Feano i begl’occhi a se medesmi giorno.
It seems to me not beyond the limits of poetry, nor more hyperbolical than many others which have been much admired. It is, at least, Petrarchesque in a high degree.
[1149] This sonnet is in Mathias, iii. 256. That of Milton will be remembered by most readers.
In lieto e pien di riverenza aspetto,
Con veste di color bianco e vermiglio,
Di doppia luce serenato il ciglio,
Mi viene in sonno il mio dolce diletto.
Io me l’inchino, e con cortese affetto
Seco ragiono e seco mi consiglio,
Com’abbia a governarmi in quest’esigilo,
E piango intanto, e la risposta aspetto.
Ella m’ascolta fiso, e dice cose
Veramente celesti, ed io l’apprendo,
E serbo ancor nella memoria ascose.
Mi lascia alfine e parte, e va spargendo
Per l’aria nel partir viole e rose;
Io le porgo la man; poi mi reprendo.
In one of Rota’s sonnets we have the thought of Pope’s epitaph on Gay.
Questo cor, questa mente e questo petto
Sia ’l tuo sepolcro, e non la tomba o ’l sasso,
Ch’io t’apparecchio qui doglioso e lasso;
Non si deve a te, donna, altro ricetto.
He proceeds very beautifully:—
Ricca sia la memoria e l’intelletto,
Del ben per cui tutt’altro a dietro io lasso;
E mentre questo mar di pianto passo,
Vadami sempre innanzi il caro objetto.
Alma gentil, dove bitar solei
Donna e reina, in terren fascio avvolta,
Ivi regnar celeste immortal dei.
Vantisi pur la morte averti tolta
Al mondo, a me non già; ch’a pensier miei
Una sempre sarai viva e sepolta.
The poems of Rota are separately published in two volumes. Naples, 1726. They contain a mixture of Latin. Whether Milton intentionally borrowed the sonnet on his wife’s death,
“Methought I saw my last espoused saint,”