SANTORRE SANTAROSA MORTO PER LA LIBERTÀ DELLA GRECIA NEL 1825

CONFERENZA
DI
ISIDORO DEL LUNGO.

Signore e Signori,

La lettura che io sono per farvi si compone di pensieri e di sentimenti, più che miei, dell'uomo stesso a cui la consacro. Io farò poco altro che consertare insieme pagine sue,[1] o di amici suoi, delle quali le più intime sono venute a luce la maggior parte in questi ultimi anni, e da esse si rivela e l'uomo e il patriotta: l'uno e l'altro degni di tal reverenza, che pochi esempi possono dalla storia del nostro Risorgimento proporsi alla gioventù italiana, più efficaci a ispirarle magnanimità di sensi e di opere, severità di propositi, alto concetto di quanto ciascun uomo deve a' suoi simili, ciascun cittadino alla patria. Evoco dinanzi a voi la nobile figura di un Eroe del Risorgimento italico che lo è altresì del Risorgimento ellenico. La rivendicazione della libertà greca dalla barbarie mussulmana occupò fra il 1821 e il 29 una pagina lieta e gloriosa nel triste libro delle umane vicende, che oggi altre mani riaprono pur a quella pagina (piacesse a Dio che fosse per segnarvi senz'altro la santa parola Giustizia!): e quel 1821 è altresì la data dei primi moti italiani per le riforme liberali e l'indipendenza nostra dall'Austria. Nel 25 Santorre Santarosa moriva, precursore di Giorgio Byron, per la libertà della Grecia, poichè gli era fallito di operare per la grandezza d'Italia. Questo è l'uomo del quale io vi parlo, e che faccio parlare dinanzi a Voi.