Fammi del tuo valor sì fatto vaso,
Come dimandi a dar l' amato alloro.
Insino a qui l' un giogo di Parnaso
Assai mi fu, ma or con ambedue
M' è uopo entrar nell' aringo rimaso.
. . . . . .
O divina virtù, se mi ti presti
Tanto, che l' ombra del beato regno
Segnata nel mio capo io manifesti
Venir vedra 'mi al tuo diletto legno