— Può darsi. Voialtri la cercate?

Bline rispose: — No. Perché? La troveremmo con facilità: basterebbe controllare gli alberghi. Ma da quanto ha detto Nick, la ragazza sta bene e quindi a noi non interessa. Se sapessi che va in giro come una smemorata per lo choc…

— Non è tornata a casa a prendere i vestiti?

— No, il mio agente è ancora là e ha l’ordine di telefonarmi appena lei arriva. Penso che sia stato anche per questo che ha voluto il denaro; per non tornare indietro ad affrontare tutto il baccano.

— Bene, capo — disse Sweeney — grazie mille. Tornò al tavolo proprio mentre arrivava l’aragosta.

La mangiò pensosamente: non comprese con esattezza che cosa lo rendesse pensoso, finché non ebbe ridotto l’aragosta al solo guscio.

In quel momento, a un tratto, lo seppe, e in lui si scatenò l’inferno.

XIX

Non si affrettò. Gli portarono il caffè ed egli lo bevve con lentezza, ancora odiando se stesso per quel che pensava. Poi fu anche peggio, perché scoprì di non «pensarlo» più: lo «sapeva». Era come un gioco a incastro, dove ogni risposta da lui indovinata si adattava a una posizione e a nessun’altra.

Pagato il conto, si recò all’“El Madhouse”. Nick vedendolo entrare gli andò incontro. — Salve, Sweeney. Sono preoccupato: sapete qualcosa di dove si trovi Iolanda e se stasera abbia intenzione di venire?