V

Valdichiana. Vi va commissario Antonio Giacomini, I, 367. Interamente occupata dalle genti del Valentino, ivi.

Valentino (Duca). — Ved. Borgia Cesare. — Sposa Carlotta d'Albret, sorella del Re di Navarra, I, 269. Sue imprese in Romagna, 270, 271; e suo trionfale ingresso in Roma, 271. Fa uccidere il Duca di Bisceglie, 273. Uccide Pietro Caldes cameriere del Papa, 274. Prosegue le sue imprese in Romagna, 275. Fa uccidere Astorre Manfredi, ivi. Nominato duca di Romagna; e come allora si componeva e dovea allargarsi il suo stato, 276. Colloqui del M. col Cardinale di Rouen intorno a lui ed al Papa, 352, 353. Entra in Toscana e condotta da esso stipulata coi Fiorentini, 358 e seg. Della sua impresa contro Piombino, 360, 361. Passa nell'Elba; e chiamato dai Francesi alla guerra del napoletano, va a Roma, 361, 362. S'abbandona ad ogni eccesso nel saccheggio di Capua, 363. S'impadronisce di Piombino, ivi. Si accenna alle sue pratiche coi Pisani contro i Fiorentini, 366. Occupa Arezzo, ivi. S'impadronisce d'Urbino, 367. Quello che trattasse col M. e con Francesco Soderini oratori fiorentini, 368. Le sue genti lasciano Arezzo, 370. S'impadronisce di Camerino, 381. Titoli che assume, 382. Gli è vietato dalla Francia di avanzarsi contro Bologna e la Toscana, ivi. Congiura e lega dei suoi capitani contro di lui, 383. Manda parte dell'esercito contro di loro, 384; fazioni tra le due parti, 385. Riceve aiuti di Francia, 386. Cerca amicarsi i Fiorentini e chiede gli mandino un oratore, ivi. Gli è mandato il M., ivi e seg.; e suoi colloqui con esso, toccanti l'alleanza ch'egli desidera fare coi Fiorentini e sue contemporanee relazioni con Francia, 390 e seg., 397, 404, 410, 411, 412, 429, 432, 438, 444, 445, 450, 590. Tratta e stipula un accordo con gli Orsini e i loro collegati, 393, 394, 403. Torna signore d'Urbino, 403. Va a Forlì e lo segue il M., ivi. Gli aiuti venuti di Francia lo abbandonano, ma egli prosegue le sue imprese, 404. Entra in Sinigaglia, 406. Fa prigioni gli Orsini, Vitellozzo e Oliverotto da Fermo, ivi. Continua a instare presso il M. per fermare un'alleanza con Firenze, 407. Fa strangolare Vitellozzo e Oliverotto, ivi. S'impadronisce di Perugia, 408. Va contro Pandolfo Petrucci, 409; cui accorda un salvacondotto per uscire di Siena; poi lo fa inseguire per averlo morto o vivo, 411. Fa strangolare il Duca di Gravina e Paolo Orsini, 410. Va verso Roma, chiamatovi dal Papa durante quella impresa contro gli Orsini e gli altri ribelli, ec., ivi, 412, 413. Atrocità da lui commesse per via nel suo ritorno a Roma, 418. Entra in Roma, 419. Concetto che di lui si forma il M., ivi e seg. Apparecchi dei Fiorentini contro di lui, e concetto ch'essi ne hanno, 429 e seg., 595. Simulati dissensi tra lui ed il Papa, 433. Fa prendere e uccidere il Troches, 434 e seg., 600, 601. Per la guerra tra Francia e Spagna nel Reame non può continuare le sue imprese, 438. Si ammala, 439. Denari e gioie raccolte per lui in Vaticano, appena morto Alessandro VI, 440. È in fin di vita, 444. Mègliora e parte da Roma, ivi. Perde gran parte dello Stato, 445. Torna a Roma; cercato a morte dagli Orsini, si salva in Castel Sant'Angelo, ivi, 446. Con lui tratta il cardinale Giuliano della Rovere per la sua elezione al papato, 447. Come si governino i Fiorentini con lui dopo l'entrata d'Antonio degli Ordelaffi in Forlì, 449, 602, 603. Come debba spiegarsi che il M. parli con dispregio e indifferenza di lui dopo la sua caduta, 453, 459, 462. Gli si ribella Imola, 454. Sue minaccie contro i Fiorentini, ivi, 457. Si apparecchia ad andare a difendere i suoi possessi in Romagna contro i Veneziani, 455. Sua irresolutezza, 456. Gli è negato un salvacondotto dai Fiorentini, 456, 604. Parte per Ostia con le sue genti, 457. Preso per ordine del Papa, 458; e ricondotto a Roma, 460. Sono svaligiate le sue genti, ivi. Accenni a fatti successivi relativi ad esso, ivi, 461. Si presenta e scusa umilmente a Guidobaldo duca d'Urbino, 461, 462. Ricordato, 562 e seg.; e dal M. nel Decennale primo, 473; e nei suoi Discorsi, II, 326. Apparisce alla mente del M. come il tipo più definito del Principe, 364; e come questi ne ragioni in una sua lettera al Vettori, 369; e in quel libro, 380 e seg., 387, 390, 397, 596, 608 e seg., 618. Accenni alle qualità del suo governo in Romagna, 382; III, 377. Ricordato, III, 491. Delle notizie relative ad esso e agli altri Borgia nella Storia del Guicciardini, III, 495.

Valla Lorenzo, I, 76, 113, 115. Gli è affidata da Niccolò V la traduzione di Tucidide e di Erodoto, 125. Cenni della sua vita e delle sue opere, 127. È alla corte d'Alfonso I di Napoli, 154, 155, 156.

Vallombrosa (Generale di), III, 404.

Valori Bartolommeo. Si adopera a cacciare Pier Soderini e rimettere i Medici in Firenze, II, 176. Accompagna il Soderini a Siena, 177. Ricordato, 591.

Valori Niccolò. Sue lettere al M., I, 398, 570, 578, 579. Ambasciatore in Francia, 464, 606; è mandato presso di lui il M., 464 e seg. Suoi uffici a favore del M., 582, 590. Oratore al campo di Raimondo da Cardona e del Cardinale de' Medici, II, 550, 552. Compromesso nella congiura del Boscoli e del Capponi contro i Medici, II, 198; e imprigionato, ivi, 554, 555.

Vannucci Atto. Iscrizione da lui dettata per la villa del M., II, 362.

Varano (da) Giovan Maria, unico superstite della sua famiglia ricupera lo stato di Camerino, I, 385; poi n'è cacciato, III, 128.

Varano (da) Giulio Cesare. Fatto prigioniero dal Valentino, I, 381; e ucciso con la moglie e i figliuoli, 385.

Varano (da) Sigismondo. Occupa lo stato di Camerino, III, 128.

Varchi Benedetto. Non è punto benevolo al M., II, 422. Di una lettera del Busini a lui circa la morte del M., III, 366. Sua Storia citata, 486.

Vasto (Marchese del), III, 311, 465.

Vegio Scipione. Un suo lavoro col titolo Ephemerides è una delle fonti della Storia del Guicciardini, III, 491.

Venafro (da) Antonio, consigliere e segretario di Pandolfo Petrucci, I, 384, 487, e come tale lodato dal M. nel Principe, II, 402.

Venezia. Paragone tra la sua storia e quella di Firenze; e costituzione del suo governo aristocratico, I, 48. Signora de' mari si volge alle conquiste di terraferma, 50 e seg. Suo stato e condizioni sotto il dogato di Francesco Foscari, 53; dopo il quale comincia a decadere, 56. Sguardo alla sua storia fino alla lega di Cambray, ivi e seg. Paragone tra i suoi ambasciatori e i fiorentini, 240. Ricordata in una lettera al M., II, 532. Come ne parli il M. nei suoi Discorsi, 307. Ricordata nel Principe, 387, 600; nell'Asino d'Oro, III, 174. Vi si recita la Mandragola del M., 149. Ricordati i suoi scrittori nel Dialogo sulla lingua, 188. Vi va con una commissione il M., 328. Vi si recita la Mandragola del M., e i Menecmi di Plauto, 334.

Veneziani. Che cosa pensino della prossima venuta di Carlo VIII in Italia, I, 243. Entrano in una lega contro di lui, 256. Aiutano i Pisani ribellatisi, e loro fazioni di guerra contro i Fiorentini, 314 e seg. Si fa pace tra essi e i Fiorentini, 317. Loro pratiche per rimettere Pietro de' Medici in Firenze, 332, 548 e seg. Fanno lega con Luigi XII per la conquista del ducato di Milano, 336. Il papa cerca di cattivarsene l'amicizia, 413. Si accenna ai loro apparecchi di difesa contro al Turco, e per aiutare il Re di Francia nell'impresa di Milano, 541. Dopo la morte d'Alessandro VI, s'avanzano in Romagna, e loro progressi, 448, 452, 454, 457, 458, 603, 604. Che cosa facciano e pensino nelle prime imprese di Giulio II contro Perugia e Bologna, 496, 499; e voci che spargono intorno alla venuta dell'Imperatore in Italia, 631. Fanno alleanza con la Francia, II, 58, 59; da cui ricevono soccorsi nella passata dell'Imperatore in Italia, 60. Fatti d'arme tra le loro genti e quelle dell'Imperatore, 70. Fanno tregua con lui, 72. Ricordati, 502. Scomunicati dal Papa; e rotti ad Agnadello, 108. Loro umiliazione, 109, 110. Riprendono animo e riacquistano parte del loro territorio, 110 e seg. Una loro flotta viene disfatta, 123. Danno il comando del loro esercito a Gian Paolo Baglioni, 124. Assoluti dal Papa, si uniscono con lui contro la Francia, ivi. Entrano in lega col Papa contro la Francia, 151, 530; e delle loro mosse, 533, 534. Ricordati dal M. nel Principe, 381, 400, 600, 617, 618. Loro lega col Re di Francia, ricordata, III, 8; e rinnovazione di essa, 11. È loro ceduta Verona dall'Imperatore, 15. Ricordati dal M. nell'Arte della guerra, 92, 117; e nelle Storie, 219. Non si curano della oltrapotenza di Carlo V in Italia, 300. Proposte fatte loro da Luisa di Savoia reggente in Francia contro gl'Imperiali in Italia, 301; che cosa rispondano, 303. Entrano in una lega con Francesco I contro Carlo V, 341; e il Duca d'Urbino è loro capitano, 342 e seg. Desiderano, come sembra, l'umiliazione di Clemente VII, 351. Ricordati in lettere di Roberto Acciaiuoli oratore in Francia, 445 e seg. passim.

Venturi Luigi, I, 582.

Venturi Piero, III, 400.

Vergilio Polidoro. Suo libro De Prodigiis, ricordato, II, 458.

Vernaccia Giovanni, nipote del M. Della sua corrispondenza epistolare con lo zio, II, 199; III, 39, 41 e seg.; e testo d'alcune loro lettere, 392 e seg., 398 e seg. Ricordato, 389.

Verona. Descrizione fattane dal M. in una sua lettera, ricordata, II, 116. Difesa dall'imperatore Massimiliano contro Francesco I, III, 14; e da lui ceduta ai Veneziani, 15.

Verrucola. I Dieci raccomandano ai loro Commissari in campo contro Pisa di espugnarla, I, 600.

Vespucci Agostino, uno dei coadiutori del M. nella Cancelleria dei Dieci, I, 342. Dà alle stampe il Decennale primo del M., 475. Vuol entrare al servizio dei Nove della Milizia, 515. Sue lettere al M., 557 e seg., 571. Ricordato, 607. Brano d'altra sua lettera al M., II, 105.

Vespucci ser Antonio, I, 584; II, 554.

Vespucci Guidantonio, capo di un partito per la riforma del governo dopo la cacciata di Piero de' Medici, I, 279.

Vespucci Piero, commissario fiorentino nel campo contro Pisa, I, 345.

Vettori Francesco, Oratore all'imperatore Massimiliano, II, 61 e seg. Suo Viaggio in Alemagna, citato, 80. Sua lettera al M., 529. Inviato ai Cardinali scismatici che si recavano al Concilio di Pisa, 153. Raccoglie e arringa il Consiglio per far deporre il gonfaloniere Soderini, 176; poi lo accompagna a Siena, 177. Suo giudizio sul governo di lui, ivi; e sul governo de' Medici tornati in Firenze, 183. Persecuzioni che soffre, ivi. Gli scrive il M., 199. Oratore a Roma, 206. Sua corrispondenza epistolare col M., II, 213 e seg., 557 e seg.; III, 414. Giudizio erroneo di Enrico Leo intorno ad esso, 212, 463. Sue qualità, e vita che fa in Roma, 213 e seg., 557 e seg. Cerca di guadagnare il favore de' Medici per sè e per gli amici tra cui il M., 213. Invita e pressa il M. a recarsi a Roma, 216 e seg. Scrive a Firenze in raccomandazione del M. sovraccaricato d'imposte, 219. Per giovare al M. fa vedere al Papa alcune sue lettere, ma senza pro, 232. Altri brani ed estratti di lettere del M. a lui, 369 e seg. Il M. gli chiede consiglio intorno al dedicare a Giuliano de' Medici il suo Principe, 375; e com'egli si comporti su tal proposito, ivi, 562. Gli piace il Principe «oltre a modo,» 375, 416, 567. Suoi giudizi su Leone X nel Sommario della Storia d'Italia, III, 1, 2, 4, 10. Ambasciatore in Francia, 22, 25. Altre sue notizie e giudizi su Leone X, 22, 25, 28, 29. Suo giudizio sul Borbone, 309. Va a San Leo e a Montefeltro a pigliarne il possesso per la Repubblica. 411. Consiglio da lui dato a Clemente VII circa il governo di Firenze, 297. Sconsiglia il M. dal recarsi a Roma per presentare al papa le Storie; e sua relativa lettera, 323, 324, 428. Ricordato, 430. Lettera di Lodovico Canossa a lui, relativa al M., 329, 431. Ricordato, 433. Sunto di altre sue lettere al M., 344; e di lettere del M. a lui, 355. Altre citazioni del suo Sommario, 485, 486, 495.

Vettori Paolo. S'adopra a cacciare Pier Soderini e a rimettere i Medici in Firenze, II, 176, 183. Ambasciatore ai Medici in Prato, 177, 549, 551. In casa sua si riduce in salvo Pier Soderini, 549. Fa sedere Raimondo da Cardona in Consiglio nel luogo del Gonfaloniere, 181. È voce che debba andare governatore di uno Stato per Giuliano dei Medici, 369, 371. Ricordato, 572; III, 420.

Vico, nel Pisano, viene in mano dei Fiorentini, I, 599.

Vico Giovambattista, II, 288, 333.

Villani Giovanni. Come si valga della sua Cronica il M. nelle Storie, III, 230 e seg.

Visconti. Paragone tra essi e gli Sforza, I, 30, 34. Ricordati, II, 329; III, 218, 219.

Visconti Bernabò, I, 27.

Visconti Bianca, I, 29.

Visconti Carlo, I, 35.

Visconti Filippo Maria, I, 29, 54, 148; III, 219. Notizie di lui nelle Storie e a proposito delle Storie del M., 257, 268, 269.

Visconti Giovan Galeazzo, I, 27; III, 219, 254.

Visconti Giovan Maria, I, 29.

Vitelli famiglia, I, 478, 616; II, 609.

Vitelli Paolo. Sua elezione in capitano generale dell'esercito fiorentino contro Pisa, I, 309, 315. Primi sospetti destatisi nei Fiorentini sulla sua fede, 316. Ottiene un aumento di paga, 318. Occupa Cascina, 327. Lettere dei Dieci di balìa ad esso, 542; e ai Commissari fiorentini presso di lui, 543, 546. Stando sotto Pisa fa ritirare le sue genti; e crescono nei Fiorentini i sospetti contro di lui, 328. Altre voci a suo carico, 330. Della sua cattura e decapitazione, e della sua vera o presunta reità, 331 e seg., 551 e seg. Sua lettera a Cerbone Cerboni per avvisarlo della sua cattura, 547. Pratiche dei Veneziani con lui per rimettere Piero de' Medici in Firenze, 332, 548 e seg.

Vitelli Vitello. Viene in Firenze, III, 437; e si trova coi Procuratori delle mura per conto delle fortificazioni, 439 e seg.

Vitelli Vitellozzo. È al soldo de' Fiorentini, I, 315, 328. Si cerca di imprigionarlo, ma egli fugge, 331. Occupa Arezzo per il Valentino, 366, 368. Viene a patti coll'Imbault capitano francese spedito in aiuto dei Fiorentini, 370, 567. Entra in una lega contro il Valentino, 384. Il Valentino sparla di lui col M., 392, 403. Entra nell'accordo fatto dagli altri collegati col Valentino, ivi. Entra in Sinigaglia, 406. Imprigionato e fatto strangolare dal Valentino, ivi, 407. Ricordato, 562, 567.

Vittore Vitense. Traduzione di un brano della sua Historia, ec. fatta dal M. ricordata, I, 299: testo di essa traduzione, 527.

Volgare italiano. Scaduto per opera degli eruditi, ricominciato a usare e coltivare coi platonici, I, 183, 184.