DEL REAME DI GIORGIA, E DEL REAME DI ABTHAS, E DELLA PROVINCIA DI BONAVISON, NELLA QUALE È UNA COSA MOLTO MARAVIGLIOSA, E DELLE GENTE CHE IVI ABITONO.

In questo paese sono due reami, l'uno è questo Giorgia, e l'altro è il reame di Abthas, e tutta via sono tuta duo e paesi cristiani, ma quello di Giorgia è sotto posto al Gran Cane. Il reame di Abthas è più forte paese, e àssi vigorosamente e fortemente sempre difeso contro a qualunque l'à assalito e non fu mai sottoposto ad alcuno. In questo reame di Abthas è una grande maraviglia, perchè v'è una certa provincia, la quale circunda tre giornate, ed è chiamata Bonavison, ed è tutta coperta di tenebre sanza alcuna chiarezza, sì che niun può sapere che cosa vi sia, e niuno vi ardisce d'entrare; ma quegli del paese dicono, che alcuna volta ànno udite voce di gente [gridare] e cavagli anitrire, e galli cantare; e sassi bene di certo, che vi stanno gente, ma non si sa che gente. E dicesi, che queste tenebre vennono per divin miracolo, perchè fu già uno imperadore di Persia, malvagio uomo, chiamato Sauro. Costui perseguitava tutti e cristiani per istringelli e per fagli sacrificare agli suoi idoli, e cavalcava a oste bandito per confondere tutti gli cristiani. In quello paese dimoravano molti cristiani, i quali, lasciando i loro beni, volevano fuggire in Grecia. Essendo pervenuti in un piano il qual è chiamato Imegon, ivi venne incontro il malvagio imperadore coll'oste suo per una valle, per distruger tutti questi cristiani. Li cristiani, vedendo questo, si missono inginochioni, e feciono prieghi a Dio, e di subito venne una nuvola tanto fonda e spessa, che coperse lo 'mperadore coll'oste suo per sì fatto modo, che non poterono andare inanzi nè a dietro. E così questi stanno fra le tenebre, che mai poi n'uscirono; e i cristiani n'andorono dove a lor piacque, e li inimici loro stettono confusi sanza fare colpo. E possono bene dire: A Domino factum est istud, et est mirabile in oculis nostris. Però che un grande miracolo fu questo, che Dio fece per loro, sì come apare di presente per la cagione predetta; sicchè tutti e cristiani doverebono per questo esser più divoti del nostro Signiore che non sono; però che sanza dubbio, se non fussi la malvagia gente e i peccati de' cristiani, egli sarebono signiori di tutto el mondo; chè la bandiera di Giesù Cristo è sempre spiegata e aparechiata per ogni uno suo buon cristiano e servidore per aiutarlo; sì che per uno valente uomo amico di Dio, ne sconfondorebe mille cattivi, come dice David nel Salterio: Cadent a latere tuo mille et decem millia a dextris tuis: Ad te autem non apropinquabit. Et in altro luogo: Quoniam persequebatur unus, mille et duo fugarunt decem millia (sic). E come può essere, che uno ne cacci mille, David profeta dice: Sequendo quia manus Domini fecit omnia (sic). Il nostro Signior dice per la bocca del profeta: Si inimicis meis ambulaveritis super tribulantes vos mississem manum meam (sic). Sì che noi vegiamo apertamente, che se noi vogliamo esser buoni, niuno poterebe durare contra di noi. Item, fuora di questa terra tenebrosa è una gran riviera, la quale dimostra segniale, che dentro stanno gente, ma niuno vi vuole stare, nè dimorare, nè entrare per vedere. E sapiate, che in questo reame di Giorgia e di Abthas e della piccola Armenia, vi sono uomini cristiani e ben divoti, perchè si confessono e comunicono ogni settimana una volta o due; e molti vi sono, che si comunicono ogni dì, e noi di qua non lo facciamo punto, quantunque San Paolo lo comandi, dicendo: Omnibus diebus dominicis ad comunicandum hoc est tempus: egli el custodiscono, e noi no.