SCENA XI.

AGNESE, dalla destra, inosservata. Detti.

Franc. (slanciandosi fuori di sè ad armarsi di un martello).

Voci (di fuori). — Dàgli!... ammazzalo!

Carlo. — Ah sì?... (cava di tasca una rivoltella e l'appunta contro Francesco)

Franc. — Ebbene mi ucciderai; ma resteranno cento per strapparti il cuore!

Agnese (che colpita dall'idea di poter salvare Carlo si è intanto slanciata alla macchina ed ha chiuso le valvole di sicurezza, grida con forza:) — Non resterà nessuno perchè scoppierà prima la macchina!

Franc. e tutti gli operai (si buttano smarriti verso la porta a sinistra con un grido di terrore).

Carlo. — Ah! Vedete quando combattete per l'ozio e per l'invidia come la mano di una donna basta per schiacciarvi! Io potrei seppellirvi tutti con me sotto le rovine dell'officina; ma preferisco di lasciare a voi soli il vanto di avermi assassinato!

(getta loro la chiave della porta e riapre le valvole. Mentre un operaio si precipita per pigliare la chiave, e Carlo, sostenendo Agnese che si è abbandonata fra le sue braccia, intima a loro tutti di uscire, cala rapidamente il sipario).

FINE DELL'ATTO TERZO.

ATTO QUARTO

La scena dell'Atto secondo. — È giorno.