DELL'ISOLA DI CAISAM, CH'È MOLTO GRANDE E BUONA, E DE LA USANZA CHE TIENE IL FIGLIUOL, MORTO IL PADRE, IN QUESTO PAESE.

Dipoi, ritornando, si viene a un'altra isola, chiamata Charsam, la quale isola tiene di lungo 60. giornate e di largo 50. o più. Questa è la magiore isola e 'l migliore reame del mondo, eccetto Cataim. Questo paese è così bene abitato e così pieno di città e di ville e di gente, che, quando e' s'esce fuora d'una città per andare in qualunche parte si voglia, si vede un'altra città inanzi a sè. In questa isola è una grande abundanzia di vino e di spezie. Il Re di questa isola è molto possente e gran ricco, ma nondimeno riconosce la sua terra dal Gran Cane e ubidisce lui; però che questa isola è una de le XII. province che 'l Gran Cane à sotto di sè, sanza la sua propia terra e de le isole migliore, de' le quali n'à molte. In questo paese son gran boschi di castagneti, e se e mercatanti usasino così in questa isola, come fanno ne l'isola di Catai, ella sarebe asai migliore che Catai. Da questa isola si viene, ritornando, a un altro reame, chiamato Riboeh, che è sotto posto al Gran Cane, ed è un buon paese e abondevole di biade e di vino e d'altri beni. Le gente di questo paese non ànno case, ma stanno nelle tende e padiglioni fatti di feltro nero. La lor città principale o reale è tutta murata di pietre preziose, cioè nere e bianche, e tutte le strade di questa son ben lastricate di queste simile pietre. In questa città non è uomo che ardisca spander sangue d'uomo nè di bestie per riverenza d'uno idolo ch'egli adorono. In questa città istà il Papa della fede loro, il quale e' chiamono Sabasi, e concede tutti e benifici e tutte l'altre cose, che apartengono agl'idoli. E tutti quegli che riconoscono alcuna cosa de le lor chiese religiose, e altri ubidiscono a lui, al modo che fanno qua le genti di santa chiesa al Papa. In questa isola è una usanza, che, volendo el figliuolo grandemente onorare el padre, quando e' muore, manda per tutti gli amici e' parenti suoi, religiosi e preti e pifferi in gran quantità, e portono il corpo del padre sopra a una montagnia, facendo gran festa e solennità. Poi che l'ànno lassù portato, il maggior prelato sì gli taglia el capo e sì lo ripone in uno piattello grande d'ariento dorato: dipoi lo dà al figliuolo. Allora el figliuolo o gli altri il pigliano e portano, cantando e dicendo molte orazioni. Poi gli preti e religiosi tagliano el troncone del busto per pezzi, dicendo orazioni; e gli uccelli del paese, che sono usitati a quella usanza per lungo tempo, vengono, e sì si apresentono di sopra, volando come fa tra noi il nibbio a la carogna; e i preti gittono e pezzi de la carne, e gl'ucegli gli pigliono e vanno alquanto dilungi, e sì la mangiono. E poi gli preti cantano a modo che di qua per gli morti, e dicono l'uficio in loro linguaggio ad alta voce. Dipoi dicono: Riguardate come era valente uomo costui, il quale gli angioli di Dio son venuti a trovare e portare in paradiso. Alora pare al figliuolo che sia molto onorato, quando gli ucegli ànno mangiato il suo padre. E colui, a chi viene maggiore numero d'uccelli, è quello che gli pare abbia avuto maggiore onore più che gli altri. Da poi il figliuolo rimane a casa cogl'amici e co' parenti suoi e fagli gran festa; e gl'amici racontono tra loro qual mente gli uccegli gli vennono a torre; e così ragionando, in questo molto si gloriano. E quando sono raunati a casa, il figliuolo fa cuocere la testa del padre, e alquanto della carne dà in luogo di guazzetto; e danne a ciascuno de li suoi più speziali amici; e dell'ossa del craneo se ne fa fare una tazza, colla quale lui e i parenti beono con gran divozione a memoria del santo uomo, mangiato dagl'uccegli; e il figliuolo serba questa tazza; e tutto 'l tempo della vita sua bee con quela per memoria di suo padre.