SCENA IV.
SILVIO, CLARA, RICCIARDI.
Ricciardi
Oh!...
Silvio
Destinàti ad incontrarci sempre sul peggio passo: quello dell'uscio.
Ricciardi
(un po' imbarazzato) Già di ritorno?
Silvio
(ingoiando un po' di rabbia e fingendo di celiare) Sai, per istrada, mi sono accorto che decisamente la Gioconda... non mi piace. [pg!98]
Ricciardi
Va là, che avrai trovato il teatro chiuso.
Silvio
Eh eh!... Come hai fatto a indovinare?
Ricciardi
Anche l'altra sera dapprima si mutò cartello, e poi si tolse completamente.
Clara
Bisognerebbe protestare.
Silvio
(alquanto acre) Sì, bisognerebbe protestare...; ma per questa volta... non protesteremo.
Ricciardi
Ci vediamo al club?
Silvio
Per ora, rimango in casa: ho un po' d'emicrania.... E te ne vai così presto?
Ricciardi
Un momento fa tua moglie mi ha messo alla porta.
[pg!99]
Clara
Non è vero. Si è messo alla porta da sè.
Silvio
(a Ricciardi, con esagerazione) Ma resta, resta ancora un poco.
Ricciardi
No, Silvio, me ne vado....
Silvio
Te ne prego. Anche Clara te ne prega.
Clara
Io, no.
Silvio
(sinceramente sorpreso) Oh!
Clara
Per una ragione che non posso dire, io stasera... non debbo più parlare con lui.
Silvio
Ah? Tu non devi? (Guarda tutti e due più acutamente che egli non voglia mostrare. Pausa. — A Ricciardi:) Lei... non deve?
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Ricciardi
(mal celando l'imbarazzo).... Lei non deve.
Silvio
Be'!... allora, vattene.
(Un lunghissimo silenzio fastidioso, in cui pare che tutti e tre aspettino qualche cosa.)
Ricciardi
(a un tratto, risolutamente) Di nuovo, contessa!
Clara
Di nuovo....
Ricciardi
Arrivederci, Silvio!
Silvio
Arrivederci!
Ricciardi
(esce di corsa.)
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