SCENA II.

SILVIO e RICCIARDI, e ancora il Servo.

Ricciardi

(vivamente sorpreso e turbato) Oh! Tu!

Silvio

Che è? T'ho fatto paura?

Ricciardi

Ma che! Tutt'altro!... Mi hai fatto un piacere, un vero piacere. Come va da queste parti?

Silvio

Ti dirò.... Facevo una passeggiata al sole.... Trovandomi dinanzi al tuo giardino, mi son lasciato tentare dal cancello aperto e mi son detto: bah! andiamo a vedere cosa fa quel caro Gino.

Ricciardi

Bellissima idea!

Silvio

T'incomodo forse a quest'ora?

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Ricciardi

Incomodarmi a quest'ora? Tu incomodare me?... Oibò! Sei pazzo?

Silvio

(tra sè:) Scandagliamo il terreno. (A Ricciardi, cavando di tasca l'orologio:) Sono le due meno venticinque.

Ricciardi

(cavando fuori anche lui l'orologio) Già... le due meno... venticinque.

Silvio

Anzi... vedi... le due meno venti.

Ricciardi

Sei sicuro che il tuo orologio non avanzi?

Silvio

Sicurissimo.

Ricciardi

(aggiustando il suo) Perbacco!

Silvio

Scusa, perchè poi perbacco?

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Ricciardi

«Perbacco»? Ho detto: «perbacco»? Ah... perbacco, siedi... che diavolo! Fuma una sigaretta.... Non fare complimenti. Piglia, piglia una di queste egiziane. (Gli porge una scatola di sigarette.)

Silvio

Egiziane? (Ne prende una.)

Ricciardi

Egiziane.

Silvio

E... non devi uscire?

Ricciardi

(dandogli da accendere) Sì... sì... infatti, devo uscire.

Silvio

Oh! allora non seggo. Usciremo insieme.

Ricciardi

Bravo! Usciremo insieme. (Chiama nervosamente:) Lorenzo!... Lorenzo! (Lorenzo comparisce.) Il cappello, i guanti, il bastone. Presto!

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Lorenzo

Come! Vostra eccellenza esce?

Ricciardi

Esco, esco.... Meno osservazioni!

(Lorenzo, via.)

Silvio

Grazioso il tuo nuovo quartierino!

Ricciardi

Non ci eri mai stato?... Non c'è male.... Per un garçon, capirai....

Silvio

(andando attorno e cacciando lo sguardo indagatore nelle stanze attigue) È un ambiente che mi piace molto!

Ricciardi

(pianissimo a Lorenzo, che è tornato, e prendendo dalle mani di lui il cappello, i guanti, il bastone:) Mettiti dinanzi al cancello... e se arriva la signora che aspetto, dille... dille.... Ma che cosa bisogna dirle?!...

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Silvio

(proseguendo l'ispezione) Libri, oggetti d'arte, un arem... in fotografie! Mi piace, mi piace.... Verrò a trovarti spesso....

Ricciardi

Me lo prometti?

Silvio

Certo! Te lo prometto.

Ricciardi

(a Lorenzo, alzando la voce, irritato:) E tu, che fai lì impalato?

Lorenzo

Aspettavo....

Ricciardi

D'andare all'inferno?

Lorenzo

Eccellenza sì.

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Ricciardi

E bada che non sono in casa per nessuno! Hai capito bene tutto?

(Lorenzo se ne va per l'uscio del giardino.)

Silvio

Dunque, non esci?

Ricciardi

Oh bella!... Se ho detto al servo che non sono in casa per nessuno significa che esco.

Silvio

Il più delle volte quando non si è in casa per nessuno, si è in casa per sè stessi. Ma giacchè esci davvero, andiamo.

Ricciardi

Andiamo.... (Indugia, cava di tasca l'orologio e lo guarda, mostrando, suo malgrado, d'essere inquieto.)

Silvio

(osservando ogni moto di lui, simultaneamente cava fuori anche lui di nuovo l'orologio)... meno quindici.

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Ricciardi

(risoluto) Tutto sommato, io non esco.

Silvio

Se te l'avevo detto!

Ricciardi

Gli è che ero in dubbio, ecco.

Silvio

Gino, io mi accorgo d'essere capitato in un cattivo momento.

Ricciardi

Cosa ti salta in mente, adesso?

Silvio

È così! È così! O hai da uscir solo, o aspetti qualcuno.

Ricciardi

Ma ti pare! E poi con te non farei cerimonie....

Silvio

Non ci mancherebbe altro! E giacchè tu mi garantisci ch'io non sono di troppo,... facciamo quattro [pg!122] chiacchiere. (Si stende sopra un canapè.) Dammi un'altra egiziana.

Ricciardi

Prendi. (Passando di dietro a Silvio, con la scatola di sigarette in mano, ha un moto di rabbia, e, non visto, accenna di battergli la scatola sulla testa.)

Silvio

Buone le egiziane, ma si smorzano facilmente. (Piglia un'altra sigaretta.)

Ricciardi

(gli dà da accendere) Facilissimamente!

(Un silenzio.)

Silvio

Oh, benone!... (Pausa.) Povero Ridolfi! Sai quel che gli è capitato?

Ricciardi

Lo so.

Silvio

Che te ne pare?

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Ricciardi

Cioè... non lo so. Perdona.... Ero distratto: non so nulla.

Silvio

Te lo racconto io. È tutto un romanzo.

Ricciardi

(irrequieto, agitato, andando su e giù) Ah?

Silvio

Un lungo romanzo.

Ricciardi

Lungo? Meglio!

Silvio

Avrai sentito parlare qualche volta d'una certa viscontessa d'Aribert...: quella che stette a Napoli una ventina d'anni fa e che all'improvviso se n'andò... non si è mai saputo dove.... La sua casa era una specie di lanterna magica.... Già, le case delle viscontesse sono sempre così! Allora io ero un ragazzetto, come te. Pure, ricordo tutti gli aneddoti piccanti che venivano fuori sul conto di lei....

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Ricciardi

(nervosissimo, alla chetichella, guarda il suo orologio.)

Silvio

(se ne avvede e guarda il suo)... meno dieci. Mio nonno faceva una gran collezione di quegli aneddoti.... E li smaltiva poi con quel suo accento insinuante, bonario.... Ah, che delizioso raccontatore! Che raccontatore efficace!... Per esempio....

Ricciardi

Ma, dico, non mi parlavi di Ridolfi?

Silvio

Ci vengo, ci vengo. Ridolfi frequentava appunto il salone della viscontessa... e non soltanto il salone.... Te ne meravigli?.... Perchè?... Era troppo giovane? Ma ti prego di considerare che oramai Ridolfi ha cinquant'anni suonati.... Dici di no? (Pausa.) Dici di no?

Ricciardi

(che non lo ha ascoltato) Cosa?

Silvio

Secondo te, non ha cinquant'anni?

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Ricciardi

(prendendo un'improvvisa risoluzione, tra sè:) Coraggio! (A Silvio) Sì, ce ne ha cinquanta, ce ne ha settanta, ce ne ha cento, ma io, Silvio, ti confesso che aspetto qualcuno, e tu... te ne devi andare!

Silvio

(colpito, contenendosi, si alza) Ah, perdio! Avevo indovinato!

Ricciardi

Ed ora ti dico anche la causa del mio imbarazzo.... Io avevo un appuntamento alle due... con... la tua signora... allo skating..., e non mi ci posso recare.

Silvio

(battendosi la fronte con subitanea contentezza) Ah! Ora capisco! Alle due?!

Ricciardi

Sì.... Che capisci?

Silvio

Niente.... Lei mi aveva accennato.... Ma perchè non dirmelo prima?

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Ricciardi

Mi sembrava strano di rivelare proprio a te la scortesia che io stavo per commettere a tua moglie.... Le avevo promesso di darle oggi la prima lezione di pattinaggio, con la speranza....

Silvio

(ridendo)... di farla cadere....

Ricciardi

Forse; e invece....

Silvio

Non preoccuparti....

Ricciardi

Senti, senti, Silvio mio: aiutami un po': corri allo skating: la troverai già lì, e, che so!, inventa tu, col tuo spirito, qualche cosa per farmi perdonare. Ma subito, perchè già sono le due....

(Insieme, guardano l'orologio.)

Silvio

... meno cinque. Non darti pena.... Vado io, vado io....

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Ricciardi

Ti raccomando.... Ed ora che esci, prendi la via a destra... scendi per la scalinata che fiancheggia il West-End-Hôtel.... (Accompagnandolo alla porta) È una scorciatoia.... Arriverai in un lampo....

Silvio

Non dubitare.... Corro.... Volo.... Lascia fare a me.... Buona fortuna, cattivo soggetto! (Esce correndo.)[3]

Ricciardi

(sulla soglia) Mi affido alla tua fantasia.... E grazie, sai! (Tra sè, trepidando:) Dio voglia che non s'incontrino dinanzi al cancello!... (Presso la finestra, ansiosamente, segue Silvio con lo sguardo.) Se ne va.... Se ne va.... (Pausa. Indi, parla dalla finestra:) Lorenzo,... vieni qui:... accòstati. Il conte Sangiorgi è uscito dal giardino?

Lorenzo

(da fuori) Eccellenza sì.

Ricciardi

Da che parte è andato?

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Lorenzo

Ha voltato a destra ed è sceso a rotta di collo per lo scalone.

Ricciardi

È venuto qualcuno, intanto?

Lorenzo

Eccellenza, no.

Ricciardi

Ah! Respiro!... (A Lorenzo, sempre dalla finestra:) Adesso, a te. Ricòrdati tutte le mie disposizioni. Attento, eh? (Tra sè:) Non mi par vero! (Passeggia per la stanza, fantasticando e febbrilmente aspettando. Siede. Si alza. Va alla porta. Va alla finestra. Guarda. Torna a sedere, inquietissimo. Torna ad alzarsi. Ad un tratto, scorge Clara, e, al colmo dell'emozione, esclama:) Ah, ci siamo! (Corre in giardino.)