[276] Here is the description of Poliphil's reception by the damsels: "Respose una lepidula placidamente dicendo. Da mi la mano. Hora si tu sospite & il bene venuto. Nui al presento siamo cinque sociale comite come il vedi. Et io me chiamo Aphea. Et questa che porta li buxuli & gli bianchissimi liuteamini, e nominata Offressia. Et questaltra che dil splendente speculo (delitie nostre) e gerula, Orassia e il suo nome. Costei che tene la sonora lyra, e dicta Achoe. Questa ultima, che questo vaso di pretiosissimo liquore baiula, ha nome Geussia."

[277] A portion of the passage describing this dalliance may be extracted as a further specimen of the author's style: "Cum lascivi vulti, et gli pecti procaci, ochii blandienti et nella rosea fronte micanti e ludibondi. Forme prae-excellente, Habiti incentivi, Moventie puellare, Risguardi mordenti, Exornato mundissimo. Niuna parte simulata, ma tutto dalla natura perfecto, cum exquisita politione, Niente difforme ma tutto harmonia concinnissima, Capi flavi cum le trece biondissime e crini insolari tante erano bellissime complicate, cum cordicelle, o vero nextruli di seta e di fili doro intorte, quanto che in tutto la operatione humana excedevano, circa la testa cum egregio componimento invilupate e cum achi crinali detente, e la fronte di cincinni capreoli silvata, cum lascivula inconstantia praependenti." There is an obvious study of Boccaccesque phrase, with a no less obvious desire to improve upon its exquisiteness of detail, masking an incapacity to write connectedly.

[278] The reiteration of sensuous phrases is significant. These inscriptions, παντων τοκαδι, παν δει ποιειν κατα την αυτου φυσιν, γονος και ευφυια, together with the Triumphs of Priapus and Cupid, accord with the supremacy of Venus Physizoe.

[279] See Rosmini, Vita di Filelfo, vol. ii. p. 13, for Filelfo's dislike of Italian. In the dedication of his Commentary to Filippo Maria Visconti he says: "Tanto più volentieri ho intrapreso questo comento, quanto dalla tua eccellente Signoria non solo invitato sono stato, ma pregato, lusingato et provocato." The first Canto opens thus:

O Philippo Maria Anglo possente,
Perchè mi strengi a quel che non poss'io?
Vuoi tu ch'io sia ludibrio d'ogni gente?

[280] Dated Milan, Feb. 1477. Rosmini, op. cit. p. 282.

[281] Ercolano (in Vinetia, Giunti, 1570), p. 185.

[282] Prose Volgari, etc., edite da I. del Lungo (Firenze, Barbèra, 1867), p. 80.

[283] Prose, etc., op. cit. pp. 45 et seq. pp. 3 et seq.

[284] Alberti, Op. Volg. vol. i. pp. clxvii.-ccxxxiii. The quality of these Latin meters may be judged from the following hexameters: