DEL LUOGO DOVE NACQUE NOSTRA DONNA, E DI QUANTO TEMPO ERA QUANDO FU ANNUNZIATA DA L'ANGIOLO, E QUANTO TEMPO VISSE DOPO LA PASSIONE.

Da poi si va a Nazareth per la montagnia dallato al piano di Gelboe. Nazareth soleva essere gran città e bella, ma ora è una cattiva villa di case sparte, in quanto ella non è murata; e siede in una piccola valle con monti intorno. Ivi nacque nostra Donna, e però portò Cristo il pronome di questa villa. E Ioseph tolse per moglie nostra Donna, esendo d'anni XIIII: ivi salutolla l'angiolo Gabriello, dicendo: Ave, Maria gratia plena etc. Quivi soleva essere una chiesa, ma fu distrutta, nella quale era uno grande altare. E ivi allato è uno pilastro di quella chiesa; e quivi è fatto una piccola abitazione per ricevere l'oferte de' pellegrini, e sì la guardono molto bene e saracini per l'utile che ne tragono. Questi saracini qua sono più cattivi e crudeli che altrove, e ànno guasto tutte le chiese. Ivi è el fonte di Gabriel, dove si soleva bagniare il nostro Signiore quando era piccolino. Di questa fonte lui portò ispesse volte l'acqua a sua madre; e in questa fonte lavò asai volte la nostra Donna e panni del suo figliuolo Giesù Cristo: e da qui infino in Gierusalem sono tre giornate a Nazaret (sic), dove fu nutrito il nostro Signiore. Nazaret si è a dire fiore di giardino, e per buona cagione è chiamata fiore, però che in lui fu nutrito el fiore e 'l frutto di vita, cioè Giesù Cristo. Da Nazaret, a due leghe, è la città di Sephor, sopra a la via che va di Nazareth a Achon; ed a meza lega di là da Nazareth è lo salto del nostro Signiore, perchè avendolo e giudei menatolo sopra uno alto monte, e volendolo gittare per ucciderlo, Iesù Cristo passò pel mezo loro e salì fuori, e montò sopra una alta montagnia, nella quale al presente si vegono li passi: e per questo, quegli che ànno paura de i nimici o di altra gente di male afare, dichino: Iesus autem transiens, per medium illorum ibat; a memoria che Giesù Cristo passò per el mezo e giudei crudeli e scampò sanamente da loro: così sicuramente possono passare e scampare delle mani degli inimici loro. Dopo questo dicano questi due versi del saltero: Irruat super eos formido et pavor in magnitudine brachii tui, Domine: fiant immobiles quasi lapis donec pertranseat populus tuus, Domine, quem tu possedisti. Questi versi si dicono tre volte, e da poi si passa sicuramente; e sapiate che nostra Donna partorì nel quinto decimo anno, e conversò col suo figliuolo benedetto XXXIII. anni e III. mesi; e, dopo la passione del nostro Signiore, visse XXIIII.º anni.