Trasse di tasca una busta e la porse a Sweeney. Senza aprirla, Sweeney sentì con la mano che conteneva il temperino e il rasoio. Disse: — Potevate chiedermeli. Avevate un mandato di perquisizione?

Bline sogghignò. — Non volevamo avervi tra i piedi, mentre cercavamo e, quanto al mandato, ormai che cosa importa?

Di nuovo Sweeney aprì e richiuse la bocca. Sarebbe stato anche abbastanza matto da protestare, perché quella storia gli aveva fatto passare brutti momenti; d’altra parte, gli sarebbe stato utile, se non indispensabile, ottenere un aiuto amichevole da Bline, perché la polizia poteva fare ciò che a lui non era possibile.

Perciò, mitemente disse: — Potevate almeno lasciarmi un biglietto. Quando ho visto che mi mancavano quei due oggetti, ho pensato che lo Squartatore credesse che io fossi lo Squartatore. Ditemi, capo, che cosa sapete di quel Greene?

— Perché?

— Mi piace pensare che sia lui lo Squartatore, ecco tutto. Mi ha raccontato di avere alibi che voialtri avete controllato. È vero?

— Più o meno. Nessun alibi per la Brent, e quello per la Lee piuttosto insufficiente.

— Insufficiente? Credevo che si trovasse in tribunale con il giudice Goerring.

— I tempi non corrispondono al millesimo. Il suo alibi arriva sino alle quattro e dieci; la Lee è stata trovata morta verso le cinque, piuttosto dopo che prima. Il medico che l’ha vista alle cinque e mezzo ha dichiarato che doveva essere morta da un’ora circa, il che significa che è stata colpita verso le quattro e mezzo, venti minuti dopo che è finito l’alibi di Greene. In taxi, dal tribunale a casa di lei, potrebbe benissimo esserci andato lui.

— Quindi non ha alibi.