SCENA X.
FRANCESCO e MATILDE dal fondo. Detti.
Franc. — Oh bravi! Eccoli qui tutti per il cavaliere Valori.
Oreste. — Venga, sor Savelli: tutti quanti per il Valori!
Mart. — Meno Bobi, con licenza parlando!
Bobi. — Sì, perchè non valeva la pena di far lo sciopero se ora si rinunzia a raccogliere dal Faustini quel che si è fatto perdere al Valori.
Mat. — Scusate se ci metto bocca io; ma voi, operaio del Valori, sapevate che lo sciopero poteva rovinarlo?
Bobi. — Valori mi aveva licenziato, e un operaio come me.....
Mart. — Ma che operaio! Tu parli sempre a nome degli operai, ma soltanto per far nulla.
Cencio. — Peggio che nulla: non lascia lavorare!
Oreste. — E neanche imparare.....
Ambr. — Fuori dei piedi ch'egli è meglio per tutti!
Tutti. — Sì, fuori!
Bobi. — Nossignori: da quest'officina non sarete voi che mi caccerete.
Mart. — Ti caccerà il principale, se non ti cacceremo noi.....
Bobi. — Il principale cacciar me? Badate piuttosto voi altri che d'or innanzi non dipendiate da me più di quel che credete tutti quanti; sì, limatori, massellatori e capi-fabbrica... aristocratici!
Gli altri. — Noi? Da te?
Franc. — Zitti! (Ah! se non ci fosse mia moglie!)
Bobi. — Ecco il principale che vi metterà la testa a segno. Venga, sor Faustini, lo aspettiamo!