D'UNA ALTRA ISOLA CHIAMATA MULCA, DOVE SONO CATTIVISSIME GENTE CHE BEONO SANGUE D'UOMO; E DELL'ISOLA CHE SI CHIAMA TRACONDIA, DOVE SON GENTE CHE NON PARLONO, MA SIBILLANO.

Da poi si va per molte isole di mare per insino a una isola, che si chiama Mulca; e quivi è ancora cattivissima gente, perchè e' non si dilettono in alcuna cosa, tanto quanto fanno nel battagliare e in uccidere l'un l'altro, e spezialmente forestieri: e egliono beono tropo volentieri sangue d'uomo; il qual sangue chiamono Dan: e quello che più ne può uccidere, è più onorato fra loro. E se due persone, che si portino odio, si sono acordati per amici, o vero che alcuni fanno patto e obligazioni fra loro, fa di bisogno che ciascun bea del sangue dell'altro, altrimenti la concordia, o patto, o vero obligazione sarebe nulla: se un facesse contro a tal concordia, o patto, o ubligazione, di nulla sarebe biasimato nè riprobato. Da questa isola si va per mare, di isola in isola, infino a un'altra isola che si chiama Tracondia, ove sono le gente tutte bestiale a modo che inrazionale, e stanno in caverne che fanno in terra, perchè e' non ànno tanto senno che sappin fare case; e mangione carne di serpenti e altre brutte cose. Egliono non parlono, ma sibillano l'uno a l'altro a modo di serpenti, e di nesuno aver si curono, salvo che d'una pietra preziosa, la quale è di XL. colori; e però il nome dell'isola è chiamata Tracondia. Egli amono molto questa pietra, e non sanno che virtù s'abbia, ma egliono disiderono solamente la sua belleza.