[APPENDIX IX]
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TWO SONNETS BY PIETRO ARETINO ON TITIAN’S PORTRAITS OF
DUKE FRANCESCO MARIA I. AND HIS DUCHESS LEONORA
I.
ON DUKE FRANCESCO MARIA I.
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Se il chiaro Apelle con la man dell'arte Esemplò d'Alessandro il volto, e 'l petto, Non finse già di pellegrin subjetto L'alto vigor, che l'anima comparte. Mà Titian, che dal cielo hà maggior parte, Fuor mostra ogni invisible concetto; Però il gran Duca, nel dipinto aspetto, Scuopre le palme entro il suo cuor consparte. Egli hà il terror frà l'uno e l'altro ciglio, L'animo en gl'occhi, e l'alterezza in fronte, Nel crin spatia l'honor, siede il consiglio. Nel busto armato e nelle braccie pronte Arde il valor, che guarda dal periglio Italia sacra, e sua virtudi conte. |
II.
ON DUCHESS LEONORA.
III.
SONNET BY BERNARDO TASSO, PRAYING TITIAN
TO PAINT HIS MISTRESS’S PORTRAIT.
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Ben potete con l'ombre, e coi colori, Dotto Pittor rassimigliar al vero Quella beltà, ch'ognor col mio pensiero Via più bella, ping'io fra l'herbe e i fiori: Ma quelle gratie, che i più freddi cori Riscaldano, onde Amor ricco et altero Stende le braccie del suo dolce impero, Opra non è da chiari alti pittori. Se potete ritrar quel viso adorno, Quel girar de' begli occhi honesti e santi, Che ogni rara beltà fà parer vile, Con pace sia d'ogni pittor gentile, E statue e tempii al vostro nome intorno Ergeran lieti i più cortesi amanti. |