DI DUE ALTRE ISOLE, CIOÈ MESIDRATA E GENOSAFFA, NE LE QUALI FU PROFETIZATO LA INCARNAZIONE DEL FIGLIUOL DI DIO; E D'UNA GENTIL RISPOSTA QUAL FECIONO AD ALESSANDRO MAGNO.

Due altre isole vi sono; una si chiama Mesidrata, l'altra Genosaffa, nelle quali sono così buone genti, leali e piene di gran fede, e mantengono el costume de l'isola sopra detta. In queste isole entrò Alessandro; e quando lui vide la lor buona fede e la loro lealtà, disse, che non gli graverebe punto che gli domandassono richeze o altre cose, che gli donerebe volentieri. E' risposono, che egli erono assai richi, poi ch'egli avevono da mangiare e da bere per sostenere il corpo, e che le richeze e' tesori in questo mondo nulla vagliono, nè vogliamo; ma se lui ci potessi donare, che noi non morissimo, e che fussimo inmortali, di ciò gli renderebono grazia e mercè. Re Alessandro rispose, questo non potrebe fare, chè lui era così mortale come erono loro. Egli dissono: per qual cagione dunque, se se' mortale, se' tu così rigoglioso e fiero e di vani pensieri, che vuoi sottomettere tutto el mondo a modo che tu fussi Dio inmortale? In termine alcuno non ài vita, nè ora, nè meza; e tu vuoi ragunare tutto l'aver del mondo, il quale in brieve tempo tu lascerai, almeno quando tu morrai; e in cotal modo quelo ch'è stato d'altrui prima che tuo, sarà d'altrui dapoi ch'è stato tuo, però che teco non porterai alcuna cosa, e come nascesti nudo, così nudo ritornerai in terra, de la qual fusti criato. Tu debi pensare e sapere, che niuno è inmortale, salvo che Idio, che ogni cosa criò: tu non debi disiderare quel che a te non può rimanere. Per questa risposta il Re Alessandro fu sbigottito, e partissi da loro sanza alcun male. E quantunque questa gente non abino gli articoli della fede totalmente, come noi abiamo, non dimeno per la loro buona fede naturale e per la loro intenzione buona, io mi penso e rendomi certo, che Dio gli ama, e ch'egli piglia e lor servigii a grado, a modo che fece di Iob, che fu pagano; e benchè fusse pagano, pure Idio lo tenne pel suo leale servo. E, benchè sieno assai più leggi diverse per lo mondo, io credo che Iddio ami tutti quegli ch'amano e servono lui, cioè in verità, lealtà et umilità, e che dispregiano la vita di questo mondo a modo che fanno quelle genti, e come Iob faceva. E questo diceva el nostro Signiore per la bocca de Osea profeta: Scribam ei multiplices leges meas. E altrove dice la Scrittura: Qui totum subdit suis orbem legibus (sic). Per lo simile dice il nostro Signore nello Evangelio: Alias oves habeo, quae non sunt ex hoc ovili; ciò è a dire che aveva altri servi, che [son] quegli che sono sotto la lege di natura, [non] cristiani. E con questo si concorda la visione che ebe santo Petro al Giaffo, quando l'agniolo discese dal cielo e recogli inanzi molte ragioni di bestie, di serpi e altri rettili della terra in grande quantità, e disse a san Pietro: piglia e mangia. E san Piero rispose: io non mangiai mai di cotal bestie immonde. E l'angiol disse: Non dicam immunda quae Deus mandavit (sic); ciò è a dire, che non si dee avere in odio e a dispetto alcuna gente cristiana per la diversità della lege loro, nè alcuni di loro giudicare; anzi si dee pregare Idio per loro, perchè noi non sappiamo quelli che Dio ama, nè quegli che abia in odio; imperò che Dio non odia creatura che abbia fatto; e però disse san Piero, che seppe la significazione di quella visione: In veritate comperi, quia non est acceptor personarum Deus, nec discernit inter judeos et gentiles, sed omnis[56] qui timet eum, et operatur iustitiam acceptus est illi. E per cotale esemplo, quando io dico De profundis per le anime passate, io lo dico, congiugnendo [tutti] con li cristiani insieme, cioè per le anime di tutti e morti pro quibus sit orandi; però che io dico, che Idio ama questa gente per la lealtà e per la umilità loro, perchè tra loro tutta via sono perfetti molto. Ve ne sono stati di continuo in questa isola, che ànno profetezato la incarnazione del nostro Signiore Giesù Cristo, come e' doveva nascere di vergine, bene tremila anni o più imprima che nascesse. Egli credono la incarnazione perfettamente, e non sanno in qual modo sofferisse morte per noi, nè non sanno li Evangeli suoi, nè la sua operazione così bene, come sappiamo noi.