[261] Ibid., Lib. V, ott. 97, p. 182.

[262] Ibid., Lib. VI, ott. 11, p. 190.

[263] Cf. Poliziano, Stanze, Lib. I, st. 69-76.

[264] Teseide, ed. cit., Lib. IX, ott. 2-8, pp. 306-8.

[265] Ibid., Lib. IX, ott. 83, p. 333.

[266] Ibid., Lib. X, ott. 43, p. 348.

[267] Ibid., Lib. XII, ott. 69, p. 426.

[268] He says there: "E ch' ella da me per voi sia compilata, due cose fra le altre il manifestano. L' una si è, che ciò che sotto il nome dell' uno de' due amanti e della giovine amata si conta essere stato, ricordandovi bene, e io a voi di me, e voi a me di voi (se non mentiste) potrete conoscere essere stato fatto e detto in parte." And consider the closing words of the letter: "Io procederei a molti più preghi, se quella grazia, la quale io ebbi già in voi, non se ne fosse andata. Ma perocchè io del niego dubito con ragione, non volendo che a quell' uno che di sopra ho fatto, e che spero, siccome giusto, di ottenere, gli altri nocessero, e senza essermene niuno conceduto mi rimanessi, mi taccio; ultimamente pregando colui che mi vi diede, allorachè io primieramente vi vidi, che se in lui quelle forze sono che già furono, raccendendo in voi la spenta fiamma a me vi renda, la quale, non so per che cagione, inimica fortuna mi ha tolta."

[269] Supra, [p. 58] et seq. Cf. the letter of 1338 or 1339 in which he asks for a codex of the Thebais with a gloss: P. Savi-Lopez, Sulle fonti delle Teseide in Giornale Stor. della Lett. Ital., An. XXIII, fasc. 106-7; and Crescini, op. cit., pp. 220-47.

[270] Crescini, op. cit., pp. 234-5.