II.

Sa ognuno di tutti noi come il monte Baradello chiuda il varco al Milanese, e non sia vero che girando intorno ad esso si ritrovi la strada che passa a Chiasso, primo villaggio della Svizzera italiana: parrà strano nondimeno che a falsamente indicarlo fossero appunto due scrittori di Como, e di quel valore che nessuno loro ricusa, come sono Paolo Giovio, lo storico, o storicone, come chi il voglia coll’Aretino corbellare[1], e Gastone Rezzonico prosatore e poeta non degli ultimi. Scrisse il primo, parlando del Baradello: in edito jugo saxosae viae, quae tendit ad Helvetios; cantò il secondo:

minacciar dal giogo

Lo svizzero pedon che incerto move

Per l’aspro calle i faticosi passi.

Di molto e molto si perdona al poeta, disse Orazio; è vero: ma forse non si è disposti ad accordargli la favolosa possa di Atlante di prendersi sulle spalle poderose un monte per piantarlo, come gli garba, fuor del posto che gli ha assegnato madre natura.

Perchè si chiami Baradello, io potrei dirtene più d’una, chè nulla è più agevole che immaginare origini, etimologie: mi basterà invece di accennare, come coloro che ne’ varî nomi di radice greca che si trovano lungo il lago ne’ paesi — Lemna, Dorio, Nesso, Corenno, Colono, ecc. — presumono argomentare essere qui state colonie greche, vogliano il nome di Baradello derivare dalle voci baris deile (βαρυς δειλη) ossia torre della bass’ora o d’occidente, perchè dietro quelle giogaie tramonti il sole; e chi invece dal celtico Barrdell, che significa monte piccolo; e infatti è nome pur dato all’altro monte Barr presso Lecco, tra Malgrate e Oggiono — Baro —, che Plinio, copiando Catone autore antico, non saprei con qual giudizio, pretende avesse sul suo culmine una città denominata Barra, donde ne sarebbero venuti i Bergamaschi e il nome della Brianza.

Pei geologi può interessare per contrario il sapere come il colle Baradello si costituisca di pietra arenaria, non altrimenti che sono dell’egual roccia altre colline della provincia, e, stando agli Atti della società patriotica di Milano (Vol. III), se ne sarebbe nel passato tratto allume e giallamina.