NOTE:
[1]. Vedasi al principio delle memorie di Franklin scritte da lui medesimo una nota sull'origine di questo nome.
[2]. Noi non abbiamo potuto tradur meglio questo giuoco di parole fondato sull'indole di una lingua composta d'inglese e di sassone, quanto col valerci delle denominazioni di queste lingue medesime. È noto che gl'inglesi danno denominazioni diverse a molti animali vivi ed alle loro carni quando sono macellati. Il bue, il vitello, il montone, si chiamano ov, calf, sheop, hog, le loro carni beef, calf, sheep, hog. Ma ad onta di tale schiarimento, lo stesso giuoco di parole non può avere grande vezzo per noi.
[3]. Tal esercizio si legge descritto nel viaggio di Heude nella Persia e nella Turchia.
[4]. Eravi un'ordinanza di Guglielmo il conquistatore, per cui tutte le sere alle otto ore, dopo certo suono della campana, ogni abitante doveva avere spento il fuoco ed i lumi. E l'ordinanza, e il suono che la rammentava presero il nome di Curfew, coprifuoco.
[5]. L'idromele, lo spiega il vocabolo stesso, è un liquore composto d'aqua e di mele, il sidro, ognun lo conosce per una bevanda fatta col sugo fermentato di mele ed anche di pere. Il morat era una bevanda composta di sugo di more e di mele. Il pigmento altra bevanda ove entravano vino, mele e diversi aromi.
[6]. Il termine adoperato nell'originale è varlet, che erano i paggi dell'antica cavalleria.
[7]. Moneta d'oro di grand'uso presso gli Ebrei.
[8]. Delegazione incaricata di levar tasse arbitrarie sugl'Israeliti.
[9]. Nel secolo XIII, tempo a cui si riferisce questo romanzo, si era lungi perfino dal sospettare, che la scintilla svolta nel batter fuoco è una particella infiammata dal ferro dell'acciarino, e molte saranno le classi di persone che nemmeno adesso lo sanno.
[10]. Questi tornei si riguardavano come giuochi, e il campione che si offriva nella giostra a far fronte a tutti gli assalitori veniva detto tenitore, come quegli che tenea la posta di tutti i giuocatori.
[11]. Moneta di Costantinopoli, che al par de' shekel avea gran corso fra gli Ebrei.
[12]. Witless in Inglese significa senza spirito. Weatherbrain capo sventato.
[13]. Niun leggitore, m'immagino, dimenticherà che l'autor del Romanzo è Inglese, e parla qui della sua patria.
[14]. I buoni estimatori delle bellezze comiche o romanzesche, apprezzeranno sommamente questo sfogo leggiadrissimo in cui l'usurajo prorompe, così per la verità che trovasi in esso come per la sua ammirabile opportunità. Perchè pochi leggitori, gli è vero, non s'avvedono che il cavaliere Diseredato è il pellegrino, ossia, giusta ogni indizio, il figlio di Cedric. Ma era dovere dell'autore del romanzo il darne loro una più sicura conferma, e darla in un modo non triviale, qual sarebbe stata la narrazione. Chi avrebbe immaginato che tale conferma sarebbe venuta con tanto vezzo e naturalezza da quella cortesia che in sulla strada d'Ashby il pellegrino riceve dall'Ebreo perplesso fra la riconoscenza e l'avarizia? Ma egli è privilegio unico dei sommi ingegni il nascondere i propri sforzi, sicchè tali non compariscano, e il presentare quel facile difficile, in cui sta la perfezione dell'arte.
[15]. Veramente il cavaliere Diseredato non si diede nè per sassone nè per normanno. Ma siccome la giostra era istituita secondo l'uso dell'armeggiare normanno, e festa normanna, così può ammettersi che Gurth s'intitolasse scudiere normanno.
[16]. Beauséant chiamavasi la bandiera de' Templarii per metà nera, e bianca per l'altra metà, a fine, dicesi, di significare, ch'essi erano neri, cioè terribili contro gl'infedeli, mansueti e benevoli verso i cristiani.
[17]. Antica moneta d'oro che valeva incirca venti lire italiane.
[18]. Bevanda fatta di grano e d'erbe.
[19]. Si avea per estrema ignominia appo i Sassoni il meritar tale epiteto. Lo stesso Guglielmo il conquistatore, comunque odiatissimo dagli Anglo-Sassoni, seppe ridurne un esercito sotto i suoi stendardi colla minaccia di divulgare quali altrettanti nidering coloro che fossero rimasti addietro. Un epiteto consimile a questo operava, a quanto narrano alcuni scrittori, egual prestigio sopra i Danesi.
[20]. Quante idee presenta in un tempo medesimo questo brindisi! L'equità e la grandezza d'animo di Cedric, che onora il valore d'un principe sventurato, di nazione a lui odievole, divenutogli parimente avverso per domestici affari e di cui si era lagnato prima in quella stessa assemblea; l'ardimento di portar questo brindisi alla presenza di colui che fratello dell'encomiato, ne usurpa ad un tempo i diritti; l'amore de' buoni che un sì nobil procedere dee procacciar vie più al rispettabil vegliardo, apportatore del brindisi; il turbamento che ne avrà il tiranno, in quei momenti appunto che paventa il ritorno del tradito fratello; la perplessità, la sorpresa de' cortigiani, la vittoria cui questa prontezza inspirata da generosità ottiene a Cedric sopra tutti i spiritosi motteggi che costoro lanciarono sopra di lui! Tanto è vero che i sublimi detti son tali spesse volte per le circostanze in cui gli stessi detti vengono pronunziati. Ma il condur queste circostanze, e scorgerle e afferrarle ove sono, è privilegio sol di pochi altissimi ingegni.
[21]. A tale Roberto fu anzi offerto dai crociati medesimi il trono di Gerusalemme ch'ei ricusò; la quale rinunzia che doveva fargli un merito presso i baroni inglesi, venne in vece ritorta a suo svantaggio, come in questa nota il vedremo. Dopo la morte di Guglielmo il Conquistatore, il primo de' tre figli di lui che regnò fu il secondogenito Guglielmo il Rosso che non men del padre resse con ferreo scettro l'Inghilterra. Il terzogenito indi, Enrico I, ambiziosissimo Principe, si fece acclamar re in pregiudizio del fratello denigrandolo col seguente stravagantissimo discorso all'assemblea de' baroni.
«Amati e fedeli signori, ben noto è a voi tutti che Dio avea chiamato il mio fratello al trono di Gerusalemme, del quale onore si riconobbe indegno egli stesso. Sol ponendo suo diletto nel commettere atti di crudeltà, egli vi sprezza. Quanto a me, di cui conoscete la giustizia, le intenzioni pacifiche e la prudenza, prometto a tutti voi rispettare i vostri privilegi e ascoltare pazientemente i consigli che sarete per darmi. Se così vi piace giurerò osservare le leggi che il santo re Odoardo vi ha date. Fatemi forte del vostro soccorso, o fratelli, e congiuntamente sapremo confondere i nostri nemici.»
Comunque riconoscesse il trono da una usurpazione, Enrico I, governò, per vero dire, assai mitemente, e tolse molte leggi gravose poste dai suoi predecessori normanni e tra l'altre il copri-fuoco (vedi Muller). Com'è adunque, potrebbe chiedersi, che Walter Scott, studiosissimo della storica verità quanto a genealogie, leggi e costumanze, ha fatto che Cedric, vissuto circa un secolo dopo, al capitolo III di questo Romanzo Storico, si lagni del copri-fuoco? Ne dedurremo che qualche principe venuto dopo lo avrà rimesso in vigore, e sarà stato probabilmente Enrico II. Perchè i re succeduti ad Enrico I furono Stefano di Bologna nipote dello stesso Enrico I, indi Enrico II, padre di Riccardo-Cuor-di-Leone e di Giovanni Senza Terra, personaggi del presente Romanzo. Ora non può essere Stefano di Bologna che inteso ad amicarsi le fazioni per sostenere la guerra contro Enrico d'Angiò superò in condiscendenza il suo predecessore. Enrico II certamente fu un gran Principe, ma più per vedute politiche e fermezza d'indole, che per l'arte di farsi amar dagli originarj, cioè dagli Anglo-Sassoni; chè anzi in tutte le sue leggi fu parzialissimo pe' Normanni. Per altra parte chi ordinò l'assassinio dell'arcivescovo di Cantorbery (lasciando a parte il merito della causa) poteva ben'anche rinnovellare la legge del coprifuoco. Se poi o Riccardo o (cosa che sarebbe stata più verisimile) Giovanni avessero fatto risorgere sì odiosa legge, Walter Scott, cred'io, si sarebbe valso di Cedric per rendere consapevoli i suoi leggitori.
[22]. Ognun vede che questo grottesco miscuglio della Madonna e del Papa, e degli usi della cavalleria coi fatti dell'antico Testamento, è inteso a provare l'ignoranza che in quella età dominava e nel Clero e più nelle persone datesi al mestier dell'armi, ignoranza che comunque molto estesa, pure aveva i suoi gradi proporzionati ai ceti degl'individui; la qual cosa Walter Scott fa ingegnosamente comprendere dalla risposta che Fitzurse, uom di gabinetto, dà a Bracy, condottiere di bande d'armigeri.
[23]. Tal era il nome che davasi a que' giorni alla musica vocale unita all'istrumentale. I cantarini o menestrelli che accompagnavano le ballate col liuto erano professori dell'arte giocosa.
[24]. Antichi generi di poesia francese portati in Inghilterra dai conquistatori normanni. Le serventesi (sirvente) erano poesie in terza rima, le lai poesie flebili, i virelai poesie miste di versi luoghi e corti, e con ritornello.
[25]. Oltre ai frati cresciuti a dismisura nel secolo XIII, i Templari, i cavalieri di Gerusalemme, i reduci dalla crociata allor ringorgavano nell'Inghilterra.
[26]. Non mi fo mallevadore di questo fatto che si riferisce alla storia naturale, e da me presentato qual lo trovai nell'autografo che è guida del mio racconto. Nota dell'autore inglese.
[27]. È una trista verità, ma pur verità, che ne' tempi, di cui parla questo romanzo storico, e anche assai prima, e anche molto tempo dopo, non v'era scellerato, o masnadiero in Europa, che nel compiere i più atroci delitti non invocasse il nome di Dio, e tutti gli emblemi i più rispettabili della nostra religione, di cui si mostrava egli pure persuaso. Ho ragione di dire anche molto dopo l'epoca del presente romanzo. Non v'ha chi ignori come nel secolo XV, diversi fra quali anche ecclesiastici di riguardo, avendo partecipato alla celebre congiura de' Pazzi, intesa a trucidare Lorenzo e Giuliano de' Medici, vennero scelti per teatro dell'assassinio la chiesa di s. Riparata in Firenze, per tempo di commetterlo, un dì festivo e l'istante dell'elevazione dell'Ostia. V. Machiavelli e Galuzzi.
Chi fosse curioso d'altre prove di delitti, ai quali si osava chiamare testimonio ed auspice il cielo, e commessi in tal modo fin da persone, che per dignità e ministero avrebbero dovuto vie più inorridirne, legga il carteggio fra Baiazet II ed un principe Cristiano in Bethune, Biblioteca Reale di Francia, ecc.; in Tommasi, vita del duca Valentino, tom. 1.
[28]. Vostro Valore, altro titolo della natura di Vostra Grazia, Vostra Grandezza.
[29]. Isacco, che aveva sempre fatto ridere, a questo passo diviene sublime, e comanda le lagrime. Non solo ai tempi descritti dall'autore, ma anche al dì d'oggi, in compenso di alcuni difetti insiti nella popolazione ebrea, o piuttosto prodotti da circostanze ad essa pregiudizievoli nè vinte ancora del tutto dai progressi della ragione, è caratteristico della stessa nazione un esemplare, tenero amor di famiglia; per cui, se non istette al di sotto del vero, non esagerò certamente Isacco nella conclusione della seconda risposta, non men comovente della prima e dell'ultima, vigorosissima in oltre e ricca d'immagini, che, come or vedrassi, egli diede a Reginaldo di Frondeboeuf.
[30]. In que' giorni i carcerieri delle persone d'alto affare erano uomini eglino pure ragguardevoli. Anche in Italia, circa un secolo e mezzo dopo l'epoca cui si riferisce questo romanzo, il carceriere di Cosimo de' Medici, soprannominato indi Padre della Patria, ma in quel momento perseguitato da una fazione, era ser Francesco Malevolti gentiluomo cospicuo di Firenze, al cui nobile animo lo stesso Cosimo dovette la salvezza della propria vita compromessa da un tradimento, e in tal qual modo la libertà. E simile usanza durò certamente fino al secolo XVI nell'Inghilterra, perchè il carceriere di Maria Stuarda era sir Amiano Powlet, signore di Fotheringay.
[31]. Distintivo de' cavalieri, come si è veduto in altra parte di questo romanzo. Ognun scorge che lady Rowena si vale di questa circollocuzione perchè vuol piuttosto riguardarlo uom che porti catenelle e speroni d'oro, anzichè autenticargli il titolo di cavaliere nell'atto di commettere un'azione scellerata.
[32]. Costume atroce che a quei giorni veniva praticato, talvolta anche senza perfidia d'animo, ma per un principio di pietà, così ravviata da que' semibarbari, verso tai moribondi della cui guarigione si disperava, e ciò per torli più presto di stento.
[33]. In una nota precedente a pag. 134-135 dicemmo che questo re Stefano fu anche più condiscendente del suo predecessore Enrico I, ma tale sua condiscendenza, limitata a non accrescere la durezza delle leggi imposte dai conquistatori, fu quella stessa che lasciò più allentata briglia alle fazioni, e quindi la debolezza del monarca divenne contemporanea all'accrescere del pubblico disordinamento.
[34]. Que' Sassoni professavano cattolicismo misto ancora d'idolatria, e attribuendo alla divinità e ai canti le passioni dell'odio e della vendetta, come erano avvezzi a supporle ne' loro idoli, doveano certamente credere che Maria Vergine non avrebbe mai più perdonato alla stirpe di coloro i quali le crocifissero il figlio.
[35]. Si sono divisi quasi in due parti gli storici, uno che appone ogni genere di empietà ai Templarii, altra che li difende. Alla pittura offertane di Bois-Guilbert, è lecito il credere che l'autore di questo romanzo tenga alla prima schiera. Se i partigiani dei Templarii sono in maggior numero, debbe anche attribuirsi all'orrore eccitato dal modo dispotico quanto atroce onde adoperò contr'essi, nel 1327, Filippo il Bello, il quale, com'è noto, ottenne da Clemente V, propensissimo a questo monarca, l'abolizion di tal ordine, poi vagheggiandone le ricchezze, mandò sul rogo gli individui che ad esso appartenevano. Ciò nullameno molti storici, anche moderati nel giudicare i Templarii, non sanno scusarli dalla colpa di dissolutezze perfino le più abbominevoli. I più accaniti poi nel perseguitarli attribuiscono loro d'aver professate tutte le empietà che a mano a mano Walter Scott pone sulle labbra di Bois-Guilbert.
[36]. Fra le accuse date sotto il regno di Filippo il Bello ai Templarii furono quelle di professare nei conciliaboli de' provetti fra essi una indifferenza religiosa che sapea d'ateismo, e di macchinare un gran cambiamento così morale come politico su tutto il globo.
[37]. A que' giorni Cherco tanto significava persona ecclesiastica, quanto scienziato. Qui s'adopera per scienziato, ma era necessario conservare tale parola per dar luogo allo scherzo di Bracy: La Reverenza Vostra ec.
[38]. Tutt'altri che un matto sarebbe stato impaziente di manifestarsi al padrone, e di non perdere un tempo troppo prezioso nello spassarsi a render più vaga la sorpresa che dovrà derivare dal suo travestimento. Ma Wamba era sempre un matto, e anche nel prestare un'opera da un uom di senno dovea lasciar trasparire il proprio carattere.
[39]. Vedrà ognuno come l'intenzione dell'autore in questo luogo è meno quella di por fra le labbra di Wamba un giuoco di parole, che mettere sempre in maggior evidenza a quale avvilimento i Normanni conquistatori aveano tratti i nativi; avvilimento per cui i pronipoti di coloro che sostennero le cariche dello stato, erano ridotti alla condizione di schiavi, di buffoni, di porcaiuoli.
[40]. Chi avrebbe immaginato in un dialogo fra Cedric vestito da frate, e la schifosa Ulfrida di cui si maladice le mille volte l'arrivo, chi avrebbe, dissi, immaginato di trovare quanto di sublime l'eloquenza può suggerire? Chiedo indulgenza a' miei leggitori, se queste pause della mia ammirazione lor sembrassero troppo frequenti, benchè nol saranno mai in proporzione delle cose da ammirarsi in Walter Scott. Ma io sono co' miei leggitori nello stato dello spettatore di un bellissimo dramma. Ei non può far di meno di volgersi ai vicini della platea per partecipare in comunione con essi o del dolore o della gioia o dell'estasi che lo rapiscono, e talvolta anche gl'incomoda coll'interrompere il corso della loro attenzione. Di fatto le sublimità del dialogo non finiscono ove ho posta io questa nota.
[41]. S'intende ora il motivo, per cui Reginaldo di Frondeboeuf, sempre scellerato, sempre incapace d'un sentimento che s'accosti nemmeno in lontananza a virtù, pur si ristette un momento in sua ferocia al vedere l'amore sviscerato d'Isacco verso la figlia sua (cap. XXI, pag. 188). Il rimorso del commesso parricidio si ridestò a suo malgrado.
[42]. Le stragi operate dalle crociate, i roghi ove ardeano gli Ebrei ne' regni di Spagna e del Portogallo, il totale sterminio degli abitanti di una metà di globo, hanno provato per lungo tempo, come la malvagità e l'ignoranza avessero sformati mostruosamente i puri principii di quella religione, il cui primo caratteristico è l'amor de' suoi simili.
[43]. Questi veri motivi, per cui Isacco rimase abbandonato, son pur quelli ch'ei si astenne dal far noti a Cedric e ad Atelstano allorchè lo trovarono nella selva. V. p. 162.
[44]. Si osservi che poco prima l'autore notò esser tale la grossezza del masso scalcinato, che avrebbe rotto il ponte. Quindi col nuovo divisamento immaginato dal Templario non s'accordava più il gettare abbasso la stessa pietra per disfarsi de' due, che ora si vogliono per altra via precipitar nella fossa.
[45]. Abbiam veduto che il cavalier Nero aveva in allora per suo stemma un catenaccio e diverse spranghe di ferro.
[46]. Poichè Wamba al pari di tutti i Sassoni di que' tempi professava di buona fede il Cristianesimo, gli è forse perfino inutile il far osservare che la sua arguzia non poteva intendere a satireggiare i veri Cristiani, ma bensì coloro, i quali molti erano in tale età, e molti sono stati pur troppo e prima e dopo, che volendo far servire alla propria malvagità la religion professata, perdonavano come cristiani, e sotto nomi di giustizia divina, d'onore, di dovere coloravano il serbato odio e le vendette sin le più atroci.
[47]. Un Ebreo costretto ad aver che fare con tal razza d'uomini, i quali però si intitolavan Cristiani, era scusabile se la pensava così.
[48]. Uno scrittore italiano non potrà senza tema di digradare in dignità, valersi di questi modi finchè durerà rimembranza del Convitato di Pietra, e di quel famoso monologo d'Arlecchino: Se tutti gli alberi ecc.
[49]. Benchè il priore di Jorvaulx nel principio sia stato indicato come uomo men cattivo degli altri suoi cari amici che si segnalarono per le loro scelleratezze nel decorso di questo romanzo, non fu però detto che fosse un fior di virtù. In oltre, e buoni e cattivi, e Normanni e Sassoni, credeano opera sì meritoria il riguardare siccome bruti gli Ebrei, che non arrossivano nè credean colpa l'aggiustare, anche in empia guisa, i sacri testi alla sragionevole loro intolleranza.
[50]. Reginaldo Fitzurse, William di Tracy, Ugo di Morville e Riccardo Briton, furon gli ufiziali, che interpretarono gli accenti di Enrico II, come questi desiderava venissero interpretati, e si assunsero incarico di assicurare l'uomo or collocato fra i martiri della chiesa.
[51]. Locksley, ossia Robin-Hood, s'intitolò monarca nella foresta ove alla presenza del cavalier Nero (ora re Riccardo) fu fatta la distribuzione delle spoglie di Torquilstone.
[52]. Si sa che il delitto d'Ivanhoe al cospetto del padre era l'essersi chiarito pei Normanni col divenire il favorito di Riccardo Cuor-di-Leone.
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo senza annotazione minimi errori tipografici.
Copertina creata dal trascrittore e posta nel pubblico dominio.