SCENA II.
NELLINA, DON CANDIDO, poi CESARE.
(Entra Nellina dalla porta a destra, e si avanza lenta, molle, quasi sciatta, tutta intenta a fumare una sigaretta. La fuma con evidente inesperienza, tenendola fra le labbra strette e protese e soffiandovi dentro. — Don Candido, che ha le spalle verso la porta da cui Nellina è entrata, non si accorge di lei. — Ella, abituata alla presenza di lui, non gli bada neppure. Un po' di fumo le va in gola. Tossisce. Don Candido si volta.)
Don Candido
Oh, siete voi, Nellina?
Nellina
(come se non avesse udito, continua ad occuparsi soltanto della sua sigaretta.)
Don Candido
(con maraviglia) Fumate?!
Nellina
(seccamente) Sì.
Don Candido
Se vi vede il signor Cesare!...
Nellina
Me le ha date lui le sigarette.
Don Candido
(con una smorfia furba) Ottimamente. (Abbassa gli sguardi a terra, riunisce le mani sul petto, e la guarda di sottecchi.)
(Breve pausa.)
Nellina
Ohè!... Perchè mi guardate?
Don Candido
Ma io... non guardo che il pavimento. (Fissa gli sguardi sul pavimento per mostrare di aver detto il vero.)
Nellina
No. Mi stavate guardando con lo sguardo di sbieco.
Don Candido
Vi giuro che v'ingannate.
Nellina
Uhm! Non è la prima volta che vi ho sorpreso a guardarmi in un certo modo.
Don Candido
(come scandalizzato) Ma, dico: per chi mi prendete?
Nellina
(freddamente astiosa) Per una robaccia.
Don Candido
Per una robaccia?! Insomma, io sono perseguitato dalla calunnia! (Continua a guardare a terra.)
(Breve pausa.)
Nellina
(si accosta al tavolino, sceglie un bicchiere e vi versa il Whisky e l'acqua di soda.)
Don Candido
(levando gli occhi) Anche il Whisky?
Nellina
Il signor Cesare mi ci sta abituando.
Don Candido
E voi?...
Nellina
Perchè no?... Mi piace. (Beve.)
Don Candido
Benissimo!
Nellina
(coi gomiti appoggiati al tavolino, ora lo osserva attentamente.) Siete tutto pulito, oggi!... Che cosa avete lì, che vi spunta dal panciotto?
Don Candido
Oggi è la santissima domenica delle palme. Questo è un ramicello di ulivo benedetto.
Nellina
(gli mette la mano nel panciotto, e tira fuori il ramoscello.)
Don Candido
Ve lo pigliate?
Nellina
(senza rispondergli, lo guarda con una curiosità mista di disgusto.)
Don Candido
Adesso, diciamo così, siete voi che guardate me.
Nellina
Mi viene la voglia di cacciarvi il ramicello di ulivo in un occhio. (Gli sfiora, difatti, un occhio con la punta del ramoscello.)
Don Candido
(alzandosi) No!... Che vi salta in mente?! Mi accecate!
Nellina
Robaccia!
Don Candido
(preso dalla stizza e da una repentina sensualità cattiva) Se non state tranquilla, io vi afferro.
Nellina
(sfidandolo con rabbioso disprezzo) Fatelo! Fatelo! Voglio vedere come lo fate!
Don Candido
(ghermendola forte per le spalle e stringendo i denti) Siete la più terribile delle birichine!
Cesare
(entra all'improvviso e, con austerità collerica, esclama:) Don Candido!
Don Candido
(scostandosi da Nellina con un soprassalto, e confondendosi un poco) Mi voleva... mi voleva... accecare.... Non dovevo difendermi, io?
Cesare
(a Nellina:) Lo volevi accecare!
Nellina
(mostrando il ramoscello, senza guardare nè Cesare, nè Don Candido) Già.
Cesare
(a Don Candido:) E voi, col pretesto di difendervi, facevate... l'orangutango?
Don Candido
Ci siamo all'orangutango!
Cesare
(lo fissa, tentennando il capo in segno di rimprovero.)
Don Candido
(per darsi un'aria disinvolta, con una mano finge di spolverare una manica della redingote.)
Cesare
No, no! Lì non ce n'è polvere. Dovreste spolverare piuttosto la vostra coscienza!
Don Candido
Cesare
(gli si avvicina e gli consegna due buste: una chiusa, l'altra, più grande, imbottita di biglietti di banca; e gli dice sottovoce:) Questa è la lettera, e questo è....
Don Candido
Ho capito.
Cesare
La cifra è scritta sulla busta.
Don Candido
(guardando la cifra, torce il muso ed alza le sopracciglia come per dire: «troppo poco, non ce la facciamo!»)
Cesare
Siate molto cortese, ma....
Don Candido
... laconico ed esauriente.
Cesare
Senza lavorarvi la piazza per conto vostro. Mi spiego?
Don Candido
Che castigo di Dio è la calunnia!
Cesare
Andate, andate, don Candido.
Don Candido
Benissimo. (Esce a destra.)