SCENA TERZA
SOFONISBA, MASSINISSA.
SOFON. Io non credei piú rivederti; e in vero piú nol dovea: ma il volle (il crederesti?) Siface istesso…
MASSIN. E fu pietade, o scherno?
SOFON. Grandezza ell'era; e, a ridestare in noi ogni alto senso, è troppa. Ei stesso teco vuolsi abboccar: ma ch'io il preceda impone; e che…
MASSIN. Tal vista io sostener?…
SOFON. Men grande
sei tu di lui? Teme ei la tua?
MASSIN. Né posso
dirti pria…?
SOFON. Che dirai, che udire io 'l possa?
MASSIN. Nuovo martire invan mi dai: va' dirti, ch'io quí ti trassi, e che sottrarten voglio, ad ogni costo, io stesso.
SOFON. A te mi diedi io stessa, il sai; da te mi tolgo io stessa. Funesto a me il comanda alto dovere: ma, da ogni mal sottrarmi, in me son certa, seguitando Siface. Ad esser forte, dunque apprendi or da me. Di Roma è il campo questo: Scipion vi sta; tu, re, vi stai: ed io vi sto, d'Asdrúbal figlia: or dimmi; vuoi forse tu che amar volgar sia il nostro?
MASSIN. Ah! di ben altra fiamma arde il mio core, che non il tuo… Grandezza e gloria e fama, tutto in te sola io pongo… Esser dei mia; pera il mio regno; intero pera il mondo;… tu mia sarai. Perigli omai, né danni, non conosco, né temo. A tutto io presto, fuor che a perderti, sono; e pria…
SOFON. Ti basti d'aver tu sol tutto il mio core… Indegno non ten mostrar… Ma, che dich'io? la vista, la sola vista di Siface inerme, vinto, e cattivo, eppur sereno e forte, fia bastante a tornarti ora in te stesso.
MASSIN. Misero me!… Se almen potessi io solo!… Ma, di voi non son io men generoso; ben altro amante io sono: e nobil prova darne mi appresto…
SOFON. Ecco Siface.
MASSIN. —Udirmi anch'ei potrá; né di spregiarmi ardire avrete voi.