The recent theories of equivocal generation, held by some philosophers, more on the continent than in England, according to which all matter, or at least all matter susceptible of organisation by its elements, may become organised and living under peculiar circumstances, seem not very dissimilar to this system of Bruno.
[1045] Or, quanto a la causa effectrice, dico l’efficiente fisico universale esser l’intelletto universale, ch’è la prima e principial facultà dell’anima del mondo, la qual è forma universale di quello..... L’intelletto universale è l’intima più reale e propria facultà, e parte potenziale dell’anima del mondo. Questo è uno medesimo ch’empie il tutto, illumina l’universo, e indrizza la natura à produrre le sue specie, come si conviene, e cosi ha rispetto à la produzione di cose naturali, come il nostro intelletto è la congrua produzione di specie razionali.... Questo è nominato da Platonici fabbro del mondo, p. 235.
Dunque abbiamo un principio intrinseco formale eterno e sussistente incomparabilmente migliore di quello, che han finto li sophisti, che versano circa gl’accidenti, ignoranti de la sustanza de le cose, e che vengono a ponere le sustanze corrottibili, per chè quello chiamano massimamente, primamente e principalmente sustanza, che risulta da la composizione; il che non è altro, ch’uno accidente, che non contiene in se nulla stabilità e verità, e si risolve in nulla, p. 242.
Pantheism of Bruno. 13. We have said that the system of Bruno seems to involve a double pantheism. The first is of a simple kind, the hylozoism, which has been exhibited in the preceding paragraph; it excludes a creative deity, in the strict sense of creation, but leaving an active provident intelligence, does not seem by any means chargeable with positive atheism. But to this soul of the world Bruno appears not to have ascribed the name of divinity.[1046] The first form, and the first matter, and all the forms generated by the two, make, in his theory, but one being, the infinite unchangeable universe, in which is everything, both in power and in act, and which, being all things collectively, is no one thing separately; it is form and not form, matter and not matter, soul and not soul. He expands this mysterious language much further, resolving the whole nature of the deity into an abstract, barren, all embracing unity.[1047]
[1046] Son tre sorti d’intelletto; il divino, ch’è tutto; questo mondano, che fà tutto; gli altri particulari, che si fanno tutte.... È vera causa efficiente (l’intelletto mondano) non tanto estrinseca, come anco intrinseca di tutte cose naturali.... Mi par, che detrahano à la divina bontà e à l’eccellenza di questo grande animale e simulacro del primo principio quelli, che non vogliano intendere, nè affirmare, il mondo con li suoi membri essere animato, p. 239.
[1047] È dunque l’universo uno, infinito, immobile. Uno dico è la possibilità assoluta, uno l’atto, una la forma o anima, una la materia o corpo, una la cosa, uno lo ente, uno il massimo e ottimo, il quale non deve posser essere compreso, e però infinibile e interminabile, e per tanto infinito e interminato, e per conseguenza immobile. Questo non si muove localmente; per chè non ha cosa fuor di sè, ove si trasporte, atteso chè sia il tutto. Non si genera; per ché non è altro essere, che lui possa desiderare o aspettare, atteso che abbia tutto lo essere. Non si corrompe; per chè non è altra cosa, in cui si cangi, atteso che lui sia ogni cosa. Non può sminuire o crescere, otteso ch’è infinito, a cui come non si può aggiungere, cosi è da cui non si può sottrarre, per ciò che lo infinito non ha parti proporzionali. Non è alterabile in altra disposizione, per chè non ha esterno, da cui patisca, e per cui venga in qualche affezione. Oltre chè per comprender tutte contrarietadi nell’esser suo, in unità e convenienza, e nessuna inclinazione posser avere ad altro e novo essere, o pur ad altro e altro modo d’essere, non può esser soggetto di mutazione secundo qualità alcuna, nè può aver contrario o diverso, che l’alteri, per chè in lui è ogni cosa concorde. Non è materia, per chè non è figurato, ne figurabile, non è terminato, ne terminabile. Non è forma, per chè non informa, ne figura altro, atteso che è tutto, è massimo, è uno, è universo. Non è misurabile, ne misura. Non si comprende; per chè non è maggior di sè. Non si è compreso; per chè non è minor di se. Non si agguaglia; per chè non è altro e altro, ma uno e medesimo. Essendo medesimo ed uno, non ha essere ed essere; et per chè non ha essere ed essere, non ha parti e parti; e per ciò che non ha parte e parte, non è composto. Questo è termine di sorte, chè non è termine; è talmente forma, chè non è forma; è talmente materia, chè non è materia; è talmente anima, chè non è anima; per chè è il tutto indifferentemente, e però è uno, l’universo è uno, p. 280.
Ecco, come non è possibile, ma necessario, che l’ottimo, massimo incomprensibile è tutto, è par tutto, è in tutto, per chè come simplice ed indivisibile può esser tutto, esser per tutto, essere in tutto. E così non è stato vanamente detto, che Giove empie tutte le cose, inabita tutte le parti dell’universo, è centro di ciò, che ha l’essere uno in tutto, e per cui uno è tutto. Il quale, essendo tutte le cose, e comprendendo tutto l’essere in se, viene a far, che ogni cosa sia in ogni cosa. Ma mi direste, per chè dunque le cose si cangiano, la materia particolare si forza ad altre forme? vi rispondo, che non è mutazione, che cerca altro essere, ma altro modo di essere. E questa è la differenza tra l’universo e le cose dell’universo; per chè nullo comprende tutto l’essere e tutti modi di essere; di queste ciascuna ha tutto l’essere, ma non tutti i modi di essere, p. 282.
The following sonnet by Bruno is characteristic of his mystical imagination; but we must not confound the personification of an abstract idea with theism:—
Causa, Principio, ed Uno sempiterno,
Onde l’esser, la vita, il moto pende,
E a lungo, a largo, e profondo si stende
Quanto si dice in ciel, terra ed inferno;
Con senso, con ragion, con mente scerno
Ch’atto, misura e conto non comprende,
Quel vigor, mole e numero, che tende
Oltre ogni inferior, mezzo e superno.
Cieco error, tempo avaro, ria fortuna,
Sorda invidia, vil rabbia, iniquo zelo,
Crudo cor, empio ingegno, strano ardire,
Non basteranno a farmi l’aria bruna,
Non mi porrann’avanti gl’occhi il velo,
Non faran mai, ch’il mio bel Sol non mire.
If I have quoted too much from Jordano Bruno it may be excused by the great rarity of his works, which has been the cause that some late writers have not fully seen the character of his speculations.