INDICE
| I. | —Come l’anima per orazione s’unisce con Dio, e come questa anima,de la quale qui si parla, essendo levata in contemplazione, facevaa Dio quatro petizioni | pag. [3] |
| II. | —Come el desiderio di questa anima crebbe, essendole mostratoda Dio la necessitá del mondo | » [4] |
| III. | —Come l’operazioni finite non sono sufficienti a punire né aremunerare senza l’affecto de la caritá continuo | » [5] |
| IV. | —Come el desiderio e la contriczione del cuore satisfa a la colpae a la pena in sé e in altrui, e come tale volta satisfa a la colpa enone a la pena | » [6] |
| V. | —Come molto è piacevole a Dio el desiderio di volereportare per lui | » [11] |
| VI. | —Come ogni virtú e ogni defecto si fa col mezzo delproximo | » [ivi] |
| VII. | —Come le virtú s’aoperano col mezzo del proximo, e perchéle virtú sono poste tanto differenti ne le creature | » [14] |
| VIII. | —Come le virtú si pruovano e fortificano per li loro contrari | » [17] |
| [TRACTATO DE LA DISCREZIONE] | ||
| IX. | —Qui comincia el tractato de la discrezione. E prima, come l’affectonon si die ponere principalmente ne la penitenzia ma ne le virtú.E come la discrezione riceve vita da l’umilitá, e come rende ad ciascuno eldebito suo | » [21] |
| X. | —Similitudine come la caritá, l’umilitá e la discrezione sono uniteinsieme; a la quale similitudine l’anima si debba conformare | » [23] |
| XI. | —Come la penitenzia e gli altri exercizi corporali si debbonoprendere per strumento da venire a virtú e non per principale affecto.E del lume de la discrezione in diversi altri modi e operazioni | » [24] |
| XII. | —Repetizione d’alcune cose giá decte, e come Dio promecte refrigerioa’ servi suoi e la reformazione de la sancta Chiesa col mezzo delmolto sostenere | » [28] |
| XIII. | —Come questa anima per la responsione divina crebbe insiememente emancò in amaritudine; e come fa orazione a Dio per la Chiesa sancta sua e perlo populo suo | » [30] |
| XIV. | —Come Dio si lamenta del popolo cristiano, e singularmente de’ ministrisuoi, toccando alcuna cosa del sacramento del Corpo di Cristo e del benefiziode la Incarnazione | » [33] |
| XV. | —Come la colpa è piú gravemente punita doppo la passione di Cristo cheprima, e come Dio promecte di fare misericordia al mondo e a la sancta Chiesacol mezzo dell’orazione e del patire de’ servi suoi | » [36] |
| XVI. | —Come questa anima cognoscendo piú de la divina bontá, non rimanevacontenta di pregare solamente per lo popolo cristiano e per la sancta Chiesa,ma pregava per tucto quanto el mondo | » [38] |
| XVII. | —Come Dio si lamenta de le sue creature razionali e maximamente perl’amore proprio che regna in loro, confortando la predecta anima adorazione e lagrime | » [39] |
| XVIII. | —Come neuno può uscire da le mani di Dio, però che o egli vi staper misericordia o elli vi sta per giustizia | » [40] |
| XIX. | —Come questa anima crescendo nell’amoroso fuoco desiderava di sudaredi sudore di sangue; e reprendendo se medesima faceva singulare orazioneper lo padre dell’anima sua | » [41] |
| XX. | —Come senza tribolazioni portate con pazienzia non si può piacere aDio; e però Dio conforta lei e il padre suo a portare con verapazienzia | » [42] |
| XXI. | —Come, essendo rotta la strada d’andare al cielo per la disobedienziad’Adam, Dio fece del suo Figliuolo ponte per lo qualesi potesse passare | » [43] |
| XXII. | —Come Dio induce la predecta anima a raguardare la grandezza d’essoponte, cioè per che modo tiene da la terra al cielo | » [44] |
| XXIII. | —Come tutti siamo lavoratori messi da Dio a lavorare ne la vignade la sancta Chiesa. E come ciascuno ha la vigna propria da se medesimo;e come noi tralci ci conviene essere uniti ne la vera vite delFigliuolo di Dio | » [45] |
| XXIV. | —Per che modo Dio pota i tralci uniti con la predecta vite, cioèi servi suoi, e come la vigna di ciascuno è tanto unita con quella delproximo, che neuno può lavorare o guastare la sua che non lavori o guastiquella del proximo | » [47] |
| XXV. | —Come la predecta anima, doppo alcune laude rendutea Dio, el prega che le mostri coloro che vanno per lo ponte predecto equelli che non vi vanno | » [49] |
| XXVI. | —Come questo benedecto ponte ha tre scaloni, per li quali si significanotre stati dell’anima. E come questo ponte, essendo levato in alto, non è peròseparato da la terra. E come s’intende quella parola che Cristo dixe: «Se Iosarò levato in alto, ogni cosa trarrò a me» | » [50] |
| XXVII. | —Come questo ponte è murato di pietre, le quali significano le vere ereali virtú, e come in sul ponte è una bottiga, dove si dá el cibo a’viandanti; e come chi tiene per lo ponte va ad vita, ma chi tiene di sottoper lo fiume, va ad perdizione e ad morte | » [52] |
| XXVIII. | —Come per ciascuna di queste due strade si va con fadiga, cioè per loponte e per lo fiume. E del dilecto che l’anima sente in andare perlo ponte | » [54] |
| XXIX. | —Come questo ponte, essendo salito al cielo el dí de la Ascensione,non si partí però di terra | » [55] |
| XXX. | —Come questa anima, maravigliandosi de la misericordia di Dio, raccontamolti doni e grazie procedute da essa divina misericordia adl’umana generazione | » [58] |
| XXXI. | —De la indignitá di quelli che passano per lo fiume, di sotto alponte decto; e come l’anima, che passa di sotto, Dio la chiama arbore dimorte, el quale tiene le radici sue principalmente in quatro vizi | » [60] |
| XXXII. | —Come e’ fructi di questo arbore tanto sono diversi quanto sonodiversi e’ peccati. E prima del peccato de la carnalitade | » [62] |
| XXXIII. | —Come el fructo d’alcuni altri è l’avarizia. E de’ mali cheprocedono da essa | » [ivi] |
| XXXIV. | —Come d’alcuni altri, e’ quali tengono stato di signoria,el loro fructo è ingiustizia | » [64] |
| XXXV. | —Come per questi e per altri defecti si cade nel falsogiudicio. E de la indignitá ne la quale perciò si viene | » [65] |
| XXXVI. | —Qui parla sopra quella parola che dixe Cristoquando dixe: «Io mandarò el Paraclito che riprenderá elmondo de la ingiustizia e del falso giudicio». E qui dicecome una di queste reprensioni è continua | » [66] |
| XXXVII. | —De la seconda reprensione, ne la quale si riprendede la ingiustizia e del falso giudicio in generale e in particulare | » [68] |
| XXXVIII. | —Di quattro principali tormenti de’ danpnati; a’quali seguitano tucti gli altri e in singularitá della ladiezzadel demonio | » [69] |
| XXXIX. | —De la terza reprensione, la quale si fará nel dí delgiudicio | » [71] |
| XL. | —Come i danpnati non possono desiderare alcuno bene | » [72] |
| XLI. | —De la gloria de’ beati | » [73] |
| XLII. | —Come doppo el giudicio generale crescerá la pena de’danpnati | » [76] |
| XLIII. | —De la utilitá de le temptazioni, e come ogni animane la extremitá de la morte vede e gusta el luogo suo,prima che essa anima sia separata dal corpo, cioè o penao gloria che debba ricevere | » [79] |
| XLIV. | —Come el demonio sempre piglia l’anime sotto colored’alcuno bene. E come quelli che tengono per lo fiume, enon per lo ponte predecto, sono ingannati, però che volendofuggire le pene caggiono ne le pene; ponendo qui la visioned’uno arbore che questa anima ebbe una volta | » [81] |
| XLV. | —Come, avendo el mondo per lo peccato germinatospine e triboli, chi sono quelli ad cui queste spine nonfanno male, bene che neuno passi questa vita senza pena | » [83] |
| XLVI. | —De’ mali che procedono da la cechitá dell’occhio del’intellecto. E come li beni che non sono facti in stato digrazia non vagliono ad vita etterna | » [86] |
| XLVII. | —Come non si possono observare i comandamenti chenon si observino i consigli. E come in ogni stato che la personavuole essere, avendo sancta e buona volontá, è piacevolea Dio | » [89] |
| XLVIII. | —Come li mondani con ciò che posseggono non sipossono saziare; e de la pena che dá loro la perversa volontápur in questa vita | » [91] |
| XLIX. | —Come el timore servile non è sufficiente a dare vitaeterna; e come exercitando questo timore si viene ad amorede le virtú | » [94] |
| L. | —Come questa anima venne in grande amaritudine per lacechitá di quelli che s’annegavano giú per lo fiume | » [96] |
| LI. | —Come i tre scaloni figurati nel ponte giá decto, cioè nelFigliuolo di Dio, significano le tre potenzie dell’anima | » [97] |
| LII. | —Come, se le predecte tre potenzie dell’anima non sonounite insieme, non si può avere perseveranzia, senza la qualeneuno giogne al termine suo | » [100] |
| LIII. | —Exposizione sopra quella parola che dixe Cristo: «Chiha sete venga ad me e beia» | » [ivi] |
| LIV. | —Che modo debba tenere generalmente ogni creatura razionaleper potere escire del pelago del mondo e andare perlo predecto sancto ponte | » [102] |
| LV. | —Repetizione in somma d’alcune cose giá decte | » [104] |
| LVI. | —Come Dio, volendo mostrare a questa devota animache i tre scaloni del sancto ponte sono significati in particulareper li tre stati dell’anima, dice che ella levi sé sopradi sé a raguardare questa veritá | » [106] |
| LVII. | —Come questa devota anima, raguardando nel divinospecchio, vedeva le creature andare in diversi modi | » [107] |
| LVIII. | —Come el timore servile, senza l’amore de le virtú, nonè sufficiente a dare vita eterna. E come la legge del timoree quella dell’amore sono unite insieme | » [ivi] |
| LIX. | —Come, exercitandosi nel timore servile, el quale è statod’inperfeczione (per lo quale s’intende el primo scalone delsancto ponte), si viene al secondo, el quale è stato di perfeczione | » [109] |
| LX. | —De la inperfeczione di quelli che amano e servono Dioper propria utilitá e dilecto e consolazione | » [110] |
| LXI. | —In che modo Dio manifesta se medesimo all’anima chel’ama | » [113] |
| LXII. | —Perché Cristo non dixe: «Io manifestarò el Padre mio»,ma dixe: «Io manifestarò me medesimo» | » [114] |
| LXIII. | —Che modo tiene l’anima per salire lo scalone secondodel sancto ponte, essendo giá salita el primo | » [115] |
| LXIV. | —Come, amando Dio inperfectamente, inperfectamentes’ama el proximo. E de’ segni di questo amore inperfecto | » [118] |
| [TRACTATO DELL’ORAZIONE] | ||
| LXV. | —Del modo che tiene l’anima per giognere ad l’amoreschietto e liberale. E qui comincia el tractato dell’orazione | » [123] |
| LXVI. | —Qui, toccando alcuna cosa del sacramento del Corpodi Cristo, dá piena doctrina come l’anima venga da l’orazionevocale a la mentale; e narra qui una visione che questadevota anima ebbe una volta | » [124] |
| LXVII. | —De lo inganno che ricevono gli uomini mondani e’quali amano e servono Dio per propria consolazione e dilecto | » [130] |
| LXVIII. | —De lo inganno che ricevono e’ servi di Dio, e’ qualiancora amano Dio di questo amore imperfecto predecto | » [131] |
| LXIX. | —Di quelli e’ quali, per non lassare la loro pace e consolazione,non sovengono al proximo ne le sue necessitadi | » [133] |
| LXX. | —De lo inganno che ricevono quelli li quali hanno postotucto el loro affecto ne le consolazioni e visioni mentali | » [135] |
| LXXI. | —Come i predecti, che si dilectano de le consolazioni evisioni mentali, possono essere ingannati ricevendo el demoniotransfigurato in forma di luce. E de’ segni a’ quali si puòcognoscere quando la visitazione è da Dio, o dal demonio | » [136] |
| LXXII. | —Come l’anima, che in veritá cognosce se medesima,saviamente si guarda da tucti li predecti inganni | » [137] |
| LXXIII. | —Per che modi l’anima si parte da l’amore inperfectoe giogne ad l’amore perfecto dell’amico e filiale | » [139] |
| LXXIV. | —De’ segni a’ quali si cognosce che l’anima sia venutaall’amore perfecto | » [140] |
| LXXV. | —Come gl’imperfecti vogliono seguitare solamente elPadre, ma i perfecti seguitano el Figliuolo. E d’una visioneche ebbe questa devota anima, ne la quale si narra di diversibaptesmi e d’alcune altre belle e utili cose | » [141] |
| LXXVI. | —Come l’anima, essendo salita el terzo scalone delsancto ponte, cioè pervenuta a la bocca, piglia incontenentel’offizio de la bocca. E come la propria volontá essendomorta è vero segno che ella v’è gionta | » [144] |
| LXXVII. | —De le operazioni de l’anima poi che è salita elpredecto sancto terzo scalone | » [147] |
| LXXVIII. | —Del quarto stato, el quale non è però separato dalterzo; e de le operazioni de l’anima che è gionta a questostato; e come Dio non si parte mai da essa per continuo sentimento | » [149] |
| LXXIX. | —Come Dio da’ predecti perfectissimi non si sottraeper sentimento né per grazia, ma sí per unione | » [153] |
| LXXX. | —Come li mondani rendono gloria e loda a Dio, voglianoessi o no | » [156] |
| LXXXI. | —Come eziandio li demòni rendono gloria e loda a Dio | » [157] |
| LXXXII. | —Come l’anima, poi che è passata di questa vita,vede pienamente la gloria e loda del nome di Dio in ognicreatura. E come in essa è finita la pena del desiderio, manon el desiderio | » [158] |
| LXXXIII. | —Come, poi che sancto Paulo appostolo fu tractoa vedere la gloria de’ beati, desiderava d’essere sciolto dalcorpo; la qual cosa fanno anche quelli che sono giunti alterzo e al quarto santo stato predecto | » [159] |
| LXXXIV. | —Per quali cagioni l’anima desidera d’essere scioltadal corpo. La quale cosa non potendo essere, non discordaperò dalla volontá di Dio; ma piú tosto si gloria in questae in ogni altra pena per onore di Dio | » [161] |
| LXXXV. | —Come quelli che sono gionti al predecto stato unitivo,sono illuminati nell’occhio dell’intellecto loro di lumesopranaturale infuso per grazia; e come è meglio andare perconsiglio de la salute dell’anima ad uno umile con sanctacoscienzia, che a uno superbo licterato | » [163] |
| LXXXVI. | —Repetizione utile di molte cose giá decte; e comeDio induce questa devota anima a pregarlo per ogni creaturae per la sancta Chiesa | » [166] |
| LXXXVII. | —Come questa devota anima fa petizione a Diodi volere sapere de li stati e fructi de le lagrime | » [168] |
| LXXXVIII. | —Come sono cinque maniere di lagrime | » [169] |
| LXXXIX. | —De la differenzia d’esse lagrime, discorrendo perli predecti stati dell’anima | » [170] |
| XC. | —Repetizione breve del precedente capitolo. E come eldemonio fugge da quelli che sono gionti a le quinte lagrime.E come le molestie del demonio sono verace via da giognerea questo stato | » [175] |
| XCI. | —Come quelli, che desiderano le lagrime degli occhi enon le possono avere, hanno quelle del fuoco. E per checagione Dio sottrae le lagrime corporali | » [177] |
| XCII. | —Come li quatro stati di questi predecti cinque stati dele lagrime dánno infinite varietadi di lagrime. E come Diovuole essere servito con cosa infinita e non con cosafinita | » [179] |
| XCIII. | —Del fructo de le lagrime degli uomini mondani | » [181] |
| XCIV. | —Come li predecti piangitori mondani sono percossida quatro diversi venti | » [184] |
| XCV. | —De’ fructi de le seconde e de le terze lagrime | » [187] |
| XCVI. | —Del fructo de le quarte e unitive lagrime | » [190] |
| XCVII. | —Come questa devota anima, ringraziando Dio dela dechiarazione de’ predecti stati de le lagrime, gli fa tre petizioni | » [193] |
| XCVIII. | —Come el lume de la ragione è necessario ad ognianima che vuole a Dio in veritá servire. E prima, del lumegenerale | » [195] |
| XCIX. | —Di quelli e’ quali hanno posto piú el loro desiderioin mortificare el corpo che in uccidere la propria volontá;el quale è uno lume perfecto piú che il generale, ed èquesto el secondo lume | » [198] |
| C. | —Del terzo e perfectissimo lume de la ragione. E dell’opereche fa l’anima quando è venuta a esso lume. E d’una bellavisione che questa devota anima ebbe una volta, ne la qualesi tracta pienamente del modo da venire ad perfecta puritá,e dove anco si parla del non giudicare | » [199] |
| CI. | —Per che modo ricevono l’arra di vita eterna in questavita quelli che stanno nel predecto terzo perfectissimolume | » [204] |
| CII. | —Per che modo si debba reprendere el proximo, a ciòche la persona non caggia in falso giudizio | » [206] |
| CIII. | —Come, se, pregando per alcuna persona, Dio la manifestasse,nella mente di chi prega, piena di tenebre, non sidebba però giudicare in colpa | » [207] |
| CIV. | —Come la penitenzia non si die pigliare per fondamentoné per principale affecto, ma l’affecto e l’amore de levirtú | » [209] |
| CV. | —Repetizione in somma de le predecte cose, con unaagiunta sopra la reprensione del proximo | » [211] |
| CVI. | —De’ segni da cognoscere quando le visitazioni e visionimentali sono da Dio o dal demonio | » [212] |
| CVII. | —Come Dio è adempitore de’ sancti desidèri de’ servisuoi, e come molto gli piace chi dimanda e bussa a la portade la sua Veritá con perseveranzia | » [215] |
| CVIII. | —Come questa devota anima, rendendo grazie a Dio,s’umilia. Poi fa orazione per tucto el mondo e singularmenteper lo corpo mistico de la sancta Chiesa e per li figliuolisuoi spirituali e per li due padri de l’anima sua. E, doppoqueste cose, dimanda d’udire parlare de’ defecti de’ ministride la sancta Chiesa | » [216] |
| CIX. | —Come Dio rende sollicita la predecta anima all’orazione,rispondendo ad alcuna de le predecte petizioni | » [219] |
| CX. | —De la dignitá de’ sacerdoti, e del sacramento del Corpodi Cristo. E di quelli che comunicano degnamente eindegnamente | » [220] |
| CXI. | —Come i sentimenti corporali tucti sono ingannati delpredecto sacramento, ma non quelli dell’anima; e però conquelli si debba vedere, gustare e toccare. E d’una bellavisione che questa anima ebbe sopra questa materia | » [225] |
| CXII. | —De la excellenzia dove l’anima sta, la quale piglia elpredecto sacramento in grazia | » [227] |
| CXIII. | —Come le predecte cose, che sono decte intorno a laexcellenzia del sacramento, sono decte per meglio cognoscerela dignitá de’ sacerdoti. E come Dio richiede in essi maggiorepuritá che nell’altre creature | » [228] |
| CXIV. | —Come li sacramenti non si debbono vendere né comprare,e come quelli che el ricevono debbono sovenire liministri de le cose temporali, quali essi ministri debbonodispensare in tre parti | » [229] |
| CXV. | —De la dignitá de’ sacerdoti, e come la virtú de’ sacramentinon diminuisce per le colpe di chi gli ministra oriceve. E come Dio non vuole che li secolari s’inpaccino dicorrèggiarli | » [230] |
| CXVI. | —Come la persecuzione, che si fa a la sancta Chiesa overo a’ ministri, Dio la reputa facta a sé, e come questacolpa è piú grave che neuna altra | » [232] |
| CXVII. | —Qui si parla contra li persecutori de la sancta Chiesae de’ ministri, in diversi modi | » [236] |
| CXVIII. | —Repetizione breve sopra le predecte cose de la sanctaChiesa e de’ ministri | » [238] |
| CXIX. | —De la excellenzia e de le virtú e de le operazioni sanctede’ virtuosi e sancti ministri. E come essi hanno la condiczionedel sole. E de la correzione loro verso de’ subditi | » [ivi] |
| CXX. | —Repetizione in somma del precedente capitolo; e dela reverenzia che si debba rendere a’ sacerdoti, o buoni orei che siano | » [247] |
| CXXI. | —De’ defecti e de la mala vita degl’iniqui sacerdoti eministri | » [249] |
| CXXII. | —Come ne’ predecti iniqui ministri regna la ingiustizia,e singularmente non correggendo i subditi | » [252] |
| CXXIII. | —Di molti altri defecti de’ predecti ministri, e singularmentedell’andare per le taverne e del giocare e del tenerele concubine | » [254] |
| CXXIV. | —Come ne’ predecti ministri regna el peccato contranatura. E d’una bella visione che questa anima ebbe sopraquesta materia | » [256] |
| CXXV. | —Come per gli predecti defecti li subditi non si correggono.E de’ defecti de’ religiosi. E come, per lo noncorreggere li predecti mali, molti altri ne seguitano | » [259] |
| CXXVI. | —Come ne’ predecti iniqui ministri regna el peccatode la luxuria | » [263] |
| CXXVII. | —Come ne’ predecti ministri regna l’avarizia, prestandoad usura; ma singularmente vendendo e comprandoli benefizi e le prelazioni. E de’ mali che per questa cupiditásono advenuti ne la sancta Chiesa | » [267] |
| CXXVIII. | —Come ne’ predecti ministri regna la superbia, perla quale si perde el cognoscimento; e come, avendo perdutoel cognoscimento, caggiono in questo defecto, cioè che fannovista di consecrare e non consacrano | » [272] |
| CXXIX. | —Di molti altri defecti e’ quali per superbia e perl’amore proprio si comectono | » [276] |
| CXXX. | —Di molti altri defecti e’ quali comectono li predectiiniqui ministri | » [282] |
| CXXXI. | —De la differenzia de la morte de’ giusti ad quellade’ peccatori. E prima, de la morte de’ giusti | » [284] |
| CXXXII. | —De la morte de’ peccatori, e de le pene loro nelpunto de la morte | » [288] |
| CXXXIII. | —Repetizione breve sopra molte cose giá decte. Ecome Dio in tucto vieta che i sacerdoti non siano toccatiper le mani de’ secolari, e come invita la predecta anima apiangere sopra essi miseri sacerdoti | » [294] |
| CXXXIV. | —Come questa devota anima, laudando e ringraziandoDio, fa orazione per la sancta Chiesa | » [296] |
| [TRACTATO DE LA PROVIDENZIA] | ||
| CXXXV. | —Qui comincia el tractato de la providenzia di Dio.E prima, de la providenzia in generale, cioè come providdecreando l’uomo a la imagine e similitudine sua. E comeprovide con la incarnazione del Figliuolo suo, essendo serratala porta del paradiso per lo peccato d’Adam. E comeprovidde dandocisi in cibo continuamente nell’altare | » [303] |
| CXXXVI. | —Come Dio providde dando la speranza ne le suecreature. E come chi piú perfectamente spera, piú perfectamentegusta la providenzia sua | » [306] |
| CXXXVII. | —Come Dio provide nel Testamento vecchio con lalegge e co’ profeti; e poi con mandare el Verbo; poi congli apostoli, co’ martiri e con gli altri sancti uomini. Comenulla adiviene a le creature, che tucto non sia providenziadi Dio | » [309] |
| CXXXVIII. | —Come ciò che Dio ci permecte è solamente pernostro bene e per nostra salute. E come sono ciechi e ingannatiquelli che giudicano el contrario | » [310] |
| CXXXIX. | —Come Dio providde in alcuno caso particulare ala salute di quella anima ad cui adivenne el caso | » [313] |
| CXL. | —Qui, narrando Dio la providenzia sua verso de le suecreature in diversi altri modi, si lagna de la infidelitá d’essesue creature. Ed exponendo una figura del vecchio Testamento,dá una utile doctrina | » [314] |
| CXLI. | —Come Dio provede verso di noi, che noi siamo tribolatiper la nostra salute. E de la miseria di quelli che siconfidano in sé e non ne la providenzia sua. E de la excellenziadi quelli che si confidano in essa providenzia | » [318] |
| CXLII. | —Come Dio providde verso de l’anime dando i sacramenti,e come provede a’ servi suoi affamati del sacramentodel Corpo di Cristo; narrando come providde piú volte, permirabile modo, verso d’una anima affamata d’esso sacramento | » [322] |
| CXLIII. | —De la providenzia di Dio verso di coloro che sonoin peccato mortale | » [326] |
| CXLIV. | —De la providenzia che Dio usa verso di coloro chesono ancora nell’amore inperfecto | » [328] |
| CXLV. | —De la providenzia che Dio usa verso di coloro chesono ne la caritá perfecta | » [333] |
| CXLVI. | —Repetizione breve de le predecte cose. Poi parlasopra quella parola che dixe Cristo a sancto Pietro, quandodixe: «Mecte la rete da la parte dextra de la nave» | » [337] |
| CXLVII. | —Come la predecta rete la gitta piú perfectamenteuno che un altro, unde piglia piú pesci. E de la excellenziadi questi perfecti | » [340] |
| CXLVIII. | —De la providenzia di Dio in generale, la quale usaverso le sue creature in questa vita e nell’altra | » [342] |
| CXLIX. | —De la providenzia che Dio usa verso de’ poveri servisuoi, sovenendoli ne le cose temporali | » [345] |
| CL. | —De’ mali che procedono dal tenere o desideraredisordinatamente le ricchezze temporali | » [348] |
| CLI. | —De la excellenzia de’ poveri per spirituale intenzione.E come Cristo ci ammaestrò di questa povertá non solamenteper parole, ma per exemplo. E de la providenzia di Dioverso di quelli che questa povertá pigliano | » [351] |
| CLII. | —Repetizione in somma de la predecta divinaprovidenzia | » [357] |
| CLIII. | —Come questa anima, laudando e ringraziando Dio, elprega che esso le parli de la virtú de la obedienzia | » [358] |
| [TRACTATO DELL’OBEDIENZIA] | ||
| CLIV. | —Qui comincia el tractato dell’obedienzia. E prima, dovel’obedienzia si truova, e che è quello che ce la tolle, e qualeè il segno che l’uomo l’abbi o no, e chi è la sua compagnae da cui è notricata | » [363] |
| CLV. | —Come l’obedienzia è una chiave con la quale si diserael cielo, e come debba avere el funicello e debbasi portareattaccata a la cintura. E de le excellenzie sue | » [366] |
| CLVI. | —Qui insiememente si parla de la miseria de li inobedienti,e de la excellenzia de li obedienti | » [369] |
| CLVII. | —Di quelli e’ quali pongono tanto amore all’obedienziache non rimangono contenti de la obedienzia generale de’comandamenti, ma pigliano l’obedienzia particulare | » [371] |
| CLVIII. | —Per che modo si viene da l’obedienzia generale ala particulare. E de la excellenzia de le religioni | » [372] |
| CLIX. | —De la excellenzia de li obedienti e de la miseria deli inobedienti, li quali vivono ne lo stato de la religione | » [377] |
| CLX. | —Come li veri obedienti ricevono per uno cento e vitaeterna. E che s’intende per quello uno e per quello cento | » [384] |
| CLXI. | —De la perversitá, miseria e fadighe de lo inobediente.E de’ miserabili fructi che procedono da la inobedienzia | » [386] |
| CLXII. | —De la inperfeczione di quelli che tiepidamente vivonone la religione, avengaché si guardino da peccato mortale.E del remedio da uscire de la loro tiepiditade | » [390] |
| CLXIII. | —De la excellenzia de la obedienzia, e de’ beni chedá a chi in veritá la piglia | » [393] |
| CLXIV. | —Distinczione di due obedienzie, cioè di quella de’religiosi e di quella che si rende ad alcuna persona fuore dela religione | » [395] |
| CLXV. | —Come Dio non merita secondo la fadiga de l’obedienziané secondo longhezza di tempo, ma secondo lagrandezza de la caritá. E de la prontitudine de’ veri obedienti,e de’ miracoli che Dio ha mostrati per questa virtú.E de la discrezione nell’obedire, e dell’opere e del premiodel vero obediente | » [397] |
| CLXVI. | —Questa è una repetizione in somma quasi di tuctoquesto presente libro. | » [401] |
| CLXVII. | —Come questa devotissima anima, ringraziando elaudando Dio, fa orazione per tucto el mondo e per laChiesa sancta. E, comendando la virtú de la fede, fa fine aquesta opera | » [404] |
| NOTA | » [409] | |
| VARIANTI | » [443] | |
| INDICE DEI NOMI E DELLE COSE NOTEVOLI | » [449] | |
AGGIUNTA.
Nell’elenco dei codici minori fu omesso il seguente codice casanatense, descritto dal dr. B. Motzo nel suo studio Alcune lettere di s. Caterina da Siena in parte inedite Siena, 1911 (estratto dal Bullettino senese di storia patria, anno XVIII, fasc. II-III).
Codice 292 nella vecchia segnatura E. IV. 26. b, legato in pergamena col titolo a stampa sul dorso: S. Catharina senens. opere. Consta di 294 fogli non numerati di mm. 21x14. Nel recto del terzo foglio (che è di carta piú recente come il primo e il secondo) è l’immagine a penna della santa, che regge in una mano un libro aperto e nell’altra un cuore, quale si vede nella stampa dell’edizione di Aldo del 1500. Nel verso del terzo foglio la nota bibliografica recente: «Catterina s.a da Siena, Trattato della divina provvidenza con alquante divote e fruttifere pistole che la s.a vestita dell’abito di s. Domenico mandò a piú persone. Ms. chartac. saec. XV in-4. Accedunt in fine quaedam de nativit. s. Io. alterius auctoris et amanuensis». Al f. 4 incomincia il trattato «Al nome di Jhesú Christo Crocifixo et di Maria dolce—Levandosi una anima anxietata di grandissimo desiderio verso l’onore di Dio» ecc. Continua sino al f. 198 v. e chiude «Finito il libro composto per la benedecta vergine, fedele sposa et serva di Jhesú Christo Katerina da Siena, dectato in abstractione, vestita del habito di santo Domenico. Amen». I ff. 199-203 sono bianchi: a f. 204 cominciano le lettere.