Quì morì, nel suo pallore,

Per l'amor d'un trovatore!

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

XII.

Stravolto l'amante s'inchina;

Ei mira la mesta donzella.

Velata è la maga, ma bella,

Coll'occhio che pianger non sa.

—O donna, l'amor t'indovina ...

Tu, Gilda, t'ascondi colà!