XI. Il Bosco.

23. Fare il bosco bene, ecco un punto essenzialissimo dell'allevamento dei bachi.

È difettosa l'opinione che quando i bachi ne hanno voglia fanno galletta dappertutto. Ciò è vero in parte; ma che galletta? Rugginosa, muffata, macchiata, fiacca, malformata ed ammaccata: che poi alla bacinella rende poco, il cui filo si strappa; cosicchè infine l'acquirente si stanca di venir a comprare su taluna delle nostre piazze, o ci fa prezzi troppo bassi.

24. Facciamolo dunque bene il bosco; e cioè:

Esaminiamo questi cinque punti:

25. Il bosco deve farsi in luogo arioso, asciutto e pulito.

Pertanto, se si ha abbondanza di locali, nulla di meglio che portare i bachi maturi fuori del locale ove furono allevati e metterli al bosco in apposito ambiente, che può del resto essere anche semplicemente un granaio, purchè riscaldabile all'occorrenza, purchè non infestato da topi e purchè arioso, asciutto, pulito.

E per seguire questo metodo non occorre nemmeno prendere i bachi maturi colle mani dalle arelle su cui si coltivarono (perchè si va a rischio di coglierne anche dei mal maturi o di sciuparne qualcuno) ma basta mettere sulle arelle ove si danno gli ultimi pasti ai bachi delle frasche ben secche, sottili, leggere e rade (chiare) o meglio degli steli secchi di ravizzone (colsato) o di scoparia (spazzadora da campo) e con tali frasche o steli, su cui si arrampicano i bachi maturi, si portano questi nell'ambiente ove poi dovranno filare.

Se invece lo spazio fa difetto, il che è purtroppo cosa comune, è necessario fare il bosco nello stesso locale di allevamento; ma in tal caso si cerchi di far bosco senza letto. Anche allora, per levare i bachi maturi si usi pure del sistema predetto, ponendo sulle arelle ove i bachi mangiano delle frasche (ma secche, secche, non appassite soltanto) e con esse si portino i bachi sulla prima arella libera, in alto, sulla quale si sarà preparato il bosco. Questo potrà esser fatto anche col metodo comune o lombardo, e cioè a siepi di fascine disposte a caselle (calti) ma coi bachi portati. Di mano in mano insomma il bosco dovrebbe farsi su arelle libere, sulle quali si portano i bachi maturi; mentre gli ultimi ritardatari, se lo spazio lo consente, si dovrebbero levare accuratamente e portare su arelle speciali ove si alimenteranno separatamente per farli poi salire alla loro volta.

26. Il materiale con cui si fa il bosco sia nuovo, secco, pulito, sottile e rado.

I buoni agricoltori dovrebbero tutti coltivare ogni anno un po' di ravizzone per averne olio e steli secchi, che sono il miglior materiale per far bosco ai bachi. Un'altra buonissima pianta per questo è la scopa (spazzadora) anche questa di facile coltivazione ove si abbiano terreni sabbiosi.

Buone materie per far bosco sono anche le ginestre, la paglia di segale ben secca, i ricci o trucioli (rizzi) di falegname e la cosiddetta paglia di legno.

Adatta abbastanza è poi qualsiasi legna minuta, anche di gelso o di vite (sarmenti) purchè sia veramente minuta e, lo ripeto, secca, e purchè non legata e ristretta in fascine compatte; dalle fascine ogni grosso legno deve essere stato levato.

Nella legna grossolana e legata strettamente in fascine il baco fa il bozzolo malamente; la galletta riesce piccola,[8] deforme e ammaccata. Nella legna umida poi il bozzolo viene attaccato da muffe e diviene macchiato o rugginoso.

Il bosco vecchio, che ha cioè servito una volta, si bruci; non si conservi.

27. I letti non debbono restare sotto al bosco. Levati i bachi ritardatari per dar loro ancora i pochi pasti necessari, e questi di foglia mondata, si toglieranno al più presto dalle caselle (calti) i letti e anche le carte, se vi sono, onde non resti materia umida sotto i bachi che filano e l'aria circoli senza trovare ostacoli.

28. Non soffochiamo il bosco con coperture dannose.

Una leggera copertura del bosco con garze pulite sarebbe anche adatta; ma coprire con carte è assai mal fatto; l'aria non circola; molti bachi muoiono soffocati prima di filare o a mezza filatura, e molti bozzoli restano ammaccati; ed ecco un'altra causa di mancato prodotto o di qualità meschina. Dunque: o coprire il bosco con arelle, con garze o con altra materia permeabile all'aria, o non coprire affatto. Del resto basta tenere nel luogo del bosco luce moderata perchè i bachi filino benissimo, senza bisogno di copertura.

29. I suffumigi (profumi) durante il lavoro del baco, possono arrecare danno alla qualità del bozzolo o disturbo al lavoro del baco che, finiti i pasti, ha bisogno essenzialmente d'aria pura.

Perciò non si facciano suffumigi di nessuna specie durante la filatura, anche per non dare pretesti a chi compra le gallette.

Lo ripeto dunque: per la salita al bosco, e fino alla raccolta dei bozzoli, aria, aria asciutta, niente letti, niente suffumigi, materiale da bosco secco, nuovo, pulito, e non coperture soffocatrici!

***

Un bosco che nella sua massima semplicità riunirebbe tutti, o quasi tutti, i vantaggi desiderati è quello rappresentato dalla figura B.

È composto di legna assai minuta adagiata e disposta in 2 piani (S S nella figura)

Fig. B. Bosco Pasti sul castello (peagnara)

Quivi dovrebbero poter fare il bozzolo i bachi di tutta una peagnara o castello, concentrando sui due ripiani preparati pel bosco i bachi di 5-6 arelle. Ma come portare sulle due imboscate i bachi maturi? Levandoli a mano con fraschette dalle arelle ove ancor mangiano gli altri, e deponendoli sul bosco.

Naturalmente, perchè le 2 false arelle S S col bosco possano meglio sostenersi, converrà farle con bastoni longitudinali e trasversali. E per evitare che i bachi del bosco di sopra macchino colle loro dejezioni quelli di sotto, un'arella con carta, applicata per qualche tempo sotto al bosco superiore (Vedi A nella Fig. B) servirà all'uopo. Questa arella vera non resterà sotto al primo bosco che fino a filatura bene avviata di tutti i bachi. Poi si leverà[9].

Il bosco così sarebbe arieggiato, asciutto e non avrebbe letti; il bozzolo non vi soffrirebbe e se ne otterrebbe quindi migliore qualità di galletta che dalle caselle (calti) soffocate e umidiccie — Provatelo.

***

30. Una raccomandazione, per finire. Se presso qualche vostro conoscente, amico, parente, si manifesta il calcino, guardatevi dall'andare e venire dalle sue bigattiere alle vostre, guardatevi dallo scambio di arelle, carte o altro materiale, ed evitate accuratamente che le donne che accudiscono a quei bachi possano venire a vedere o, peggio, a lavorare, attorno ai vostri bachi!

Seguendo queste nonne, i bachicultori del Veronese potranno rialzare le sorti di questa loro industria ora depressa e ritornare certo a prodotti molto più elevati, e, probabilmente, anche a prezzi più rimuneratori.