— Non è così forse? In gran parte?

Sweeney sospirò. — Per quello e perché è un verme.

— Bene, continuate pure con la fissazione, se volete. Ma non aspettatevi che io faccia altrettanto. Gli alibi di Greene non saranno magari perfetti, ma per me sono abbastanza buoni, soprattutto perché, come vi ho detto, sono certo che l’assassino deve aver conosciuto tutte le donne oppure nessuna di loro. C’è un tipo di assassino che uccide la donna per cui va pazzo, ma c’è il tipo che segue le sconosciute e uccide quelle. E, secondo me, anche se non sono psichiatra, non ce n’è uno che segua i due sistemi contemporaneamente.

Si andavano avvicinando all’angolo di Erie Street, e Bline rallentò il passo.

— Voi ora voltate di qua, e io dovrò tornare alla sede. Datemi retta, state lontano da Greene. Non vorrei dovervi arrestare tutti e due per qualche guaio e ho paura che succederà, invece, se continuate a stuzzicarvi. — Tese la mano. — Amici, Sweeney?

— Allora, non sono lo Squartatore? Siete sicuro?

— Ragionevolmente sicuro.

Sweeney prese la mano tesa e sorrise. — E io sono ragionevolmente sicuro che voi non siete uno sporco figlio di puttana, capo. Mentre vi assicuro che per qualche ora l’ho pensato.

— Non posso biasimarvi. Arrivederci!

Sweeney sostò all’angolo per un momento. Scorse Bline guardarsi intorno e attraversare la strada in diagonale, fuori della direzione per l’“El Madhouse”, dove si sarebbe dovuto recare. Ma Sweeney comprese quando lo vide dopo un centinaio di metri fermarsi a parlare con un uomo fermo a una vetrina, che si allontanò poi con l’ispettore.