INTERLOCUTORI
| CARLO GOLDONI. | |
| NICOLETTA, sua moglie. | |
| ANTONIO, nipote di Carlo. | |
| GIUSEPPE CHÉNIER. | |
| BATTISTINO STUCK, | Comici italiani al servizio del Re di Francia, pensionati. |
| SUSANNA BERTINAZZI, | |
| MARIA FARINELLI, | |
| BALLETTI, | |
| GANDINI, | |
| MATTIUZZI, | |
| PIERINA, serva di casa Goldoni. | |
| ROSALIA FARINELLI, maestra di musica. | |
| M. G. RICCOBONI, già attrice e poi scrittrice | |
| RINALDI, professore di lingua italiana. | |
| EMILIA RINALDI, sua moglie. | |
| AGIRONI, farmacista. | |
| LEGENDRE. | |
| BOUCHARD. | |
| Un COMMISSARIO di polizia. | |
| Due agenti di polizia. | |
L'azione nel 1º atto e nell'intermezzo in casa di Goldoni, a Parigi, in via Richelieu, il 22 settembre 1792; nel 2º in una soffitta in via Mauconseil, il 6 febbraio 1793.
ATTO PRIMO
In casa di Goldoni, via Richelieu, presso il Palazzo Reale. Sala arredata signorilmente secondo lo stile di Luigi XV; ma la mobilia dimostra di avere giusto i suoi trent'anni, per quanto conservata da una buona massaia. In fondo, ai due lati d'una porta che è la comune, due stipi, sopra uno dei quali c'è un busto di Molière fra due vasi di fiori, sull'altro un orologio a pendolo fra due candelieri: sulla scena, a destra dell'attore, un canapè fra due seggiole; a sinistra fra una seggiola ed un seggiolone, un tavolino sul quale ci sono dei libri, un campanello e l'occorrente per iscrivere. Tanto il canapè che il tavolino sono difesi da due paraventi, la cui intelaiatura è coperta d'antica stoffa di colore oscuro ed a disegno chinese. Cinque porte: la comune, come si è detto, nel mezzo in fondo, e quattro laterali; quella al proscenio a destra scorge alla camera da letto di Carlo ed Antonio, e quella a sinistra pure al proscenio alla stanza della signora Nicoletta e di Pierina. Delle altre due quella a destra scorge ad un salotto, e l'altra alla stanza di Battistino. Tra le due porte a sinistra, addossato alla parete e colla tastiera verso il fondo, un cembalo a mezza coda: alle pareti in fondo, sugli stipi, le specchiere dell'epoca; sul tavolino un tappeto, alle porte delle tende, e sull'impiantito una tela di colore oscuro ed unito. È giorno.