II

Tenzone fra Bartolomeo e Bonodico

I

Bartolomeo a Bonodico

Se donna gentile debba amare amante baldo e ardito o incerto e dubbioso.

Vostro saver provato m'è mistieri,
poi mi so' in tutta dubitanza.
Di dui amanti molto piacentieri,
ch'aman di fino core un'alta amanza,
l'un ha baldeza e mostra volentieri
ciò che gli avèn per lei con arditanza;
l'altr'è dottoso e biasma li parlieri,
ch'a la sua donna contan lor pesanza.
A cui degia donar so intendimento
la gentil donna, che di ciò è sagia?
Ch'io no nd'ho caunoscenza in veritate.
Però vi prego claro intendimento
per vostra bontá tostamente n'agia,
scrivendomi di ciò la veritate.

II

Bonodico a Bartolomeo

Donna valente deve amare colui che a lei piaccia.

Giá non sète di senno sí legieri
che v'abisogni il meo per far certanza;
ma piaquevo per mettervi 'n penseri
di ciò che dite d'altrui innamoranza.
S'eo vi rispondo co' nd' agio sentieri,
rason, ch'è 'n voi, damende baldanza,
poich'amor nasce, regna per piaceri
e per altra vertú non fa mutanza.
Amar non pò contra 'l suo piacimento
donna valente, col fin amor sagia:
voi ne savete 'l ver, che mi negate.
Altro non vo' dichiaro, ch'eo non sento:
non richerete in me piú ch'eo non n'agia;
s'eo vi discrivo fallo, voi mendate.


III
GONNELLA DEGLI ANTELMINELLI