IV
Chi ha la fortuna favorevole non si rallegri troppo.
Qual omo è su la rota per ventura
non si ralegri perché sia inalzato,
ché, quanto piò si mostra chiara e pura,
alor si gira ed hallo disbasato.
E nullo prato ha sí fresca verdura,
che gli suoi fiori non cangino istato;
e questo saccio ch'avien per natura:
piú grave cade chi piú è montato.
No se dev'omo troppo ralegrare
di gran grandeza né tener ispene,
ché gli è gran doglia alegressa fallire.
Anzi si deve molto umiliare,
non far soperchio perch'agia gran bene,
ché ogna monte a valle dé' venire.