 441; II, 60 e seg.

Parigi (Parlamento di). Ricordato nei Discorsi del M., II, 318, 321.

Parma, difesa dal Guicciardini, ivi governatore per il Papa, III, 128.

Parma e Modena. Leone X disegna di formarne con Piacenza e Reggio uno stato per Lorenzo o per Giuliano de' Medici, II, 366 e seg.; III, 4, 11, 52, 54.

Parma e Piacenza. Occupate da Raimondo di Cardona, III, 8; e da lui date a Leone X, 9, 11. Francesco I disegna d'impadronirsene, 13; e gli sono poi cedute dal Papa, 17. Il Papa agogna a riaverle, 23; e gli sono promesse da Carlo V, 25. Occupate da Carlo V, 28.

Parrano (da) Paolo, al soldo dei Fiorentini, I, 610, 626.

Pascal. Gli è attribuita un'apologia del M., II, 428.

Pasquino (Statua di), in Roma, III, 128, 129.

Passerini Luigi e Milanesi Gaetano. Della loro edizione delle Opere del M.; e osservazioni intorno ad alcuni luoghi di essa, I, XIV, XVIII, XXIII, XXIV, 297, 298, 299, 302, 307, 334, 342, 345, 357, 358, 384, 399, 410, 434, 465; II, 65, 68 e seg., 101, 102, 103, 123, 363; III, 38, 62, 67, 76, 285, 286, 289, 334.

Passerini Silvio, cardinale di Cortona. Mandato a governare Firenze da Clemente VII, III, 137, 296. Lettera di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia a lui, 445. Il popolo insorge contro di lui e contro i Medici; poi si accorda, 356, 357, 484; poi insorge di nuovo, ed egli abbandona Firenze, 359.

Pavia (Battaglia di), III, 84. Brevi notizie di essa, 298, 299. Previstone l'esito dal Guicciardini, 321. Ricordata a proposito di un passo della Storia del Guicciardini, 489.

Pavia (Certosa di), I, 28.

Pavia (Università di), I, 28.

Pazzi Alessandro. Suo discorso intorno alla riforma del governo di Firenze, ricordato, III, 61, 131. Sua orazione latina, ricordata, 133.

Pazzi Antonio, oratore a Roma; estratti di sue lettere, fatti dal Guicciardini, ricordati, III, 491.

Pazzi (Congiura dei), I, 45, 69. Della narrazione fattane dal M. nelle sue Storie, III, 281 e seg.

Pazzi Cosimo, arcivescovo di Firenze, II, 206, 590.

Pazzi Francesco, II, 501. Traditore e uccisore di Giuliano de' Medici; come ne parli il M. nelle Storie, III, 282, 283.

Pazzi Francesco, vescovo d'Arezzo. Suo ritratto scritto dal M., ricordato, III, 288.

Pazzi Guglielmo. Commissario nella guerra contro Pisa, I, 314. Commissario di guerra ad Arezzo, 366.

Pazzi Iacopo, III, 283.

Pazzi Piero, I, 101; oratore a Roma, II, 110.

Pazzi Poldo, II, 552.

Pepi Francesco. Oratore a Giulio II, I, 501. Ricordato nei Frammenti storici del M., III, 287. Suo ritratto scritto dal M., ricordato, 288.

Périès M. Sua Histoire de Machiavel, ricordata, II, 194.

Perugia. L'arte vi fiorisce in mezzo al più gran disordine civile, I, 157. È in arme per opporsi all'entrata del Valentino, 568. Abbandonata dai Baglioni, 408. Vi va oratore il M., e sue tristi condizioni in quel tempo, 479. Si arrende a Giulio II, e relativo accenno nei Discorsi del M., 497; II, 309. Leone X agogna alla sua signoria, III, 23; e l'ottiene, 24. Vi ritornano i Baglioni, 128.

Peruzzi Baldassarre. Dipinge le scene per la recitazione della Calandria del Bibbiena, III, 32.

Pesaro, III, 128.

Pescara (Marchese di). — Ved. D'Avalos Ferdinando.

Petrarca, I, 82 e seg. Con lui comincia il Rinascimento, I, 91. Allegato dal M. nel Principe, II, 407; e nel Dialogo sulla lingua, III, 182, 185.

Petrucci famiglia, ricordata dal M. nel Capitolo dell'Ambizione, III, 179.

Petrucci Alfonso, cardinale, capo di una congiura contro Leone X, III, 20; per cui è giustiziato, 21.

Petrucci Antonello, I, 77, 78.

Petrucci Borghese. Gli è tolto lo stato di Siena, III, 20.

Petrucci Pandolfo. Gli è inviato il M., I, 364. Entra in una lega contro il Valentino, 384. Il Valentino va per cacciarlo da Siena, 409. Esce di Siena con un salvacondotto, ma è inseguito e scampa per miracolo, 411. Aiutato a rientrare in Siena, 429. Politica tenuta con esso da Iacopo IV signore di Piombino, 486, 620. Della legazione del M. a lui, 486 e seg. S'offre di fare alleanza coi Fiorentini; e che uomo egli fosse, 487. Ricordato a proposito di una lega tra Firenze e Siena, II, 141. Cerca distorre Giulio II dal muovere le armi contro i Fiorentini, 152. Ricordato dal M. nel Principe, 402. Fautore del ritorno de' Medici in Firenze, III, 20.

Petrucci Raffaello. Posto a governare in Siena da Leone X, III, 20. Il cardinal Soderini cerca cacciarnelo, 134.

Piacenza. Ricordate certe sue fortificazioni a proposito di altre che si disegnava farne in Firenze, III, 439. Ved. Parma e Modena e Parma e Piacenza.

Pianosa, presa dal Valentino, I, 361.

Piccinino Iacopo, I, 33. Confronto tra le Storie del M. e del Guicciardini dove parlano della sua morte, III, 276, 277.

Piccinino Niccolò, III, 267, 270.

Piccolomini Enea Silvio. — Ved. Pio II.

Piccolomini prof. Enea. Sua lettera intorno alla questione se il M. conoscesse la lingua greca, I, 304, 533; e di nuovo ricordato a tal proposito, II, 575 e seg.

Piccolomini Paolo. Pubblica i versi di Iacopo da Diacceto, III, 136.

Pico della Mirandola Giovanni, I, 182, 277.

Pierotto. — Ved. Caldes Pietro.

Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, promuove un'edizione dell'Opere del M., III, 372.

Pilli Girolamo, commissario in Lunigiana, I, 598, 623.

Pintor Fortunato. Suo articolo sul Barlacchia, citato, III, 168, 170.

Pinzon Sebastiano, segretario del cardinale Battista Ferrari, e forse suo avvelenatore; succede nella maggior parte dei suoi benefizi, I, 381.

Pio II (Enea Silvio Piccolomini), I, 66, 67, 115, 136, 158, 163. Si ricorda una traduzione di Diodoro Siculo a lui dedicata, II, 578. Suo compendio delle Storie di Flavio Biondo, ricordato, III, 207.

Pio III. Sua elezione, I, 445; e sua morte, 446.

Piombino. Dell'impresa del Valentino contro quella città, I, 360, 361, 363. Fanti spagnuoli mandativi da Consalvo contro i Fiorentini, 485, 620. V'è aspettato il Re di Spagna, 631.

Pisani. Si ribellano ai Fiorentini, I, 252. Occupano la fortezza della città ceduta loro dai Francesi, 257. Notizie della guerra tra essi e i Fiorentini, 282, 313 e seg., 326 e seg., 337 e seg., 365, 430, 467 e seg., 478, 479, 490 e seg., 536, 538, 541 e seg., 596 e seg., 609 e seg.; II, 91 e seg., 261, 503, 505; e notizie della resa, 98 e seg. Interdetti da Giulio II, 148. Ricordati nei Discorsi del M., 309, 316; e nel Principe, 400. Di nuovo ricordata la loro guerra coi Fiorentini, III, 111, 112.

Pistoia. Vi accadono dei tumulti, I, 356, 556; il M. è più volte spedito a sedarli, 357, 364; e ne scrive una relazione, 365. Ricordata nei Discorsi del M., II, 309, 316; e nel Principe, 390, 400.

Pistoia (Il). — Ved. Cammelli Tommaso.

Pitigliano (di) conte Lodovico, condotto al soldo dei Fiorentini, I, 623.

Pitti Iacopo. Sua Storia Fiorentina allegata a proposito del governo di Giulio de' Medici in Firenze, III, 134. Alcune osservazioni critiche sulla sua Apologia dei Cappucci, 484.

Pitti Leonardo di Piero, II, 211.

Pitti Luca, III, 275, 278.

Platina. — Ved. Sacchi Bartolommeo.

Plauto. Paragone fra esso e Terenzio, a proposito del teatro italiano nel Rinascimento, III, 141 e seg.; e raffronto della Clizia del M. con la sua Casina, 163 e seg.

Pletone Giorgio Gemisto, I, 107. Fondatore del neoplatonismo, 166. Combattuto dagli aristotelici, 167.

Poemi cavallereschi, I, 208 e seg.

Poesia volgare. Due generi d'essa nel Trecento; e suo risorgimento alla fine del secolo XV, I, 190.

Polibio, copiato dal M. nei Discorsi, II, 289.

Polidori Filippo Luigi. Di alcuni suoi giudizi sulla Commedia in prosa del M. e sulla Commedia in versi a lui attribuita, III, 167, 168, 169. Si combattono i suoi dubbi sull'autenticità del Dialogo sulla lingua del M., 182.

Politi Catarino, detrattore del M., 423.

Politica (Scienza). — Ved. Scrittori politici.

Poliziano Angelo. Brevi notizie della sua vita e delle sue opere, I, 172, 195 e seg. Sepolto in San Marco, 277. Traduttore di Erodiano, II, 586. Ricordate le sue ottave in confronto con quelle del M., III, 180.

Polo Reginaldo, cardinale, grande avversario del M.; come parli del suo libro del Principe, II, 421; e delle sue Opere in genere, 423.

Pontano Giovanni Gioviano, I, 77, 156. Della sua vita e delle opere, in specie delle poesie, 202 e seg. Brani e sunti di sue lettere, 244 e seg. Ricordato il suo libro De Principe, II, 245, e l'altro De Fortuna, 572. Ricordato dal M. nel Principe, 388.

Poppi (Vicario di). Lettera dei Procuratori delle mura di Firenze a lui, ricordata, III, 438.

Porcari Stefano, I, 304.

Porfirogenito. Suoi Excerpta d'autori greci, ricordati, II, 583 e seg.

Possente (di) Bastiano, detto Il Zinzi, III, 412.

Posserino, detrattore del M., II, 424.

Prato. Provvedimenti per difenderla dagli Spagnuoli condotti da Raimondo di Cardona, II, 172. Assediata e messa a sacco, ivi, 173, 174, 184, 548. Si vendono in Firenze le spoglie sanguinose di quei terrazzani, 182. Della congiura orditavi da Bernardo Nardi, relativamente alla narrazione fattane dal M., III, 280.

Procuratori delle mura di Firenze, III, 339. Lettere, patenti ecc., scritte dal M. loro cancelliere, 434 e seg.

Pucci Lorenzo, datario di Giulio II. Mandato dal Papa a invitare i Fiorentini alla lega contro i Francesi, II, 164. Creato cardinale (dei Santi Quattro), III, 5. Debito lasciato con esso da Leone X, 36.

Puglia (di) fra Francesco, I, 286.

Pulci Luigi e il suo Morgante maggiore, I, 223; II, 33, 34. Delle sue Lettere a Lorenzo il Magnifico, I, 217.

Pulci Raffaello, I, 558, 561.

Puliga (da) ser Francesco, I, 558.