FRANCESCA DA RIMINI.
DANTE, L'INFERNO.


CANTO QUINTO.

'Siede la terra dove nata fui
Sulla marina, dove il Po discende
Per aver pace co' seguaci sui.
Amor, che al cor gentil ratto s'apprende,
Prese costui della bella persona
Che mi fu tolta, e il modo ancor m' offende.
Amor, che a nullo amato amar perdona,
Mi prese del costui piacer si forte,
Che, come vedi, ancor non mi abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:10
Caino attende chi vita ci spense.'
Queste parole da lor ci fur porte.
Da che io intesi quelle anime offense
Chinai 'l viso, e tanto il tenni basso,
Finchè il Poeta mi disse: 'Che pense?'
Quando risposi, cominciai: 'O lasso!
Quanti dolci pensier, quanto disio
Menò costoro al doloroso passo!'
Poi mi rivolsi a loro, e parla' io,
E cominciai: 'Francesca, i tuoi martiri20
A lagrimar mi fanno tristo e pio.
Ma dimmi: al tempo de' dolci sospiri
A che e come concedette Amore,
Che conoscesti i dubbiosi desiri?'
Ed ella a me: 'Nessun maggior dolore
Che ricordarsi del tempo felice
Nella miseria; e ciò sa il tuo dottore.
Ma se a conoscer la prima radice
Del nostro amor tu hai cotanto affetto
Farò come colui che piange e dice.30
Noi leggevamo un giorno per diletto
Di Lancelotto, come Amor lo strinse:
Soli eravamo, e senza alcun sospetto.
Per più fiate gli occhi ci sospinse
Quella lettura, e scolorocci il viso:
Ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
Esser baciato da cotanto amante,
Questi, che mai da me non fia diviso,
La bocca mi baciò tutto tremante:40
Galeotto fu il libro, e chi lo scrisse—
Quel giorno più non vi leggemmo avante
Mentre che l'uno spirto questo disse,
L'altro piangeva sì che di pietade
Io venni meno cos com' io morisse;
E caddi, come corpo morto cade.

FOOTNOTES:

[ [348] {317} [Dante, in his Inferno (Canto V. lines 97-142), places Francesca and her lover Paolo among the lustful in the second circle of Hell. Francesca, daughter of Guido Vecchio da Polenta, Lord of Ravenna, married (circ. 1275) Gianciotto, second son of Malatesta da Verrucchio, Lord of Rimini. According to Boccaccio (Il Comento sopra la Commedia, 1863, i. 476, sq.), Gianciotto was "hideously deformed in countenance and figure," and determined to woo and marry Francesca by proxy. He accordingly "sent, as his representative, his younger brother Paolo, the handsomest and most accomplished man in all Italy. Francesca saw Paolo arrive, and imagined she beheld her future husband. That mistake was the commencement of her passion." A day came when the lovers were surprised together, and Gianciotto slew both his brother and his wife.]

[ [349] ["On arrive à Ravenne en longeant une forèt de pins qui a sept lieues de long, et qui me semblait un immense bois funèbre servant d'avenue au sépulcre commun de ces deux grandes puissances. A peine y a-t-il place pour d'autres souvenirs à côté de leur mémoire. Cependant d'autres noms poétiques sont attachés à la Pineta de Ravenne. Naguère lord Byron y évoquait les fantastiques récits empruntés par Dryden à Boccace, et lui-même est maintenant une figure du passé, errante dans ce lieu mélancolique. Je songeais, en le traversant, que le chantre du désespoir avait chevauché sur cette plage lugubre, foulée avant lui par le pas grave et lent du poëte de l'Enfer....

"Il suffit de jeter les yeux sur une carte pour reconnaitre l'exactitude topographique de cette dernière expression. En effet, dans toute la partie supérieure de son cours, le Po reçoit une foule d'affluents qui convergent vers son lit; ce sont le Tésin, l'Adda, l'Olio, le Mincio, la Trebbia, la Bormida, le Taro...."—La Grèce, Rome, et Dante ("Voyage Dantesque"), par M. J. J. Ampère, 1850, pp. 311-313.]

[ [350] [The meaning is that she was despoiled of her beauty by death, and that the manner of her death excites her indignation still. "Among Lord Byron's unpublished letters we find the following varied readings of the translation from Dante:—