VII

Dopo aver parlato della lotta, che combatte per la sua donna disserta sul ben fare e sulla follia.

Sperando lungamente in acrescenza
trar contendenza — d'alto signoragio,
che mi dá tal coragio
ch'ogn'altr'om i' ne credo sovrastare,
di ben servir mi dona caunoscenza, 5
che da ubidenza — nat'è per lignagio.
E non è alcun paragio,
che a l'ubidir si possa asimigliare,
però che fa l'om fin preso aquistare
e 'navanzare, e nascende onoranza 10
e ricca nominanza.
Servire e ubidenza
vegnon da cognoscenza;

di caunoscenza non è dubitato
che nasce per fin senno ed è provato. 15
Da senno ven largheza, e cortesia
oblia — torto, orgoglio e scaunoscenza
e tutt'altra fallenza,
che per rasion potesse dispiacere.
E chi ben fa non usa villania, 20
né follia — comporta sofferenza;
ed è matta credenza
che l'un coll'altro possa sofferére,
però che son diversi di valere;
ché l'un val pregio, unde s'aquista amore, 25
e l'altro disamore.
Però han diversitate
e contrarietate;
ché l'un contrar' per l'altro si disvia,
come per morte vita tuttavia. 30