[2] Ludwig von Scheffler: Michel Angelo. Eine Renaissancestudie, 1892.
[3] "E se io non àrò l'arte del navicare per l'onde del mare del vostro valoroso ingegno, quello mi scuserà, nè si sdegnierà del mio disaguagliarsigli, nè desiderrà da me quello che in me non è: perchè chi è solo in ogni cosa, in cosa alcuna non può aver compagni. Però la vostra Signoria, luce del secol nostro unica al mondo, non puo sodisfarsi di opera d'alcuno altro, non avendo pari nè simile à sè," &c.
[4] "E io non nato, o vero nato morto mi reputerei, e direi in disgrazia del cielo e della terra, se per la vostra non avessi visto e creduto vostra Signoria accettare volentieri alcune delle opere mie." "Avete data la copia de' sopradetti Madrigali a messer Tomaso ... che se m'uscissi della mente, credo che súbito cascherei morto."
"Accio ch'i' abbi, e non già per mie merto,
desiato mio dolce signiore
Per sempre nell' indegnie e pronte braccia."
[6] This line, however, is obviously suggested by the famous passage in Macbeth (Act v.)—
"My way of life
Is fall'n into the sere, the yellow leaf."
[7] Several passages in the Sonnets suggest that Pembroke must have conferred substantial gifts upon Shakespeare—for example, that expression "wealth" in Sonnet xxxvii., "your bounty" in Sonnet liii., and "your own dear-purchased right" in Sonnet cxvii.
[8] "Anzi posso prima dimenticare il cibo di ch'io vivo, che nutrisce solo il corpo infelicemente, che il nome vostro, che nutrisce il corpo e l'anima, riempiendo l'uno e l'altro di tanta dolcezza, che nè noia nè timor di morte, mentre la memoria mi vi serba, posso sentire."
[9] Jahrbuch der deutschen Shakespeare-Gesellschaft, Band xiii. S. 158.