DEGLI ARBORI DEL SOLE E DELLA LUNA, E DELLA CAGIONE PERCHÈ SI CHIAMA PRETE GIOVANNI.

Da questa riviera, a XV. giornate dilungi, si va pe' diserti, e sonvi gli alberi del sole e della luna, e quali parlarono ad Alessandro Re e predicerono a lui la morte sua. E dicono che 'l prete Ianni, e gl'altri che guardono questi alberi, e mangiono di lor frutto e del balsamo, el quale ivi crescie, e' vivon bene CCCCº. e CCCCCº. anni, per la virtù del balsamo; perchè dicono, che ivi in que' diserti crescie gran quantità di balsamo, e altrove no, salvo che in Babillonia, ove di sopra scrissi. Noi saremmo andati volentieri verso le parte di quegli arbori, se a noi fussi stato pussibile, ma io non credo che Cº. uomini potessino a salvamento passare questi diserti, per le grande multitudine di bestie salvatiche e di grandi dragoni, e gran serpenti, e quali uccidono e divorono quanti ne giungono in questi paesi. Vi sono elefanti bianchi e bigi sanza numero, et unicorni e altre bestie, le quali ho inanzi scritte; e molte altre bestie assai orribile e spaventose. E molte altre isole sono nella terra del Presto Giovanni, e sonvi molte maravigliose cose, le discrizioni delle quali sarebe cosa lunghissima; però ò lasciato. Molte richeze vi sono e nobile città, e magnificenzie; fra l'altre cose v'è grande abundanzia di pietre preziose. Io credo che voi sappiate bene, o vero abiate udito dire, per qual cagione questo imperadore si chiama Prete Giovanni; ma ancora, per quelli che non sanno, io iscriverò la cagione.

Fu già uno imperador valente e animoso, il quale, avendo in sua compagnia cavalieri cristiani a modo che à costui che è al presente, gli venne voglia di vedere la maniera e modo degli ufici divini, e altri costumi di cristiani. In quel tempo durava la cristianità di là dal mare per tutta Turchia, Armenia, Soria, Gierusalem, Arabia, Allape e per tutta la terra d'Egitto. Questo imperadore venne con poca compagnia, e andò un dì di sabato a una chiesa d'Egitto, e fu propio il sabato presso a la Pentecosta, ne l'ora e punto, che 'l vescovo d'Alessandria faceva l'ordine della messa. Lo imperadore ascoltò e risguardò l'ordine dell'ufficio; poi domandò, chi doveva esere quella gente che era innanzi al vescovo, o vero prelato, i quali avevono a fare così grande misterio. Questi erono preti, diacani e soddiacani e altri, solennemente apparati al modo che s'usa di qua nelle nostre parti occidentale. Un cavaliere rispose, che quegli erono preti. Allora lo imperadore disse, che non voleva essere imperadore, nè re, ma voleva esser prete e avere el nome del primo che uscirebe fuora dell'uscio di quella chiesa. Allora il vescovo con gli altri preti partendosi per uscire fuori, venne per sorte, che il primo che uscì di fuori ebbe nome Giovanni, benchè noi, corrompendo il nome, lo abbreviamo, dicendo, Ianni; e però quello Imperadore de India dipoi è stato chiamato Prete Ianni. Nella terra di questo prete sono buon cristiani, di buona fede e di buona legge, e spezialmente quegli del suo paese propio. Egli ànno comunemente i suo cappellani che canton la messa e fanno i sacramenti di pane, a modo de' greci, ma e' non dicono tante cose quanto fanno di qua; però che egli dicono solamente quelle che gl'insegniò san Tommaso apostolo, a modo che cantorono gli apostoli, dicendo el Pater Nostro e le parole colle quali si consacra il corpo del nostro Signiore: ma noi abiamo molte addizioni, che ànno dappoi fatte li papi, le qua' cose egli non sanno.