SCENA II.
Valeria
(dalla destra, ansiosa, tremebonda, ma cercando di sembrare disinvolta) Lei ha chiesto di me?
Laurina
(squadrandola da capo a piedi) Se è la signora Valeria Arletti, ho chiesto precisamente di lei.
Valeria
Sono appunto la signora Valeria Arletti. Ma io, con chi ho l'onore di parlare?
Laurina
Lo ignora?
Valeria
(con puerile dissimulazione) Lo ignoro.
Laurina
Quel barilotto del suo domestico non le ha annunziato Laurina Corbari?
Valeria
Sì, ma... è un nome che mi riesce nuovo.
Laurina
Nuovo nuovo nuovo?
Valeria
Nuovo nuovo nuovo.
Laurina
Sicchè, lei non sa nemmeno vagamente chi sono?
Valeria
Come vuole che lo sappia?...
Laurina
Allora glielo dirò io stessa.
Valeria
(perdendosi d'animo, ma ostentando, viceversa, una vivace presenza di spirito) Ne avrò molto piacere.
Laurina
Grazie. (Un breve silenzio.) Mi fa il favore d'invitarmi a sedere?
Valeria
Prego, prego.... S'accomodi pure....
Laurina
(sedendo) E perchè non siede anche lei?... Tanto, glielo avverto, non me ne vado sùbito. Dobbiamo un po' discorrere. Segga.
Valeria
(impallidendo) Ma sì.... Volentieri.... (Siede, a una certa distanza, di fronte a Laurina.)
(Ancora un silenzio.)
Laurina
Dunque, io sono, anzitutto, una cocotte.
Valeria
Oh!
Laurina
Si scandalizza?
Valeria
No. Trovo strano che lei si dia, da sè, della cocotte.
Laurina
A scanso d'equivoci e di malintesi, io non intendo mica d'offendermi chiamandomi così. Non ci mancherebbe altro! Io mi voglio tanto bene! Come mi potrebbe saltare in mente di perdermi di rispetto? E poi, lei, credo, fa confusione. Io non ho detto d'essere una cocotte disonesta. E non l'ho detto, perchè non lo penso. So di essere una cocotte onestissima, io! Non ho mai ingannato, non ho mai mentito, non ho mai fatto vedere lucciole per lanterne, non ho mai rovinato nessuno, non ho mai tolto un marito a una moglie, non ho mai tolto a un'amica o a una nemica nemmeno un gatto, nemmeno un pappagallo.... Oh, dica francamente: non le par giusto che io mi vanti del mio stato di servizio?
Valeria
Ma, scusi, la ragione della sua visita qual'è? Non si sarà scomodata a venire da me solamente per darmi notizie della sua onestà.
Laurina
Ha mostrato tanto desiderio di sapere chi sono!
Valeria
Adesso, l'ho saputo. Passiamo oltre.
Laurina
No, no. Abbia pazienza: non l'ha saputo che in parte. C'è dell'altro. Non desidera saperlo?
Valeria
L'ascolto. Purchè non si dilunghi troppo.
Laurina
Mi sbrigo in due parole. Ma non se le lasci sfuggire dall'orecchio. «Io sono... l'amante di Riccardo Negri». Le giunge, forse, nuovo nuovo nuovo il nome di Riccardo Negri come le è giunto il mio?
Valeria
(rodendosi) No... Riccardo Negri è un buon amico di mio marito.... Una persona un po' frivola, ma affettuosa, gentile, garbatissima.... Tutto sommato, un uomo eccellente....
Laurina
Lo trova eccellente?
Valeria
Certo. Non ho che a congratularmi con lei.
Laurina
Ed io con lei. Perchè anche lei è la sua amante.
Valeria
(con un soprassalto) Ma che cosa si permette di dire!?
Laurina
La verità. Siamo tutte e due l'amante di quell'uomo eccellente. La sola differenza è questa: io da tre anni, lei da una settimana.
Valeria
(scattando in piedi con uno sforzo di fierezza) Io non voglio tollerare un minuto di più la sua audacia....
Laurina
(restando seduta) Mi mette alla porta? Padronissima. Badi, però, che se mi mette alla porta, io ritornerò per la finestra. E sarà un brutto ritorno! Parlerò con suo marito invece che con lei. Era la mia prima idea quella di parlare con suo marito. Poi mi sono detto: «Se il dottore me l'ammazza, io avrò l'incomodo del rimorso. Meglio cercare di sbarazzarmene con le buone. Meglio persuaderla, direttamente, che.... non deve rompermi le tasche. Farla ammazzare, perchè? Cent'anni di vita in ottima salute e anche cento amori in barba al dottore Arletti, purchè non dia fastidio a me.» Questo, veda, mi son detto. Ma se lei preferisce il patatrac con l'analogo ammazzamento, pazienza! Io mi lascio mettere sùbito alla porta, dolentissima soltanto di pensare (levandosi con un sospiro compassionevole)... che forse non ci vedremo mai più!
Valeria
(profondamente costernata e con la voce convulsa) Io non sono, io non sono l'amante di Riccardo Negri; ma se pure lo fossi, con quale diritto verrebbe lei a lamentarsene e a impedirmelo? Lei ha confessato di appartenere a una categoria di donne che non possono pretendere di accaparrare un uomo per tutta la vita e d'imporgli una catena come una moglie!
Laurina
(tornando a sedere con pacatezza) Risegga anche lei. Risegga. Ha sfoderato un bell'argomento. Bisogna per forza che sfoderi un po' io gli argomenti miei. Si segga senza preoccupazioni. Non le dirò delle insolenze, neanche se la sua faccina, così carina, ma così irritante, me le chiederà.
Valeria
(non osa ribellarsi e si rassegna a risedere, ingoiando la bile.)
Laurina
Io appartengo a quella categoria di donne, che, avendone fatte di tutti i colori, non possono pretendere... eccetera, eccetera, eccetera. Quindi, lei mi domanda: — «Con quale diritto... eccetera, eccetera, eccetera?». Risposta: — «Senza nessun diritto!». Eh?... Cosa ha da osservare?... «Senza nessun diritto!». Ma Riccardo Negri mi piace da tre anni, gli voglio bene da due anni e mezzo, gli sono fedele da due anni e tre mesi. Oltre di che, Riccardo Negri è ricco. Conclusione: non mi conviene di perderlo, e sono qui, senza nessun diritto, per farle sapere che non me lo lascerò prendere da lei. D'altronde, se noialtre non cominciamo a cavar fuori le armi corte, siamo spacciate. Le signore ci fanno, oramai, una concorrenza spietata. S'intende: esse contano non pochi vantaggi su noi. Soddisfano, per esempio, più di noi l'amor proprio degli uomini — che è, in sostanza, il solo amore di cui essi siano suscettibili —, e hanno poi il monopolio di tutti quei pregi che gli uomini scoprono solamente nella donna degli altri. L'unica debolezza delle signore è la paura terribile dello scandalo e della tragedia. Ebbene, visto che il suo contegno, cara signora, non mi fa sperare un accomodamento amichevole, io profitto appunto della sua tremarella e ricorro alle minacce.
Valeria
Un ricatto!
Laurina
E sì. Un bel ricattino da brigante di strada maestra: «O Riccardo, o la vita!»
Valeria
(affaticandosi in un'energia effimera) Ma lei s'inganna se crede che io tremi. Delle sue minacce non mi curo. No! No! Non me ne curo!... La sua denunzia troverà in mio marito....
Laurina
Un imbecille?...
Valeria
... un uomo che mi è devoto e che ripone in me una fiducia incrollabile!... (Levandosi, di nuovo, con un ultimo tentativo di fierezza) Lei, si regoli come vuole. Io non ho più nulla da dirle. (Le passa dall'altro lato dandole le spalle.)
Laurina
(senza smuoversi) No, sa: non sono ancora disposta ad andarmene. E senta a me: non abbia fretta di mandarmi via. (In tono affettuoso) Glielo consiglio nel suo interesse. (Prende la sedia dov'era seduta Valeria e gliel'avvicina, col fare d'una padrona di casa.) Risegga. Risegga. Ma, caspiterina!, non capisce che non sono tanto grulla da presumere che una semplice denunzia mia farebbe crollare la fiducia che suo marito ripone in lei? Non le balena il dubbio che la mia denunzia possa essere accompagnata... da qualche documento, dovuto alla sua imprudenza di novizia?
Valeria
(si piega nelle ginocchia e risiede avvilita.)
Laurina
Eh, cara signora, questi uomini abituati con noialtre sono sciatti, smemorati, leggeri, e non danno alcuna importanza a una lettera d'amore. (Mettendosele, seduta, proprio accanto, confidenzialmente) Sono capacissimi di dimenticarla in fondo a una saccoccia come un programmino di café-concert o come un fazzoletto.
Valeria
(cerca di scostarsi un po'.)
Laurina
(accostandosele sempre più a ogni parola) Ed ecco che quel pezzo di carta, che dovrebb'essere per loro una reliquia, può capitare nelle mani di chiunque abbia l'occasione... di vederli dormire saporitamente e la consuetudine di perquisire i loro abiti mentre essi dormono. Povera signora Valeria!... Quanta ingenuità in quella firma gettata come un sospiro in coda a una lettera... così compromettente!
Valeria
(dibattendosi fra la stizza, il timore crescente e la pertinace speranza di poter fare a meno di arrendersi) Non è vero! Non è vero! Il signor Negri non poteva possedere nessuna lettera mia. Egli stesso ha certamente protestato....
Laurina
Ma no! Non ha protestato, quell'angelo, perchè non ha avuto nessun sentore della mia perquisizione. Le pare che avrei commessa la bestialità di rivelargli il mio giochetto? Stamane ci siamo salutati come due sposini. Io graziosissima con lui, lui graziosissimo con me nella sua solita serenità angelica, e scommetterei che, mentre io e lei siamo sul punto di afferrarci per i capelli, quell'angelo sta a fare ungere i capelli suoi dal fido coiffeur per trovarsi qui tutto lucido e pronto... alle ore quindici. (Mutando tono) Dio la benedica! Lei dà degli appuntamenti amorosi sotto il tetto coniugale! E li dà, per giunta, in iscritto, con tanto di firma! Ha un bel coraggio, parola d'onore!
Valeria
Menzogne! Infamie! Calunnie!... Questa lettera non esiste!...
Laurina
Avrò il piacere di ricordargliela dalla prima all'ultima parola. L'ho imparata a mente, sa, ed è stato un bello sforzo di memoria, perchè è abbondante l'epistola. (Ripetendo la lettera e assaporandone alcune frasi:) «Riccardo mio, da una settimana io tradisco mio marito. Comprendi tu di quale peccato io mi macchio per te?» (A lei:) Smacchieremo, smacchieremo.... (Poi, continua:) «Considera, o Riccardo, che i due pensieri culminanti di quest'uomo impareggiabile, che è una gloria della chirurgia italiana, sono il suo ospedale e sua moglie!» (A lei:) Evviva l'allegria!... (Poi, continua:) «Eppure io ti perdonerò d'avermelo fatto tradire se tu lascerai veramente, come mi hai promesso, quella (indicando sè stessa) donnaccia. Io ti sacrifico mio marito, tu puoi ben sacrificarmi una persona che vale tanto meno di lui.» (A Valeria, sùbito:) Come chirurgo, ha ragione lei; valgo un po' meno. (Continua:) «Ti aspetto a casa alle quindici precise di domani.» (A Valeria:) Sarebbe alle quindici di oggi, cioè (Guarda il suo orologetto) fra mezz'ora. (Continua:) «Egli non ci sarà, perchè alle quindici deve tagliare una gamba. Ma, per qualunque evento, farai chiedere dal portinaio se ricevo. Caso mai ti si risponda che non ricevo, ciò significherà che non saremmo liberi. Sii sempre guardingo, Riccardo mio, perchè Lui, per un semplice sospetto, ammazzerebbe la tua... Valeria.» Dunque, sull'ammazzamento ci posso contare. (Breve pausa.) Vuole promettermi che da oggi innanzi lei non avrà più niente di comune con Riccardo Negri?
Valeria
(scattando in piedi con un impeto inconsiderato) No! No! No! No!...