Mi debbe incatenar, schiavo tenermi,
Obbligarmi ch'io sudi e tremi senza
Rispetto alcun, ch'io muoja o ch'io m'infermi,

Non gli lasciate aver questa credenza
Ditegli, che più tosto ch'esser servo,
Torrò la povertade in pazienza"

Satira ii.]

[Footnote 19: Panizzi, vol. i. p. 29. The agreement itself is in
Baruffaldi.]

[Footnote 20: See the lines before quoted, beginning" Apollo, tua mercè.">[

[Footnote 21: _Bibliographical Notices of Editions of

Ariosto_, prefixed to his first vol. p. 51.]

[Footnote 22:

"La novità del loco è stata tanta,
C' ho fatto come augel che muta gabbia,
Che molti giorni resta the non canta."

For the rest of the above particulars see the fifth satire, beginning "Il vigesimo giorno di Febbraio." I quote the exordium, because these compositions are differently numbered in different editions. The one I generally use is that of Molini—Poesie Varie di Lodovico Ariosto, con Annotazioni. Firenze, 12mo, 1824.]