I was more and more obliged to M. de Marboeuf. When I was allowed by my physician, to go to his Excellency's table where we had always a large company, and every thing in great magnificence, he was so careful of me, that he would not suffer me to eat any thing, or taste a glass of wine, more than was prescribed for me. He used to say, "I am here both physician and commander in chief; so you must submit." He very politely prest me to make some stay with him, saying, "We have taken care of you when sick, I think we have a claim to you for a while, when in health." His kindness followed me after I left him. It procured me an agreeable reception from M. Michel, the French chargé d'affaires at Genoa; and was the occasion of my being honoured with great civilities at Paris, by M. L'Abbé de Marboeuf conseiller d'etat, brother of the Count, and possessing similar virtues in private life.

I quitted Corsica with reluctance, when I thought of the illustrious Paoli. I wrote to him from Bastia, informing him of my illness, which I said, was owing to his having made me a man of so much consequence, that instead of putting me into a snug little room, he had lodged me in the magnificent old palace, where the wind and rain entered.

His answer to my first letter is written with so much spirit, that I begged his permission to publish it, which he granted in the genteelest manner, saying, "I do not remember the contents of the letter; but I have such a confidence in Mr. Boswell, that I am sure he would not publish it if there was any thing in it improper for publick view; so he has my permission." I am thus enabled to present my readers with an original letter from Paoli.

"TO JAMES BOSWELL, Esq.,

"OF AUCHINLECK, SCOTLAND.

"STIMATISSIMO SIGNOR BOSWELL.

"Ricevei la lettera che mi favori da Bastia, e mi consolo assai colla notizia di essersi rimessa in perfetta salute. Buon per lei che cadde in mano di un valente medico! Quando altra volta il disgusto de' paesi colti, ed ameni lo prendesse, e lo portasse in questa infelice contrada, procurerò che sia alloggiata in camere più calde, e custodita di quelle della casa Colonna in Sollacarò; mà ella ancora dovrà contentarsi di non viaggiare quando la giornata, e la stagione vogliono che si resti in casa per attendere il tempo buono. Io resto ora impaziente per la lettera che ha promesso scrivermi da Genova, dove dubito assai che la delicatezza di quelle dame non le abbia fatto fare qualche giorno di quarantena, per ispurgarsi di ogni anche più leggiero influsso, che possa avere portato seco dell' aria di questo paese; e molto più, se le fosse venuto il capriccio di far vedere quell' abito di veluto Corso, e quel berrettone, di cui i Corsi vogliono l'origine dagli elmi antichi, ed i Genovesi lo dicono inventato da quelli, che, rubando alla strada, non vogliano essere conosciuti: come se in tempo del loro governo avessero mai avuta apprensione di castigo i ladri pubblici? Son sicuro però, che ella presso avrà il buon partito con quelle amabili, e delicate persone, insinuando alle medesime, che il cuore delle belle è fatto per la compassione, non per il disprezzo, e per la tirannia; e cosi sarà rientrato facilmente nella lor grazia. Io ritornato in Corte ebbi subito la notizia del secreto sbarco dell' Abbatucci nelle spiaggie di Solenzara. Tutte le apparenze fanno credere che il medesimo sia venuto con disegni opposti alla pubblica quiete; pure si è constituito in castello, e protesta ravvedimento. Nel venire per Bocognano si seppe, che un capitano riformato Genovese cercava compagni per assassinarmi. Non potè rinvenirne e vedendosi scoperto si pose alla macchia, dove è stato ucciso dalle squadriglie che gli tenevano dietro i magistrati delle provincie oltramontane. Queste insidie non sembrano buoni preliminari del nostro accomodamento colla republica di Genova. Io sto passando il sindicato a questa provincia di Nebbio. Verso il 10 dell' entrante anderò per l'istesso oggetto in quella del Capocorso, ed il mese di Febrajo facilmente mi trattenerò in Balagna. Ritornerò poi in Corte alla primavera, per prepararmi all' apertura della consulta generale. In ogni luogo avrò presente la sua amicizia, e sarò desideroso de' continui suoi riscontri. Frattanto ella mi creda.

"Suo affettuosissimo amico

"Pasquale de' Paoli."

"Patrimonio, 23 Decembre, 1765."