SCENA II.

I DISCEPOLI. Poi GIULIA, indi RAIMONDO.

(Alcuni discepoli restano attoniti, sbigottiti, costernati. Altri, agitandosi un po', vanno verso Luciano, interrogandolo e redarguendolo con voce severa e sommessa.)

Roberto

Ma perchè, ma perchè, Luciano?!...

Almerico

È inconcepibile!

Ernesto

Io non mi ci raccapezzo! Io non ti riconosco!

Roberto

Da quale fisima, da quale ossessione ti sei lasciato pigliare?

Manlio

(intervenendo energicamente) Signori miei, non è questo il momento e non è questo il luogo per scalmanarsi intorno a ciò che riguarda Luciano!

Roberto

Ma noi abbiamo il dovere....

Manlio

(spezzandogli la parola) Il nostro primo dovere è di non rimanere qui un minuto di più!

Giulia

(entra dalla sinistra.)

(Tutti tacciono rispettosamente, chinando un po' il capo in un accenno di ossequio.)

Luciano

(cerca di non guardarla e di non mostrarsi.)

Giulia

(ansiosa) Dov'è Raimondo?

Manlio

Ci ha congedati, signora, e si è ritirato nel suo studio.

Giulia

Si è sentito male?

Manlio

No....

Giulia

Mi sono impensierita perchè mi è parso di udire ch'egli parlasse molto concitatamente....

Manlio

Difatti, sì,... ma è stata una concitazione passeggera.

Giulia

(inquieta, si affretta a raggiungere Raimondo nello studio.)

(Com'ella sparisce, si ode la voce di lui, scattante ed acre.)

La voce di Raimondo

Perchè sei uscita dalla tua stanza? (Breve pausa) No! Resta qua, ora!

Paolo

(cautamente, ai compagni) Andiamo, andiamo! Ha ragione Manlio: non un minuto di più! (Si avvia.)

(Gli altri lo seguono. Prendono i loro cappelli sparsi in questa camera e nel salottino contiguo, e, silenziosi, oppressi, annichiliti, qualcuno scrollando il capo, qualche altro con gli occhi velati di lagrime, chi un po' in fretta, chi lentamente, escono.)

Luciano

(intanto, trattiene Manlio per un braccio e gli parla all'orecchio, cupamente, urgentemente) Io temo che egli sospetti!

Manlio

La verità non può sospettarla.

Luciano

Fra me e lui c'è un magnetismo irresistibile che scambievolmente ci rivela.

Manlio

Ma che magnetismo! Il tuo stato morboso doveva per forza impressionarlo.

Luciano

Te l'avevo detto che non lo avrei potuto affrontare!

Manlio

Visto che il caso non si replicherà, non pensiamoci più.

Luciano

E se poi vorrà chiedermi altre spiegazioni?

Manlio

Ma tu mi hai promesso di partire....

Luciano

Sì, sì, partire! fuggire! È necessario!

(Si avviano, seguendo i loro compagni.)

Raimondo

(entrando di botto e vedendoli sul punto di varcare la soglia, chiama:) Luciano!

(Luciano e Manlio con un soprassalto si voltano.)

Raimondo

Sono contento, Luciano, di trovarti ancora qui. Venivo appunto con questa speranza.

Manlio

(si sofferma con l'animo sospeso.)

Raimondo

(a Manlio:) Ti preme molto che egli non resti da solo a solo con me?

Manlio

Credevo che....

Raimondo

Fammi il favore, Manlio: va via.

Manlio

(trepidante, guardando Luciano con la coda dell'occhio, esce dal fondo,)