SCENA XIII.
BOBI dal fondo. Detti.
Bobi. — Ecco i numeri presi proprio caldi dal botteghino.
Nanni. — Ma se li so a memoria!
Andr. — Sarà sempre bene assicurarsi...
Nanni. — Andiamo a desinare che io c'ho già le traveggole... (si avvia).
Andr. (leggendo). — Tredici, trentadue...
Nanni (fermatosi). — Trentatrè, trentatrè...
Andr. — Trentadue, cinquantacinque, settantasette ed ottantasette!
Nanni (atterrito). — Ottantuno!... Ottantuno!... Maria, tu l'hai visto l'otto e poi il bastone?
Maria (impaurita). — Io? Io... io non capisco più nulla.
Andr. — Ha preso il sette per l'uno!
Nanni. — No; voi volete mettermi in mezzo, canzonarmi, perchè siete un invidioso! Fiorenza, eccoti la mia polizza: tu non mi puoi tradire, sei la mia cara figliuola! Sono quattro, non è vero, quattro?
Fior. (confrontando i due biglietti). — Tredici e cinquantacinque!... Due soli, babbo mio, due soli!!
Nanni (disperato, colle mani nei capelli, si abbandona nelle braccia di Fiorenza). — Assassini!
Bobi (se ne esce dal fondo col suo paniere gridando). — O che bollori! O che bollori!
(Mentre Oreste raccoglie i giornali, il sipario cala prontamente).
FINE DELL'ATTO PRIMO.