SCENA IV.
BETTA, CATERINA, TERESA, FRANCESCO.
Betta
(dal fondo) Signora Caterina, c'è di là il signor Moretti.
(Le due donne ne hanno un'impressione paurosa.)
Caterina
(a Teresa) Lui!
Teresa
(con voce molto sommessa, a Caterina) Che sia venuto per la malattia del bimbo?
Caterina
(con pari segretezza) Non è possibile.... Fortunatamente non ha mai compreso di essere suo padre....
Teresa
E che pensi di fare?
Caterina
Betta, dirai al signor Francesco che... oggi non ricevo nessuno...
Betta
E se insisterà? Era così premuroso.... Stava per entrare senza che io l'annunziassi.
Caterina
Quando saprà che non ricevo nessuno, egli non insisterà.
Francesco
(comparendo e arrestandosi di là dall'uscio — freddamente) Io insisto.
Caterina
(contenendosi) Ma ciò... è abbastanza strano.
Francesco
(entra, senza avanzare) Non tanto strano, visto che io vengo in questa casa per incarico di vostro marito. (Il suo volto è segnato di livore. Nel cavo dei suoi occhi è un intenso scintillio bieco.)
Caterina
(perplessa) Ah! È mio marito che vi manda?
Francesco
Precisamente.
Caterina
(pianissimo a Teresa) Vecchia mia, resta tu un poco presso il piccino e chiudi bene la porta.... Voglio che costui non si accorga di nulla.
Teresa
(tuttora preoccupata dalle parole del medico, pensa di doverle riferire a Caterina e non ne ha il coraggio. — Le dice all'orecchio:) Ma... non ritardare troppo.... Io ho paura di quest'uomo.
Caterina
(sentendosi a un tratto animosa) Ed io no.
Teresa
Permettete, signor Francesco.
Francesco
Prego, signora Teresa.
Teresa
(guarda timorosamente Francesco e pietosamente Caterina, ed esce a destra.)